Al Bano e Jasmine Carrisi insieme con Clementino per il nuovo singolo “Nessuno mai”

Padre e figlia reinterpretano assieme al rapper un classico di Mina del 1959

11 Agosto 2022 alle 08:09

D'estate lo immaginiamo nella sua tenuta di Cellino San Marco camminare tra ulivi e vigneti o passeggiare nel borgo antico che ha saputo ricreare nel cuore del Salento. Ma non è proprio così: Al Bano è sempre in giro a fare concerti! L’artista, che nel corso della sua carriera ha collezionato 26 Dischi d’oro e otto Dischi di platino, sembra inarrestabile. Nel 2018 aveva dichiarato di voler smettere di cantare per problemi di salute lasciando increduli fan e amici, ma piano piano ha poi ripreso, tra esibizioni in Italia e all’estero, e impegni in tv.

«So fare solo questo. La mia storia comincia nel 1965 con il clan Celentano. Continuo?» scherza al telefono. E poi chiarisce il concetto: «Non faccio certo come i miei colleghi che programmano un tour di 20 giorni e poi si fermano. Io devo stare in giro continuamente».

Questa volta da quale angolo del mondo ci risponde?
«Da Graz, in Austria. Il mio tour è cominciato a maggio in Ungheria, poi Germania e Austria. Andrò in Romania, Polonia, Canada, Australia e ho una richiesta in Cile che non so se potrò soddisfare».

Sappiamo che ha cancellato tutti i suoi concerti in Russia in segno di protesta contro la guerra in Ucraina…
«Non dico che non ci andrò più, ma per il momento lascio perdere».

Si esibirà da solo o anche con Romina Power con cui ha ritrovato il feeling artistico nel 2013?
«Al 90 per cento faccio concerti da solista, ma quando lei è disponibile ci esibiamo insieme».

Dopo l’uscita di “Nessuno mai”, il singolo (che reinterpreta “Nessuno”, un classico di Mina del 1959) con Clementino e sua figlia Jasmine, ora duetterà con lei sul palco?
«È presto, deve crescere. Però proprio qualche giorno fa Jasmine mi ha chiesto di organizzarle un tour: mi sono già messo all’opera. Il pezzo uscirà anche in Germania con la parte di Clementino cantata dal rapper austriaco DJ Ötzi».

A questo punto, durante la telefonata, sento Jasmine che con gentilezza indica al padre la pronuncia corretta del nome del rapper...

Al Bano, ormai in famiglia c’è proprio un’altra “ugola d’oro”…
«Quando ho compiuto 70 anni Jasmine mi regalò un cd realizzato tutto da lei con le canzoni di Justin Bieber e la mia “Nel sole”. Rimasi stupefatto da questo lavoro e, soprattutto, dal suo inglese perfetto. Deve lavorare ancora molto ma il talento c’è: mia figlia ha una bel senso ritmico. Poi ha migliaia di followers sui social».

A questo punto chiedo al papà di passarmela...

Jasmine, ma cosa ci fa con suo padre?
«Questo è uno dei suoi regali. Mi piace seguirlo nei suoi tour. Ogni volta mi fa vedere il calendario con le date, e mi chiede: “Dove vuoi venire?”».

Ma non mi dica che a 21 anni impazzisce solo per la sua musica...
«No! Prima non lo ascoltavo e andavo di trap. In realtà è nell’ultimo periodo che mi sono avvicinata al genere di mio padre e a quello dei suoi coetanei. Ora nella mia playlist ci sono anche Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Mi piace spaziare. Ecco perché ho voluto realizzare la cover del brano di Mina e coinvolgere Clementino: ha un’energia pazzesca e poi è bravissimo».

Cosa significa per lei, così giovane, essere figlia d’arte?
«Il cognome è un trampolino di lancio ma è anche un generatore di invidie e di pregiudizi. L’importante è crederci e impegnarsi».

Sua sorella Cristel, anche lei cantautrice, e sua madre Loredana Lecciso le hanno dato consigli a riguardo?
«Suono pianoforte da quando avevo 12 anni e mi sono esposta gradualmente, considerando tutti i fratelli. Anche Cristel cantava all’inizio della carriera. Insomma, la musica è un “vizio” di famiglia».

A questo punto sento che Al Bano scalpita perché vuole dire la sua.

Immagino che lei voglia intervenire sul tema annoso dei figli d’arte…
«Sì, voglio dire la mia. Io ho avuto due genitori naturali “poeti della terra” e un papà putativo che è stato Domenico Modugno. Se hai talento non c’è padre o madre famoso che tenga. Vedi il figlio di Morandi, i figli di Tognazzi, il figlio di De Sica o Gassman. Hanno fatto tutti la loro carriera in autonomia».

Nella sua carriera c’è chi lo ha amato e chi ha storto il naso...
«Chi mi critica è perché non ha mai ascoltato le mie canzoni. Ho avuto successo con tanti brani. Non voglio sembrare presuntuoso ma sa chi è che ha cantato il primo pezzo blues in Italia? Il sottoscritto, con un brano dei Temptations. Non conoscevo una parola di inglese e con un registratorino stetti tutta la notte a provarlo per registrarlo il mattino dopo. Ho sempre sperimentato più generi».

Poi ha virato sul pop in coppia con la sua ex moglie Romina.
«E ce ne fossero di coppie così. Le nostre canzoni hanno avuto un successo mondiale. Ma dov’era scritto?».

Al Bano, riuscirà a ritagliarsi almeno un po’ di tempo per qualche giorno di vacanza?
«Ma no. Con il Covid ho fatto talmente tante vacanze a casa mia che mi sono stufato (ride)».

E a questo punto mi ripassa nuovamente la figlia Jasmine.

Com’è vivere in una tenuta e in una grande famiglia come quella dei Carrisi? Si sente un po’ protagonista di una favola?
«Lo stile potrebbe richiamare quello delle Kardashian in versione salentina, ma ormai qui siamo tutti in movimento per il mondo (ride). Io e mio fratello viviamo a Milano, le mie sorelle si dividono tra la Croazia e Roma. Poi però ci ritroviamo tutti a Cellino San Marco perché la nostra casa è attaccata alla tenuta dove ci sono l’hotel, il ristorante, la spa. È veramente un sogno viverci. Papà ha costruito questa struttura dal nulla, e qui ogni anno incontriamo tante persone».

Qual è il suo personale ricordo dei nonni?
«Nonno Carmelo è morto quando ero molto piccola. Nonna Jolanda era divertentissima. Ricordo che quando mi vedeva troppo truccata, vestita con i pantaloni stracciati o con i top corti come era di moda, mi rimproverava sempre».

Ma papà ce l’ha qualche difetto?
«Ha la testa dura. E io ho preso da lui in tutto e per tutto».

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