Home MusicaCanzoniGiulia Molino: «Credo che “Nietzsche” stia segnando un po’ la direzione per il mio futuro»

Giulia Molino: «Credo che “Nietzsche” stia segnando un po’ la direzione per il mio futuro»

È arrivata terza nell'ultimo serale di “Amici”. Oggi si racconta senza filtri sulle difficoltà del talent e sul suo futuro, mentre è uscito "Va tutto bene", il suo primo album

Foto: Giulia Molino

15 Aprile 2020 | 15:30 di Alessandro Alicandri

Non è facile emergere nella musica, anche durante un talent show. Giulia Molino ci è riuscita tra mille difficoltà, arrivando terza alla finale di Amici 19. Ma la storia di Giulia non è solo una storia di chi vuole fare carriera, è soprattutto la storia di una rinascita, di chi ha trovato una risposta a molti dei suoi problemi attraverso la musica. Per quanto sembri incredibile visto con gli occhi di chi come noi guarda classifiche e gradimento del pubblico, scrivere e suonare sono da sempre strumenti di salvezza più che di successo. Giulia Molino ne è la perfetta dimostrazione.

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Giulia sei arrivata al talent nell'edizione più competitiva di sempre.
«Da dentro non mi sono davvero resa conto quanto! È vero: in questo serale c'erano tantissimi potenziali vincitori e nessuna certezza su chi avrebbe trionfato. C'era in me, come in tutti, una voglia molto forte di competere, ma in modo sano, senza sgambetti. Ci sono stati momenti di tensione, ma la verità è che siamo tutti molto legati. Mi sento con tutti, anche con Gaia. Ora posso dirlo con assoluta consapevolezza: mi è dispiaciuto vedere tante espressioni di rabbia e rancore per la sua vittoria. Leggo molto quello che si dice su di me e di Amici nel web, ma in queste settimane mi sto obbligando a non leggere Twitter, c'è una quota di cattiveria di gran lunga superiore ad altri social. La cattiveria ti tenta, è come un veleno, porta le persone a tirare fuori il peggio di se stessi e, alla lunga, non fa altro che del male».

Il televoto della finale segnala un dato interessante: il pubblico da casa ti voleva vincitrice.
«Come a Sanremo e in altre gare, la competizione ha più giurie e io le ho sempre accettate tutte, magari alcune con più difficoltà di altre. Leggere quei numeri che avete pubblicato sul televoto mi hanno fatto capire quanto il pubblico di Amici mi voglia bene. Alla fine l'energia e l'affetto delle persone è un dato che si manifesta anche in questo modo. Non posso che esserne felice».

Se c'è una cosa che ti ha distinto è la capacità di spaziare nei generi, caratteristica fondamentale in un talent.
«Ma è anche la stessa cosa che mi ha portato fino in finale senza che fosse ben chiara la mia identità. So bene che mostrare una cosa sola rende più chiaro nel pubblico chi sei e cosa vuoi, ma io sono tanto legata alla tradizione della musica partenopea come al mondo r'n'b così come a quello urban. Non è molto diverso da quello che viene chiesto ai ballerini, far vedere di poter essere pronti a qualsiasi eventualità».

A un certo punto del Serale ho visto in te il volto della persona già sconfitta.
«È difficile vivere le dinamiche di un talent show sentendosi con un piede fuori, ma è stata colpa mia. Colpa della mia emotività e delle mie insicurezze. Credo che ce le avessero tutti emozioni simili alle mie, ma io sono un libro più aperto della media e non sono riuscita a nascondermi, si leggeva tutto dagli occhi. Da quando sono arrivata in sfida con Jacopo ho cominciato a cedere tra le opinioni dei giudici e la posizione in classica. Non è andata meglio quando mi sono trovata in sfida con Nyv. In finale mi sono poi tranquillizzata, ma lo sconforto sulle opinioni dei giornalisti ha reso tutto molto difficile».

Eri troppo, poi troppo poco...
«Ho "modulato" così tanto da non capire più come comportarmi. Alla fine, guidata da mille opinioni ho perso di vista la cosa più importante: dare il meglio. Non ci posso fare niente, sono viscerale nella vita e quindi anche nel canto, se mi filtro non sembro più io e in tanti se ne sono accorti e avevano ragione. C'è un motore fortissimo che mi porta avanti ed è la passione e da un certo punto in poi... l'ho un po' frenata».

C'è la gara che ormai è alle spalle, ma c'è anche la musica. Stai scrivendo in questo periodo?
«Molto, anche se non sono un "topo da laboratorio", in casa per me è dura. Sono una di quelle persone che scrive tanto in giro, che fa delle note audio sul cellulare mentre viaggia. Ho bisogno di vedere il tramonto, ti vivere la quotidianità. Per scrivere ho bisogno di vivere. "Nietzsche” è nata proprio così, in auto e con la necessità di sfogarmi, non doveva nemmeno essere una canzone».

Eppure è un brano che ha lasciato il segno, che ti ha distinto.
«Non lo avrei mai immaginato e credo che quel brano stia segnando un po' la direzione per il mio futuro. Tra l'altro le cose che sto scrivendo adesso hanno proprio quello stile».

In fondo hai portato ai provini un brano trap di Ghali fatto tuo con delle barre.
«Già! Quando l'ho conosciuto per il duetto ho capito che non era solo una grande opportunità lavorare con lui, ma anche un modello da seguire. Ha cominciato in modo indipendente, mostrando a tutti uno stile che non è uguale a nessun altro. Conoscendolo ho anche scoperto che è una persona umile e di grande sensibilità».

Ti hanno spesso definita "napoletana" nel talent. È corretto o no?
«Sono una fiera scafatese! Scafati è in provincia di Salerno e lì conservo tutta la mia infanzia, un sacco di amici e un pezzo delle mie radici musicali. La verità però è che i miei sono entrambi originari di Napoli, la mia famiglia ora è lì, ho fatto a Napoli gli studi e ho tanti amici ed è la città che più mi manca quando sono via da casa».  

Perdona la domanda frivola. Mi spieghi bene come mai hai cambiato acconciatura a metà anno?
«Perché sono pazza! (ride) A casa sono tutti ricci e i miei capelli originali sono sempre stati così. Li ho piastrati per anni rovinandoli molto tra l'altro, forse un po' per rinnegare qualcosa di me, e li ho tenuti lunghissimi fino al fondoschiena fino a quando mi sono fatta il caschetto. Quando sono tornata a casa per le vacanze di metà anno li ho fatti sistemare e ho deciso di non piastrarli. In generale quando si entra in un programma televisivo non è raccomandato cambiare look, ma quando mi hanno rivista hanno detto che stavo così bene che era un peccato lisciarli di nuovo».

Quali esibizioni fatte ad Amici ti hanno emozionato di più?
«Quando ho cantato nel pomeridiano "Tu sì 'na cosa grande", lì mi è proprio venuto da piangere mentre cantavo. Invece durante il serale non posso non ricordare quando ho cantato "Reginella". Il pensiero è volato verso la mia nonna, che sentivo vicino a me durante l'esibizione. Non credo in queste cose mistiche, ma la musica con tutti i problemi che mi ha aiutato ad affrontare, so che ha un potere forte su di me. A volte ti accompagna, a volte ti fa viaggiare verso luoghi e persone, a volte come nel mio caso, ti salva la vita».

È disponibile in digitale e in tutte le piattaforme di streaming "Va tutto bene", l'album d'esordio di Giulia Molino.