Home Live newsGerry Scotti sulla domanda incriminata di «Avanti un altro!»

Gerry Scotti sulla domanda incriminata di «Avanti un altro!»

Il presentatore a Sorrisi: «Sono mortificato, ma è assurdo che si metta in dubbio la mia professionalità»

Foto: Gerry Scotti

30 Aprile 2015 | 10:19 di Alex Adami

Aveva destato non poche polemiche (per la verità soprattutto online) l’incidente avvenuto durante la puntata di «Avanti un altro!» trasmessa da Canale 5 lo scorso giovedì 23 aprile. Nel gioco finale il concorrente di turno, Alessio Papa, aveva fallito l’ultima risposta, quella che gli avrebbe fatto vincere 30 mila euro. La domanda, che era già stata rivolta pochi istanti prima in forma corretta, gli era stata posta in modo non «fluido» da Gerry Scotti in questi termini: «Don Giovanni o Casanova, chi dedicò un'opera… Mozart?». Alessio Papa era parso spiazzato. Arrivato quasi subito il segnale che sancisce la fine del tempo, il concorrente aveva dato la risposta giusta («Casanova»).

Purtroppo, però, nel gioco finale di «Avanti un altro!» è necessario dare la risposta sbagliata. Papa a caldo aveva protestato sommessamente: «Pensavo che la domanda non fosse terminata, sinceramente. Mi sono lasciato prendere dall'emozione» aveva detto in onda. Tanto era bastato per scatenare le polemiche sul Web. E c’è chi è arrivato a parlare addirittura di complotto.
 
«Sono molto dispiaciuto per quello che è successo» spiega a Sorrisi Gerry Scotti, raggiunto a Barcellona dove sta registrando il suo nuovo programma «Caduta libera!», in onda su Canale 5 dal lunedì 4 maggio. «Credo di essere il conduttore italiano che ha posto più domande in tv negli ultimi 20 anni. E quello che ha premiato il maggior numero di persone. Spesso mi sono sentito dire che ero troppo generoso, che aiutavo troppo i concorrenti. Alessio Papa mi era tra l’altro molto simpatico, e io per primo ero incredulo e dispiaciuto per com’era finita la sua prova: credo che dalla registrazione si noti».
 
Ma che cos’è successo esattamente, allora? «Hanno concorso diverse concause. La prima, la più importante, riguarda il fatto che il testo della domanda conteneva un errore di grammatica. Il pubblico, ovviamente, non poteva saperlo. Alla prima lettura, pochi istanti prima, avevo “dribblato” il refuso correggendolo mentalmente. Alla seconda lettura, invece, ho avuto un’esitazione legata proprio a quell’errore scritto. Anche a Buffon può scivolare un pallone, anche Pirlo può sbagliare un rigore. Quanto al suono che sanciva la fine del gioco, non sono io a comandarlo. Ho sentito dire che è arrivato con qualche decimo di secondo d’anticipo ma, ripeto, durante il programma non ho modo né di “governarlo” né di controllarlo».
 
 «Sono sinceramente mortificato per quello che è successo» prosegue Gerry «e sono pronto a fare qualunque cosa per rimediare. Mi sono anche offerto di pagare di tasca mia il premio, ma mi è stato risposto che il concorrente ha fatto ricorso e che in alcun modo il mio intervento era opportuno».

«Ciò che più mi addolora, però, è che un incidente del genere qualcuno possa mettere in dubbio la mia professionalità » conclude Scotti. «Ma sono consapevole che ai tempi del Web è così: è una costante caccia all’untore».

La replica di Alessio Papa

Dopo la pubblicazione delle dichiarazioni di Gerry Scotti ci ha contattato Alessio Papa, il concorrente coinvolto nell’incidente in questione, chiedendo di poter fornire alcune precisazioni. «Ritengo che le parole di Gerry confermino che c’è stato un errore, anche se non direttamente imputabile a una sua responsabilità. Per questo chiedo che venga riconosciuta la mia vincita».

Alla nostra domanda «Lei è sicuro che, in assenza dell’esitazione nel porre la domanda, lei avrebbe dato la risposta corretta?» Alessio Papa ha risposto: «Assolutamente sì. Posta in quei termini il quesito induceva inevitabilmente in errore e soprattutto distraeva, in un gioco in cui la concentrazione è tutto. Già quando, nel corso del gioco, la domanda mi era stata rivolta una prima volta, il conduttore aveva mostrato una lieve esitazione, a conferma che un refuso nel testo in effetti c’era. Nonostante questo, chi gestiva il cronometro non ha tenuto conto dell’accaduto. Sono arrabbiato, ma non so esattamente con chi: di certo qualcuno ha sbagliato e non è giusto che a pagare sia io».

Papa non ha atteso lo scoppio della polemica per contestare il verdetto: «La puntata è stata registrata il 15 aprile e io ho inviato la mia contestazione il giorno seguente» fa notare. Non si tratta però di un atto giuridico: «Non ho coinvolto avvocati: ho mandato alla produzione una raccomandata con cui riepilogo l’accaduto e chiedo di essere riconosciuto vincitore della puntata».