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16 Marzo 2010 | 08:00

L’Isola delle sfingi e dei narcisisti

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni sul piccolo schermo il silenzio lotta contro l’affabulazione. Uno scontro epico cui «L’isola dei famosi» si presta a far da cornice. Il silenzio si incarna in Loredana Lecciso. Se ne sta lì, immobile come una statua dell’Acropoli, in riva al mare, a guardare l’orizzonte. Lo sguardo perso nel […]

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L’Isola delle sfingi e dei narcisisti

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni sul piccolo schermo il silenzio lotta contro l’affabulazione. Uno scontro epico cui «L’isola dei famosi» si presta a far da cornice. Il silenzio si incarna in Loredana Lecciso. Se ne sta lì, immobile come una statua dell’Acropoli, in riva al mare, a guardare l’orizzonte. Lo sguardo perso nel […]

16 Marzo 2010 | 08:00 di Redazione

Care lettrici, cari lettori, in questi giorni sul piccolo schermo il silenzio lotta contro l’affabulazione. Uno scontro epico cui «L’isola dei famosi» si presta a far da cornice. Il silenzio si incarna in Loredana Lecciso. Se ne sta lì, immobile come una statua dell’Acropoli, in riva al mare, a guardare l’orizzonte. Lo sguardo perso nel vuoto, nascosto dietro un vistoso paio di occhiali da sole, bandana in testa o fiore tra i capelli: unico movimento quello compulsivo delle mani, impegnate a spargere olio sulle fluenti chiome. Una sfinge, con un perenne sorriso appena abbozzato sulle labbra, rigorosamente a favore di camera. Potremmo rimanere ore intere attaccati a quelle immagini, chiedendoci da quali oscuri pensieri quella mente possa essere turbata o se quella non-espressione sia semplicemente manifestazione desolante di un vuoto pneumatico. L’affabulazione è lui, Aldo Busi. Compiaciuto ad ascoltarsi, dalle prime ore del mattino alle ultime ore della notte. Celebratore di se stesso, sessuocentrico nei suoi discorsi, misogino per natura, ha un unico desiderio: essere il solo naufrago su quella sperduta spiaggetta del Nicaragua per riempire la tv di sé e dei suoi discorsi. Non so chi dei due sia meglio. So solo che alla lunga tutti e due stancano. Sarà perché entrambi rappresentano bene gli estremi a cui la tv ci ha da tempo abituati: il nulla e il troppo. Bisognerebbe trovare la giusta via di mezzo. Fosse facile… Alla prossima!

as@sorrisi.com