Home Live newsPiù bella cosa non c’è: l’editoriale di Aldo Vitali

Più bella cosa non c’è: l’editoriale di Aldo Vitali

Eros Ramazzotti è quello che sembra: diretto, schietto, anche un po’ ruvido a volte, ma sempre leale

Foto: Eros Ramazzotti  - Credit: © Corbis

12 Maggio 2015 | 09:00 di Aldo Vitali

Se c’è un cantante che mi sta simpatico, quello è Eros Ramazzotti. Lo conosco da un sacco di tempo, posso dire che «io c’ero» quando ha fatto irruzione all’improvviso nel nostro panorama musicale, con un’apparizione pazzesca a Sanremo, dove fece piazza pulita dei suoi giovani avversari. E da lì in poi, canzone dopo canzone (una più bella dell’altra), è diventato una star.

Nel corso degli anni, tutte le volte che ci siamo incontrati è stato un piacere, perché con lui si parla senza giri di parole, sapendo che si può dire quel che si pensa perché certamente lui farà la stessa cosa, senza sconti se necessario (leggete la bella intervista di Alex Adami a pag. 18 del numero 20 di Sorrisi in edicola, e mi darete ragione). Infatti Eros è quello che sembra: diretto, schietto, anche un po’ ruvido a volte, ma sempre leale. I

l nostro rapporto si può sintetizzare così: ogni «tot» anni lui scrive delle canzoni che io canto (in privato) con grande soddisfazione. In certi casi cerco persino di riprodurre (invano) quella sua voce unica, dal timbro blues talmente inconfondibile che lo si riconosce subito alla prima nota. Ora ci risiamo, finalmente: sono passati i «tot» anni (due e mezzo, per la precisione) ed esce un suo nuovo album, pieno di belle canzoni. Piano piano, come sempre, imparerò a cantarle tutte a memoria.

Perché in fondo alle canzoni chiedo questo: sentimento, belle parole e melodia su cui lasciarsi andare. Per me, più bella cosa non c’è.

Foto: Aldo Vitali