Home MusicaCanzoni“Buona (cattiva) sorte” di Tiziano Ferro: il primo ascolto

“Buona (cattiva) sorte” di Tiziano Ferro: il primo ascolto

Il 31 maggio l'artista pubblica un nuovo singolo in attesa dell'album in uscita il prossimo 22 novembre: sta per arrivare “Accetto miracoli”. Tutto parte da qui

31 Maggio 2019 | 09:57 di Alessandro Alicandri

Ogni ritorno di Tiziano Ferro, per suo merito e bravura, è un ritorno atteso.

Buona (cattiva) sorte”, il nuovo singolo nelle radio dal 31 maggio non fa eccezione. Abbiamo ascoltato (tantissime volte) il brano poche ore prima della sua effettiva pubblicazione su tutte le piattaforme e cercheremo di raccontarvelo nel modo più completo possibile.

Sì, con i suoi suoni dance pop (forse più elettro house) è un brano che fa ballare, tanto ballare. “Buona (cattiva) sorte” però cerca la spensieratezza in un modo molto diverso dal solito, anche se il ritmo incalzante e potentissimo sembra entrare a gamba tesa dentro un ambiente di festa, come un club o una discoteca.

“Non preoccuparti amore mio. Esisti tu esisto solo io. Ci rinnegano ci lapidano e noi con quelle pietre...costruiremo una parete!”. Il brano racconta di una relazione che si difende dalle minacce esterne, degli esseri umani e del destino o forse... chissà.

“Io l'amerò fino alla morte” ripete quasi ossessivamente il brano. Il sapore di questa relazione però non è per forza romantico, anzi: suona proibito e per questo irresistibile.

“Non capisco qual è il trucco, non capisco qual è il piano, controllare da lontano” dice ironico il pezzo, spiegando la natura di una relazione intrisa di follia. Riecheggiano le ossessioni del fortunatissimo “E Raffaella è mia”, nella quale Tiziano vestiva i panni di un fan molto (fin troppo) speciale.

L'amore cantato in “Buona (cattiva) sorte” è meravigliosamente fuori controllo e sembra superare valori morali e sociali. Ma in fondo, nella vita reale, quanto cinismo ci serve per vivere un'avventura o una storia d'amore? Per rispondere, basta essere sinceri con se stessi.

L'impronta di Timbaland è evidente (fino a sentire la sua stessa voce con dei contributi riconoscibilissimi). Il ritmo guidato quasi solo dalle percussioni e dalla sua voce, suona tribale, è impossibile rimanere fermi. È incredibile il lavoro di "vestizione" fatto su questi 3 minuti e 14 secondi che provocheranno in voi stupore e incredulità.

Siamo abituati a singoli di Tiziano Ferro coinvolgenti e inaspettati. Qui l'artista ha davvero superato se stesso, senza tradire la sua identità. Una canzone così, ancora una volta, da lui non l'avevamo mai ascoltata. Una canzone così, ancora una volta, in Italia la può fare solo Tiziano Ferro.