“Di Rho” di Rhove: nel suo reggae le radici sono più importanti dei fiori

Il 5 luglio pubblica non uno, ma tre brani inediti dal sapore estivo. Oltre all'omaggio alla sua città, presenta "Ma belle" e "Chakall"

5 Luglio 2024 alle 09:59

Quando meno te l'aspetti, arriva il reggae di Rhove. Il 5 luglio l'artista pubblica - e inserisce nel suo ultimo (interessantissimo) album "Popolari" - il nuovo singolo "Di Rho" e ne approfitta per far ascoltare non uno ma ben tre nuovi brani dal sapore estivo che si aggiungono in coda al disco pubblicato lo scorso 29 marzo. Il brano ha un messaggio chiaro come il sole: è un inno alla città che gli ha dato il nome d'arte e che rappresenta la provincia vera, non un semplice comune di periferia. Il brano è scritto e prodotto dal team che lavora di solito con Samuel: Andrea Usai, Davide Maddalena (Adam11), Emilio Barberini (MadFingerz) e Usa Beats.

Il risultato è un brano che sovverte i meccanismi del branco e spiega che dietro il capello super pettinato e i lacci legati "dentro le scarpe", ci sono ragazzi che vivono in serenità la loro complicata realtà. Non c'è la necessità di rafforzare l'ego di una comunità, ma piuttosto la voglia di dare un'immagine rilassata, "chill" alla sua gente, anche alla luce del successo, dei soldi.

Nel testo cita Fred De Palma (un omaggio al genere), Guè e Marra che rappresentano i pilastri della musica hip hop con la quale Rhove è cresciuto, ma anche l'attaccante della Juventus Moise Kean. Tra le righe, "Di Rho" spiega come per molti quei quartieri sono l'unico luogo dove stare 12 mesi su 12, non sono solo il luogo del quotidiano, vicino alla scuola o al lavoro, ma anche destinazione delle proprie vacanze, per necessità o per scelta.

Gli altri due brani presentati si chiamano "Ma belle" e "Chakall". Il primo più dancehall, il secondo più squisitamente rap, ma sempre con il sole negli occhi.

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