Home MusicaArmin Van Buuren: il passato, il presente e il futuro della musica trance

Armin Van Buuren: il passato, il presente e il futuro della musica trance

Al Nameless Music Festival abbiamo incontrato il dj e producer olandese, da sempre punto di riferimento per gli appassionati di musica elettronica

19 Giugno 2018 | 16:25 di Stefano Gradi

Armin Van Buuren è il dj e produttore numero uno indiscusso per quanto riguarda la musica trance, genere al quale è sempre rimasto fedele, non facendosi tentare come altri dal fenomeno della EDM. Anche con le sue produzioni più "pop", sempre disponibili con remix adatti ai club. Olandese, 42 anni, è sulla cresta dell'onda dal 1999, anno in cui lanciò il suo primo singolo di successo «Communication». Nel 2001 diventa una superstar globale con lo show radiofonico settimanale «A State Of Trance» che, ancora oggi, è il punto di riferimento assoluto per la musica trance. Quest'anno si sono festeggiate le 850 puntate e già fervono i preparativi per i festeggiamenti e gli eventi in occasione degli show numero 900 e, soprattutto, 1000, distante "solo" due anni.

Dal 2004 è costantemente tra i primi 4 dj al mondo secondo la classifica Top100 di DJMag e ha occupato la prima posizione dal 2007 al 2010 e poi di nuovo nel 2012. Nel 2017 ha conquistato ancora una volta la terza posizione.

Merito del successo sono soprattutto i suoi grandi show dal vivo, più simili a dei concerti che a dei djset. Lo abbiamo incontrato proprio in occasione di uno di questi, al Nameless Music Festival, evento che lo ha visto tornare in Italia dopo un'assenza di anni.

Nonostante non si sia esibito spesso in Italia, il suo amore per il nostro Paese è sempre alto (l'anno scorso ha girato il video di «Sunny Days» in Umbria) e quest'estate lo attendono altre due date italiane: il 21 giugno al Summersplash di Catania e il 20 luglio al Cocoricò di Riccione.

Negli ultimi tempi sembra seguire due diverse linee musicali, una più "radiofonica" con brani cantati e una più tradizionale, con pezzi pensati appositamente per i club e i festival come gli ultimi «The Last Dancer» in collaborazione con Shapov e «Blah Blah Blah».

Abbiamo filmato l'intervista dopo due ore di un set incredibile e davvero spettacolare nel quale non si è, come al solito, risparmiato. Gentile, disponibile con chiunque gli chiedesse un selfie o un saluto, ci ha raccontato come non si aspettasse tanto amore da parte degli italiani e di come non veda l'ora di tornare al più presto. La chiacchierata è proseguita parlando del suo stile musicale, di come preferisca sempre guardare al futuro e ai giovani talenti, piuttosto che non evolversi e rimanere ancorato al passato.