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15 Ottobre 2015 | 16:30

Annalisa “Splende” di sensualità, l’intervista

Il suo motto è «migliorare sempre e non ripetersi mai». Annalisa ci parla del suo percorso artistico e del lato sexy rivelato nel video di "Splende"

 di Valentina Cesarini

Annalisa “Splende” di sensualità, l’intervista

Il suo motto è «migliorare sempre e non ripetersi mai». Annalisa ci parla del suo percorso artistico e del lato sexy rivelato nel video di "Splende"

Foto: Annalisa  - Credit: © Warner Music Italy

15 Ottobre 2015 | 16:30 di Valentina Cesarini

L'ultimo lavoro di Annalisa, Splende, è un album personale, sincero, autobiografico. Il successo riscosso da febbraio ad oggi è la prova del fatto che quando un bravo artista compie una rivoluzione nel proprio percorso e diventa padrone completo di se stesso, i risultati non tardano ad arrivare. Dopo un tour andato molto bene e dopo i successi di Una finestra tra le stelle (certificato Platino) e Vincerò (certificato Oro), è arrivata finalmente la canzone che presta il titolo al disco e di cui Annalisa è molto orgogliosa. Il videoclip che accompagna "Splende" è stato diretto da Gaetano Morbioli, nome di spicco nel panorama dei video musicali italiani (ha lavorato, solo recentemente, con Pooh, Max Pezzali, Cesare Cremonini, Tiziano Ferro, Laura Pausini e molti altri) e ci ha colpito in modo particolare. Scopriamo perché, al telefono con la stessa Annalisa.

Partiamo dal video di "Splende", che porta avanti la collaborazione con Gaetano Morbioli, maestro dei videoclip italiani. Ha tirato fuori la tua parte sexy, come ci è riuscito?
«Con Gaetano mi trovo da dio, è una persona splendida e un grande professionista. Ci si diverte, anche! Io nemmeno mi sono accorta di aver fatto uscire la parte sensuale di me, perché è talmente naturale lavorare con lui e la sua squadra, ed è così bravo lui a cogliere certe cose, che non c'è stato imbarazzo. "Splende" è una canzone alla quale io tengo moltissimo; l'ho scritta con Diego Calvetti e Francesco Sighieri, ed è la canzone che ha fatto partire tutto e che dà il nome al disco. È il pezzo più inca**ato dell'album ma è anche quello grazie al quale tutto si è andato sistemando. Nel momento in cui giravamo il video io ero molto presa dal pezzo, mentre Gaetano è riuscito a cogliere il nocciolo. Ha fatto uscire questa parte di me che non sempre viene fuori, e io ero molto disinibita.»

"Splende": finalmente un album tutto tuo, personale, autobiografico forse.
«Sì, assolutamente. In realtà non sono mai riuscita a fare qualcosa che non mi rispecchiasse e che non parlasse di me, però questo disco è molto più legato alla mia esperienza, a questo momento specifico. È il racconto di una parte di vita, ed è musica nel vero senso della parola: non c'è nessuna finalità, nessun calcolo di sorta, è semplicemente quello che avevo bisogno di comunicare.»

Gli arrangiamenti sono molto intensi, pop ma anche potenti, e i testi un po' malinconici…
«C'è un po' di tutto; le persone, del resto, sono tanti colori. Anche io sono fatta di tanti colori, di tante sfumature; c'è molta malinconia ma anche voglia di affrontare le difficoltà a muso duro; c'è il piacere dell'essere malinconici o di ricordare qualcosa di lontano che non tornerà più, ma sorridendo. Sono tutte cose vere.

E si riconferma il sodalizio con Kekko Silvestre.
«È stata una grandissima collaborazione, una grande fortuna. Ho imparato tantissimo da Kekko. Abbiamo lavorato davvero bene: ho trovato un professionista ma soprattutto un amico, è una persona speciale.»

Questo album segna un momento particolare nel tuo percorso artistico, la tua espressione più ampia: riguardando indietro, cosa vedi di diverso?
«Io cerco di non farlo mai, perché altrimenti poi diventa tutto difficile. Sono convinta che ogni cosa dovesse andare com'è andata; sto crescendo, sto andando avanti. Le cose si stanno ampliando piano piano e, se va avanti così, io non posso che esserne felice. Ho fatto un grande lavoro e continuerò a farlo. Questo disco mi ha portato tanta gioia e soddisfazione, quindi anche le cose che ho fatto prima mi hanno insegnato qualcosa e sono state giuste per il momento in cui le ho fatte. Si cresce, si cambia e ogni cosa ha le proprie fasi; l'importante è migliorare sempre e non ripetersi mai.»

So che tra i tuoi gusti musicali spiccano nomi del panorama rock/progressive come King Crimson, Led Zeppelin, Joni Mitchell. Se potessi scegliere di rinascere e diventare una grande rock star, anche solo per un giorno, chi vorresti essere?
«Questo è un domandone: forse proprio Joni Mitchell. È una delle donne nel panorama musicale che ammiro di più, ce l'ho appesa in casa insieme a Bjork. È un esempio illustre di cambiamento in corso d'opera, di rinnovamento continuo; è un'artista a tutto tondo, pittrice, cantautrice, musicista, direttrice d'orchestra… una carriera così penso sia il sogno di chiunque [sorride].»

Per caso hai dato il nome al tuo gatto (Blu, ndr) dall'album "Blue" di Joni Mitchell?
«Sì, esatto. Finalmente qualcuno che me lo chiede! Tra l'altro ho letto il vostro articolo sulle frasi preferite di Blu della canzone "Splende" e mi sono molto divertita, l'ho anche ritwittato

Il 26 novembre uscirà nelle sale italiane il film "Babbo Natale non viene da Nord", che ti vede protagonista. Qual è stato l'aspetto più difficile di questa prima esperienza con il cinema?
«È stato molto bello e molto divertente, ho imparato tanto. La cosa più difficile è stata proprio imparare, perché io non sono un'attrice, ho fatto uno stage di qualche mese con Maurizio Casagrande (regista) che mi ha dato lezioni di recitazione. Ho una buona memoria e questo mi ha molto aiutato sul set. L'unica cosa che ho scoperto del mondo del cinema che non mi aspettavo sono le attese, che sono lunghissime. Stai tutto il giorno sul set e poi quando devi dare il tuo, e dare il meglio... hai solo due ore!»