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02 Marzo 2010 | 11:27

L’Isola delle nostre fragilità (e del tacco 12)

Care lettrici, cari lettori, si scolla il tacco di Simona Ventura, ma l’Isola resiste e vive e lotta insieme a noi. Non ho mai nascosto la mia simpatia verso questo programma: ritengo che l’Isola e il Grande Fratello siano gli unici due reality davvero degni di essere guardati, perché si prestano a molteplici chiavi di […]

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L’Isola delle nostre fragilità (e del tacco 12)

Care lettrici, cari lettori, si scolla il tacco di Simona Ventura, ma l’Isola resiste e vive e lotta insieme a noi. Non ho mai nascosto la mia simpatia verso questo programma: ritengo che l’Isola e il Grande Fratello siano gli unici due reality davvero degni di essere guardati, perché si prestano a molteplici chiavi di […]

02 Marzo 2010 | 11:27 di Redazione

Care lettrici, cari lettori, si scolla il tacco di Simona Ventura, ma l’Isola resiste e vive e lotta insieme a noi. Non ho mai nascosto la mia simpatia verso questo programma: ritengo che l’Isola e il Grande Fratello siano gli unici due reality davvero degni di essere guardati, perché si prestano a molteplici chiavi di lettura. Sì, insomma, è come andare in un ristorante con un ricco menù: ce n’è per tutti i gusti. Quest’anno poi ho assistito a momenti sublimi fin dalla prima puntata: vedere Loredana Lecciso camminare su una spiaggetta deserta del Nicaragua con il tacco 12 è un manifesto dell’effimero. Ascoltare i suoi dialoghi con Aldo Busi è come sentire cantare la Messa da Requiem di Verdi da Arisa. Si aggirano tra noci di cocco e capanni personaggi di cui ignoravo perfino l’esistenza. Ma poco importa. Perché ognuno di loro è prototipo, maschera di umanità: dal ragazzotto romano che ogni due per tre a sostegno dei suoi strampalati discorsi ci infila un «capito?», all’unico chef smilzo nella storia della cucina che si atteggia a grande star. Su tutti l’umanità e lo spessore di Sandra Milo. Già punto su di lei: se saprà resistere, la vittoria le spetterà di diritto. La conosco bene e se seguirete il programma capirete perché mi azzardo a tanto. Io credo che laggiù ognuno ritrovi un pezzo di se stesso. E non alludo solo ai partecipanti. Alludo anche a noi telespettatori. Le nostre debolezze, le nostre fragilità, i nostri punti di forza ogni giorno ci scorrono davanti agli occhi in quell’angolo sperduto del mondo. Un angolo che non smetteremo mai di amare. Alla prossima!

as@sorrisi.com