Home MusicaCanzoniI Boomdabash (con Alessandra Amoroso): «Il nostro “Karaoke” serve a farvi ballare”

I Boomdabash (con Alessandra Amoroso): «Il nostro “Karaoke” serve a farvi ballare”

Blazon, Biggie Bash, Payà, Ketra e Alessandra ci svelano i segreti di uno dei tormentoni di quest’estate

Foto: I Boomdabash con Alessandra Amoroso

25 Giugno 2020 | 9:10 di Alessandro Alicandri

Estate. Una stagione e un periodo pieno di cose belle da vivere: c’è il sole, il tempo libero, la compagnia degli amici, ma soprattutto il poter vedere nuovi orizzonti, magari accompagnati da una bella canzone. “Karaoke” dei Boomdabash (con Alessandra Amoroso) arriva alle nostre orecchie dopo uno dei periodi più pesanti della nostra storia recente. E forse, anche per questo, il pubblico l’ha abbracciata con un trasporto che ancora non ci è permesso nel quotidiano.

Il pubblico vi stava aspettando...
Blazon: «E noi aspettavamo di poter fare una canzone così. Nella nostra carriera abbiamo sempre cercato di fare una cosa, e per fortuna con successo: far ballare la gente, che è ciò che ci rende felici».

Com’è nata “Karaoke”?
Biggie Bash: «Eravamo in piena quarantena, quindi ognuno a casa propria, ci sentivamo su WhatsApp senza sapere quando e come ci saremmo potuti rivedere. Abbiamo pensato che l’unico modo per superare quel momento fosse tornare a fare musica anche se a distanza, così abbiamo chiamato il nostro “dream team” con il quale abbiamo già scritto tanti successi. Quindi oltre a noi, Takagi, Cheope, Rocco Hunt e Federica Abbate. Federica dopo un po’ ci ha fatto sentire questo ritornello e abbiamo subito pensato....».

Che era perfetto per la Amoroso!
Blazon: «Già! L’abbiamo contattata e la sua risposta non è stata “accetto” o “non accetto”, come accade con altri. Mi ha mandato un vocale dicendomi solamente una parola: “Grazie”».

Perché?
Blazon: «Mi ha confidato che aveva bisogno di una canzone così per ritrovare il sorriso che negli ultimi mesi aveva un po’ perso».

Quando l’avete registrata?
Payà: «Pochi giorni fa, abbiamo atteso la riapertura degli spostamenti tra le regioni e l’arrivo di “Alessandrina” in Puglia».

È diversa da “Mambo salentino”.
Ketra: «Abbiamo voluto che fosse del tutto differente. Volevamo osare di più con suoni internazionali e un testo ancora più divertente».

Ma rimane sempre molto breve. Dura poco meno di 3 minuti.
Ketra: «È un formato che ci costringe a concentrare tutto in poco tempo, così si fa riascoltare volentieri. Dura 12 secondi in più di “Mambo” però!».

Forse perché c’è una piccola introduzione in inglese.
Payà: «Che recita: “Buonasera fratelli e sorelle, spero stiate bene. È il ritorno della dancehall soul internazionale che viene dal basso”».

Ci può spiegare meglio?
Biggie Bash: «In questa frase citiamo il genere musicale da cui proveniamo».

Nel brano si parla di contatto fisico, di piazze piene e di fare “quello che non si poteva fare”.
Biggie Bash: «Sì, ha un testo incollato all’attualità e alle nuove emozioni di chi ha superato la quarantena. Non avremmo mai potuto cantare qualcosa di diverso oggi. È una canzone che parla di estate, ma anche di speranza».

Per gli artisti di successo il karaoke è una situazione bella o brutta?
Blazon: «Noi l’abbiamo sempre amato e devo dire che ci andiamo se capita».

Allora voglio sapere i vostri cavalli di battaglia!
Biggie Bash: «Senza dubbio “Tutto il resto è noia ” di Franco Califano».
Blazon: «Mia moglie è fan di Al Bano e vuole sempre che canti “Felicità”».
Payà: «Papà mi ci portava da bambino. Dico “Io vagabondo” dei Nomadi».
Ketra: «A Milano, dove vivo, c’è un karaoke cinese molto famoso... devo dire che pur non essendo un cantante, mi esibisco spesso in “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno».

Invece la canzone cita “Guantanamera”, perché?
Biggie Bash: «Perché è un classico del karaoke, ma anche un inno cubano. È presto per dire cosa diventerà per il pubblico, ma lo consideriamo l’inno della nostra ripartenza».

Il balletto nel videoclip è geniale.
Blazon: «È ancora una volta realizzato da Veronica Peparini, come per “Mambo”. E anche da me».

In che senso?
Blazon: «Quando ho sentito “ah” ripetuto più volte, ho pensato che fosse carino fare un gesto come quando si accelera in moto. È piaciuto e lo abbiamo inserito nella coreografia».

A proposito, chi di voi fa quel “ah ah ah”? Sarà un tormentone!
Payà: «Mi sono offerto io, visto che lo scorso anno la parola “Mambo” che si sente spessissimo l’aveva detta Biggie. Abbiamo così deciso di cambiare».

E cosa significa?
Ketra: «Sono come dei puntini sospensivi, diciamo. Ognuno può metterci dentro ciò che vuole o desidera di più per questa estate».