Home Live news«Inside out»: a Cannes abbiamo incontrato i geni della Disney-Pixar

«Inside out»: a Cannes abbiamo incontrato i geni della Disney-Pixar

Parlano Pete Docter e John Lasseter, le menti dietro il nuovo, esilarante film della casa, presentato fuori concorso al festival

Foto: la squadra di «Inside Out» a Cannes. Al centro, con la giacca bianca, John Lasseter; alla sua destra Pete Docter

18 Maggio 2015 | 18:10 di Paolo Fiorelli

Ce l'hanno fatta di nuovo. Le menti vulcaniche della Disney-Pixar hanno sfornato un altro capolavoro dell'animazione: brillante, visionario, divertente e a tratti addirittura «sperimentale». Alla proiezione per la stampa il film è stato accolto da risate a scena aperta e da un tripudio di applausi finale. 
Si chiama «Inside Out» e si svolge... nella mente di una ragazzina di 11 anni, dove ogni pensiero è guidato da cinque passioni incarnate da altrettanti personaggi: Gioia, Rabbia, Tristezza, Paura e Disgusto.

Il guru della Pixar John Lasseter riassume così l'idea del film:«Volevamo mostrare quello che tutti sappiamo avvenire, ma non abbiamo mai visto come: il funzionamento della mente umana».

Una trovata che il regista Pete Docter, già autore dello splendido «Up», spiega così:
«Ero alla caccia di idee per un nuovo film e intanto cercavo di capire cosa stesse succedendo nella testa di mia figlia, che allora aveva 11 anni e stava uscendo dall'infanzia per entrare in una fase più complicata. E all'improvviso ho capito: eccolo, il nuovo film! Si svolgerà nella mente di una bambina di 11 anni...»

Detto così sembra facile...
«Invece è stato complicatissimo, perché l'idea era molto astratta e noi dovevamo tradurla in immagini, e immagini credibili. Dovevamo trovare una spiegazione visiva per come funziona la memoria, come si passa da un'emozione all'altra, eccetera... Ci siamo inventati una specie di grande "stanza dei bottoni" che sta nella testa della protagonista, e che è guidata dalle sue passioni».

Perché avete scelto solo cinque emozioni?
«Rappresentarne altre avrebbe reso il film troppo caotico. E poi ci siamo documentati consultando psicologi e neurologi, che ci hanno assicurato che, in realtà, la gamma delle emozioni-base è  abbastanza ristretta. Ma c'era anche un'altra difficoltà...».

Quale?
«Il film è in realtà un doppio film. Da una parte vediamo come vive la bambina protagonista, i suoi rapporti con i genitori e gli amici, nel delicato momento del trasloco in un'altra città. Dall'altra, c'è quello che accade nella sua testa, dove soprattutto Gioia e Tristezza dovranno affrontare un viaggio pieno di insidie». 

Be', la difficoltà è stata superata, a giudicare dalla reazione del pubblico. E questa sera tutta la troupe di «Inside out» festeggerà con un grande party sulla spiaggia dell'hotel Carlton. Delle cinque emozioni protagoniste sarà certo presento Gioia; le altre non si sa.