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U2 a Torino: foto, scaletta e racconto del concerto

Innocence + Experience 2015, tutto quello che è successo il 4 settembre

Foto: U2 a Torino, 4 settembre 2015 - Credits: Corbis

05 Settembre 2015 | 09:00 di Alessandro Alicandri

Quando si lascia fare le cose ai grandi come gli U2, le cose impossibili diventano realtà. Come bambini al primo giorno di scuola abbiamo guardato questa prima data del 4 settembre 2015 a Torino dell'Innocence + Experience Tour 2015. La seconda è prevista per oggi, sabato 5 settembre.

Ben oltre due ore di live e 25 canzoni in una struttura di palco piuttosto nuova. L'Innocence + Experience sfrutta ancora la visuale a 360 gradi del tour del 2009, ma con un progetto piuttosto diverso e altrettanto particolare.

Il palco multi-direzionale

La struttura prevede un primo grande palco senza impalcature laterali e posteriori (quindi si può vedere anche da dietro), una passerella che si allunga per tutta l'estenzione del parterre, una passerella che definiremo "soppalcata" e un secondo palco tondo che si trova all'esatta parte opposta del palazzetto.

Tutto chiaro? Adesso arriva la parte difficile. Il palco è sovrastato da un impianto audio non convenzionale, anche questo strutturato perché l'ascolto sia amplificato in modo multi-direzionale (non siamo i primi a dirlo, la qualità dell'ascolto è decisamente superiore alla media). La passerella soppalcata di cui parlavamo prima, sospesa in aria, è coperta da maxi schermi semi trasparenti, in modo da lasciar vedere gli artisti quando svi salgono.

Insomma, una gran bella idea di palco che offre, oltre alla tipica esperienza di visione del concerto live, una perfetta visuale cinematografica. Molto godibile dalle tribune laterali (forse un po' da torcicollo in parterre), ha offerto un modo nuovo di assistere a un concerto, nel quale nessuno può sentirsi escluso.

Il pubblico

Attorno e sopra le tribune c'erano 13 mila persone e non era un pubblico qualunque, ma quello delle grandi occasioni, noncurante delle grandi discussioni generate dalle innovative scelte di distribuzione dell'album "Songs of Innocence", che qui in Italia ha collezionato due dischi di platino. 

C'era una tensione bella, oltre alla voglia di divertirsi e a una trentennale passione per gli U2 basata sulla solidità e sulla fortissima devozione. Ogni nota, dai brani di "Boy" all'ultimo singolo "Song for someone", ha avuto una risposta forte, compatta, intensa. Non c'è solo legame alla band, non c'è solo un legame alle canzoni, ma c'è un legame al messaggio e al potere emozionale che evocano. Insomma, un rapporto maturo e di ottima costituzione.

Il concerto

Che ve lo diciamo a fare? La presenza scenica di Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. trasudava epicità e stile in ogni movimento, in ogni respiro. Da Bono che entra sul palco trionfante come un wrestler prima della battaglia e tira fuori il microfono dalla giacca di pelle fino ai quattro inchini finali per ogni parte della platea, è stato un percorso pieno di curve, salite e abbiamo visto solo panorami fantastici.

L'idea del live parte dall'infanzia di Bono, dalla sua cameretta, dal luogo dove la sua passione per la musica nasce (con un poster dei Kraftwerk e un'altro dei The Clash attaccati al muro), quello stesso luogo che poi diventa troppo stretto per restarci. Trema il Pala AlpiTour sulle note di "Raised by Wolves", ci lasciamo trasportare dai suoni sensuali di "Mysterious Ways" e ci divertiamo di fronte alla video-diretta tramite iPhone dove le inquadrature sono controllate da una fan salita sul palco, mentre intonano "Elevation".

Dalla commovente "Every breaking wave", passando per un'acclamatissima "Streets", il concerto raggiunge il suo apice nei momenti finali, dove tutti cantano "Pride" urlando, con il petto gonfio di felicità. 

Di questo concerto ricorderò due donne che si sono abbracciate con le lacrime agli occhi prima ancora che cominciasse tutto, come quando sta per succedere qualcosa di importante e non sai se si ripeterà. Ricorderò gli adattamenti in italiano delle grafiche, con tanto di traduzione simultanea delle affermazioni di Bono (è rarissimo, non succede praticamente mai), l'entusiasmo con cui il pubblico ha accolto le parti del concerto con temi sociali e politici (ha parlato dei profughi e migranti ricordando Nelson Mandela, ha parlato della lotta sempre più efficace contro l'HIV). 

Ricorderò soprattutto quel senso di rivincita che in tempi come questi si prende la musica dal vivo, quando riesce a creare spettacoli come questo: grandiosi ma anche intimi, strutturati ma con una scaletta aperta, dense di spirito rock, fortemente tecnologici ma anche ad alto tasso emozionale. Una chimica perfetta che solo i veri grandi della musica sanno ottenere.

La scaletta

The Miracle (Of Joey Ramone)
The Electric Co.
Vertigo
I Will Follow
Iris (Hold Me Close)
Cedarwood Road
Song for Someone
Sunday Bloody Sunday
Raised by Wolves
Until the End of the World
The Fly
Invisible
Even Better Than the Real Thing
Mysterious Ways
Elevation
Ordinary Love
Every Breaking Wave
October
Bullet the Blue Sky
Zooropa
Where the Streets Have No Name
Pride (In the Name of Love)
With or Without You
Encore:
City of Blinding Lights
Beautiful Day
One