Home MusicaBaby K e Giusy Ferreri, una giornata con le regine dell’estate

Baby K e Giusy Ferreri, una giornata con le regine dell’estate

Le foto inedite e l'intervista integrale alle cantanti che hanno conquistato l'Italia con «Roma - Bangkok»

Foto: Baby K e Giusy Ferreri  - Credit: © Massimo Sestini

15 Settembre 2015 | 14:37 di Francesco Chignola

Da Milano fino ad Hong Kong, passando per Londra, da Roma fino a Bangkok? si sono fermate a Sorrisi. Baby K e Giusy Ferreri sono le regine dell'estate: triplo disco di platino, «Roma - Bangkok» è la canzone la più scaricata, la più ascoltata in streaming, la più trasmessa dalle radio in Italia.

Per Claudia Nahum in arte Baby K, rapper cosmopolita (è di Roma ma è nata a Singapore e cresciuta a Londra), questo successo è il trampolino di lancio ideale per il secondo album intitolato «Kiss Kiss Bang Bang». Per Giusy, ospite speciale del brano, è stata l'occasione per tornare in cima alle classifiche con il suo inconfondibile timbro e un'energia tutta nuova.

Quando partono le prime note di «Roma - Bangkok», se chiudi gli occhi è impossibile non farsi trascinare dall'immaginazione di un folle viaggio intorno al mondo. Così, abbiamo deciso di portare Giusy e Claudia a respirare l'aria delle vacanze, all'aeroporto di Linate, accolte da decine di passeggeri ansiosi di farsi un selfie con loro.

Ma voi le vacanze siete riuscite a farle?
Giusy: «Io no! (Ride) Però mi sono divertita parecchio. Sono ancora in tour fino a fine settembre e alterno le ultime tappe con il lavoro sul mio prossimo album. Sono già in studio e diciamo che sono a buon punto...».
Baby K: «Io dopo un anno così intenso mi sono imposta di partire, sono stata dieci giorni a Minorca. Mi sono abbronzata, finalmente. In realtà anche da là seguivo la situazione, il brano era sulla bocca di tutti. Non sono riuscita a staccare davvero».

Quello di «Roma - Bangkok» è stato un successo a sorpresa anche per voi?
Baby K: «Il fatto è che siamo arrivate all'ultimo minuto, in più io sono ritenuta ancora un'artista emergente per molti ascoltatori, quindi le radio non sono partite in quarta. Ma questo ha reso tutto più bello, quando il tifo di chi ci seguiva ha trasformato questa canzone nella colonna sonora dell'estate per un sacco di ragazzi».

Il momento di svolta è stato il Coca-Cola Summer Festival su Italia 1...
Giusy: «È una grande vetrina. Ci voleva proprio un bel festival estivo a sostituire quello che faceva il Festivalbar un tempo».
Baby K: «Non ci sono più molti programmi dedicati alle canzoni, se escludiamo i talent show, quindi un evento del genere è importante per sostenere la musica. Alla fine non è che una scusa per radunare la gente e farla divertire, quindi non c'è niente di meglio al mondo».

Citando la canzone, voi siete mai andate in capo al mondo per cercare qualcuno?
Giusy: «Sì, quando andai da Milano a Los Angeles per incontrare Linda Perry (voce dei 4 Non Blondes che ha scritto alcuni brani per Giusy, ndr), lavorare con lei era il mio sogno e si è avverato».
Baby K: «Io ho vissuto in molti paesi, diciamo che in capo al mondo ci ho vissuto. Ora penso di aver trovato la mia identità e una certa stabilità. Dopo tutti questi viaggi ho trovato una casa».

Come è nata la collaborazione per questo brano?
Baby K: «Era un pezzo fresco e ritmato ma la mia parte era bassa e pacata: ci voleva un'esplosione, un ?Bang!? sul ritornello. E poi volevamo dare un'effetto sorpresa. Quando Giusy ci ha mandato il suo provino non abbiamo avuto dubbi».
Giusy: «Prima ancora di ascoltare il brano ero felice di poter duettare con una figura femminile, soprattutto conoscendo Baby K e il suo mondo. È un'artista abbastanza rara, soprattutto in Italia. Mi sono detta: qui posso mettermi in gioco, mostrare un ruolo più ?gioviale? di me che pochi conoscono. E ci troviamo benissimo anche tra di noi».

