Home Musica«Abbey Road», dove abita un capolavoro

«Abbey Road», dove abita un capolavoro

Che fenomeni i Beatles! Avevano troppe canzoni e poco spazio, così decisero di fare un... riassunto di alcune di loro. Il risultato? Pazzesco

Foto: La cover di «Abbey Road»

25 Giugno 2018 | 11:57 di Paolo Fiorelli

Devo confessare un delitto. Forse non sono il solo ad averlo commesso, ma ciò non rende la colpa meno grave. E il delitto è questo: non ho mai ascoltato «Abbey Road», il vero disco-eredità dei Beatles, che presto compirà mezzo secolo (è uscito nel 1969. Poi seguì «Let it be», che però era stato registrato prima). Certo, ricordo alcuni pezzi come «Come together» o «Here comes the sun», ma non l’ho mai ascoltato dall’inizio alla fine. Oggi però ho l’occasione di redimermi: il direttore di Sorrisi mi ha chiamato e mi ha chiesto: «Conosci bene “Abbey Road” dei Beatles?». Io ovviamente ho risposto: «Certo, ma che domande!» e lui mi ha commissionato questo pezzo. Per cui ora, caro lettore, inserisco nel mio lettore (di cd) «Abbey Road» (il titolo deriva dalla via in cui si trovavano gli studi di registrazione). Ascoltiamolo insieme.

Si parte subito con l’ipnotico giro di basso che Paul McCartney regalò a «Come together», il gioiello di John Lennon. Ma non erano ai ferri corti e sull’orlo dell’addio? Averne, di gente che litiga così... Subito dopo arriva il terzo genio del gruppo ed ecco la dolcissima «Something», capolavoro di George Harrison: non lo dico solo io, ma 150 artisti che l’hanno eseguita, tra cui Joe Cocker, Elvis Presley, Bob Dylan. E Frank Sinatra, che affermò: «È la più bella canzone d’amore composta in 50 anni». Appunto.

Una boccata d’aria di umorismo tipicamente «british» è «Maxwell’s silver hammer», il cui protagonista se ne va in giro a spaccare allegramente la testa alla gente con un martello d’argento (per il relativo effetto sonoro i Beatles suonarono... una vera incudine!). Poi McCartney si trasforma in bluesman scatenato in «Oh! Darling», imitato da Lennon in «I want you (She’s so heavy»); in mezzo fa capolino Ringo che in «Octopus’s garden» immagina il giardino di un polpo in fondo al mare (della Sardegna, pare!) e ci fa riassaporare le atmosfere di «Yellow submarine».

E qui c’è un altro capolavoro: «Here comes the sun», con quel ricamo di chitarra capace di rasserenare ogni momento buio. A questo punto l’impressione è che i Beatles avessero ancora talmente tante idee e spunti e ispirazione, che per ficcarli tutti in un solo disco furono costretti a fonderli: dopo «Because» (ispirato al tema di «Al chiaro di luna» di Beethoven), arriva il famoso «medley» che unisce otto canzoni in una sola, lungo quasi 20 minuti. Si va dalle ninnenanne per bambini («Golden slumbers») ai ricordi delle fan che entrano in casa dalla finestra del bagno («She came in through the bathroom window»); dai testi in italiano «quando/paparazzi/mio/amore» canta Lennon) ai messaggi misteriosi (a cosa si riferiscono i Beatles quando cantano: «Dovremo portare questo peso a lungo»? Forse al peso del passato che minaccia le loro future carriere da solisti? O è Paul che si lamenta di dover tenere unito il gruppo quando tutti ormai se ne vogliono andare?), fino al crescendo di «The end», con quella frase da brivido che sigilla per sempre la storia del gruppo: «And in the end the love you take is equal to the love you make» («E alla fine l’amore che prendi è uguale all’amore che fai»).

Ecco, è finito. No, no, aspetta, e questa cos’è? Dopo un lungo silenzio c’è ancora una canzone... è «Her Majesty», la prima «ghost track», canzone fantasma, della storia (cioè un brano che non compare nell’elenco sulla copertina).

Richiudo il cd e, ancora sbalordito dalla ricchezza di questo disco, mi rendo conto che è un capolavoro anche la foto di copertina, quella  dove i quattro di Liverpool attraversano le strisce sulla strada di Londra che dà il titolo all’album, e in cui Paul McCartney appare a piedi nudi e quindi, secondo i dietrologi... era morto! Non ho mai capito il nesso logico tra i due fatti, ma  su questo presunto «messaggio in codice» sono stati scritti interi libri (come «Il codice McCartney» di Fabio Andriola e Alessandra Gigante, Rizzoli).

Vorrei concludere con un appello a chi ancora non ha mai ascoltato interamente questo disco. Pentitevi. Siete ancora in tempo. «Abbey Road» sarà in edicola con Sorrisi. Io ho colto l’occasione e oggi mi sento meglio. Voi, vedete un po’.

Gli album, i live, i dvd: la raccolta definitiva

Una collezione imperdibile di tutti gli album dei Beatles, le loro mitiche esibizioni dal vivo e tre Dvd, per un totale di 21 appuntamenti settimanali. E in più, tutti i libretti originali con i testi tradotti in italiano. È la collana che Sorrisi dedica ai Beatles: si comincia il 26 giugno con «Abbey Road» (più il cofanetto raccoglitore in omaggio) a 9,99 euro (escluso il prezzo della rivista).

Il piano dell'opera, con titoli e prezzi (escluso il costo della rivista):

1.    ABBEY ROAD €9,99 + COFANETTO IN REGALO
2.    SGT. PEPPERS doppio cd €12,90
3.    LET IT BE cd €9,99
4.    THE BEATLES (WHITE ALBUM) doppio cd €12,99
5.    HELP! cd €9,99
6.    REVOLVER €9,99
7.    RUBBER SOUL cd €9,99
8.    PLEASE PLEASE ME cd €9,99
9.    A HARD DAY’S NIGHT cd €9,99
10.  MAGICAL MYSTERY TOUR cd €9,99
11.  YELLOW SUBMARINE cd €9,99
12.  LOVE cd €9,99
13.  LIVE AT THE HOLLYWOOD BOWL cd €9,99
14.  PAST MASTERS doppio cd €12,99
15.  WITH THE BEATLES €9,99
16.  BEATLES FOR SALE cd €9,99                          
17.  LIVE AT THE BBC doppio cd €12,90              
18.  ON AIR – LIVE AT THE BBC VOL.2 doppio cd €12,99
19.  MAGICAL MYSTERY TOUR dvd €12,90
20.  ONE dvd €12,90
21.  YELLOW SUBMARINE dvd €12,90