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JazzMi, il successo della prima maratona jazz

320 artisti, 80 concerti, 25 eventi e Milano entusiasta di accogliere l'universo del jazz: ecco il racconto della prima edizione del festival

Foto: Jazzmi, Paolo Fresu  - Credit: © Facebook ufficiale

14 Novembre 2016 | 17:00 di Giulia Ciavarelli

Dal 4 al 15 novembre Milano si è risvegliata a tempo di jazz, accogliendo la prima edizione di JazzMi: ideato e prodotto da Teatro dell'Arte e Ponderosa Music & Art, il festival ha portato in città più di 300 artisti che si sono dislocati in eventi, mostre, workshop e concerti.

L’ambiente milanese ha una tradizione di musicisti jazz che risale agli inizi del Novecento, e il Jazzmi ha voluto mantenerne i valori con una buona dose di dinamicità, il dialogo con le altre arti e le innumerevoli sfumature musicali che contraddistinguono questo genere. L’evento guarda al futuro e si vuole imporre come punto di riferimento, anche per gli anni che seguono: il pubblico ha accolto la maratona jazz con estremo interesse, riascoltando gli artisti più conosciuti e appassionandosi alla musica dei giovani artisti del futuro. Buona la prima, si potrebbe sintetizzare la prima edizione dell’esperimento musicale che ha saputo gestire, organizzare e affascinare l’intera città.

 «Con JazzMi e il suo straordinario cartellone di 70 concerti in 12 giorni, questa rete si fa spettacolo diffuso in tutta la città, tornando così a far vibrare all’unisono l’orizzonte di Milano, in perenne e imprevedibile cambiamento, con quello del jazz, altrettanto affascinante, instabile e in continua metamorfosi» ha dichiarato l'assessore alla cultura di Milano. 

Alla ricerca di innovazione e sperimentazione, l’esplosione di note ha invaso numerosi luoghi della città: dal Teatro dell’Arte al jazz club Blue Note, il Teatro dal Verme e la Salumeria della Musica. Ma anche il suggestivo Museo del Novecento, il Mudec, la Pinacoteca di Brera e Palazzo Litta. L’universo jazz ha preso forma in un programma ricco: dai momenti di approfondimento, le mostre, i documentari a tema, gli eventi di divulgazione e didattica con incontri adatti ad un pubblico di ogni età.

Un festival diffuso che, oltre alla varietà di luoghi, è stato variegato anche nella molteplicità di stili, talenti e gusti diversi con un cast di grandi nomi internazionali ma anche le possibili star del domani. JazzMi ha preso per mano il suo pubblico e lo ha trascinato nel mondo di Ron Carter, maestro del contrabbasso, a David Sanborn, il leggendario sassofonista americano da sei Grammy e numerosi dischi d’oro. La rassegna musicale ha oscillato tra la bravura di Claudio Fasoli Double Quartet, il travolgente Jacob Collier, Enrico Rava insieme a Matthew Herbert e Giovanni Guidi, l’entusiasmante John Scofield, l’energico soul di Paolo Belli e la sua Big Band e infine l’incantevole talento di Paolo Fresu con Uri Caine. Il 15 novembre ci sarà l’atteso concerto di Gregory Porter al Teatro Nazionale: l’arista ha già consolidato la sua posizione di massimo protagonista fra i cantanti e gli autori soul jazz della sua generazione dopo la pubblicazione dell’album"Take Me to the Alley".