Claudia, nell'album è forte il tema del «girl power» e la rivalsa un po' ironica sul maschio. È complicato essere ragazze e fare musica oggi?
Baby K: «Io provengo da un mondo underground prevalentemente maschile, dove non è facilissimo muoversi. Hai visibilità perché spicchi, ma è più difficile ottenere credibilità contro i pregiudizi. In Italia c'è una visione delle donne diversa dal resto dell'Europa, bisogna avere carattere e determinazione per farsi capire. Nel mondo del pop forse il pubblico è più tranquillo».
Giusy: «Grazie ai talent c'è stata un'esplosione di vocalità femminili, ma penso che anche nel pop, a lungo termine, gli uomini siano privilegiati sotto molti aspetti. Non a caso fin da bambina ho sempre sognato di essere un uomo? E infatti canto come un uomo! (Ride)».

Una cosa che avete in comune è Tiziano Ferro, che ha prodotto entrambe. Vi sentite ancora con lui?
Baby K: «Periodicamente, abbiamo costruito un'amicizia al di fuori delle nostre esperienze lavorative, non è una cosa scontata. Lui mi conosceva già quando ancora registravo i pezzi in un garage sottoterra. Dietro le quinte, ha seguito anche il mio nuovo disco, era curioso di come stavo costruendolo e ho avuto la sua approvazione. Da lui ho imparato molto, mi ha insegnato a superare gli schemi delle canzoni».
Giusy: «Ogni tanto ci mandiamo qualche messaggino su Whatsapp. È una persona meravigliosa oltre che un artista eccezionale. Ho sempre avuto il suo sostegno, anche a distanza di tempo».

Tornando al tuo album, Claudia, è restrittivo definirlo hip hop, c'è dentro un po' di tutto, reggae, dub, house. Ti senti ancora una rapper?
Baby K: «Il fatto è che con il tempo mi stufo di fare le stesse cose, mi arrivano tanti stimoli e mi piace giocare con gli stili. Il rap è sempre la mia passione, ma crescendo sto diventando sempre meno ?maschiaccia?. E per scrivere questo disco mi sono ispirata a tante cose diverse, dal pop alternativo di Charli XCX ai gruppi del Nord Europa come gli Yellow Claw. Se vado a dire in giro che sono una rapper, le persone legate a questo genere forse si offendono. Nel mio disco oltre al rap c'è molto altro, non voglio limitarmi. La coerenza semmai si trova nel mio stile: un bacio e un colpo di pistola».

Hai da tempo i tuoi fan, ma ora tantissima gente nuova può scoprire di che pasta sei fatta con l'album. Ci hai pensato quando hai messo a punto il disco?
Baby K: «Per me la musica rimane sempre e comunque uno sfogo, credo che nelle canzoni si debba rappresentare sé stessi. Se io volessi prendere la strada successo, non sceglierei questo genere musicale né avrei questo tipo di look. Ho sempre voluto aprirmi verso il grande pubblico, ma facendo scoprire il mio mondo: spero che lo trovino divertente e ci si riconoscano. Bisogna essere sé stessi, perché quello della falsità è un odore che si sente da lontano».

Ultima domanda: chi vedremo di voi due a Sanremo l'anno prossimo?
Giusy: «Mi piace molto Carlo Conti e ho apprezzato molto il suo Festival quest'anno. Forse è un po' troppo presto? si saprà a dicembre (Ride)»
Baby K: «Non sarebbe un percorso classico del mio genere, ma perché no? Con il tempo i gusti musicali maturano, quindi mi piacerebbe anche per un motivo personale: ne andrei molto orgogliosa. Però ci andrei con criterio. E solo con il brano giusto».