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05 Gennaio 2018 | 15:06

«L’Isola» di Emma: il primo ascolto

Dal 5 gennaio il nuovo singolo dell'artista in attesa del 26 per l'album «Essere qui»

 di Alessandro Alicandri

Emma con il nuovo singolo «L'Isola» è in aria di rivoluzione. Ci era già chiaro quando la scorsa estate, durante i Wind Music Awards, ha deciso di spiazzare tutti con la chiave dell'inaspettato, cantando «You don't love me (no, no, no)» di Dawn Penn in chiave rock. «Ma non amo mettermi delle etichette ciò che desideravo in quell'occasione era sorprendere e far conoscere una parte di me che c'è e che magari tanti non conoscono» diceva nella nostra intervista di qualche mese fa.

Quell'idea di scoperta e di viaggio svincolato verso un nuovo mondo, si sente dal primo ascolto di questo nuovo singolo pubblicato il 5 gennaio 2018. «L'Isola» sembra un omaggio non troppo velato alla cultura del grande pop femminile internazionale della sua generazione, dove per accenni (anche nell'idea stessa del videoclip) si percepisce l'animo delle grandi donne che hanno affermato non solo la loro musica ma anche la loro persona nel pop nella sua generazione: Alanis Morissette, Madonna, Beyoncé. Il tutto viene vissuto con uno spirito non imitativo e di assoluta modernità, in un brano che comunque non tradisce la natura più profonda dell'artista.

Emma è sempre la stessa ma ha ridato il bianco alle pareti, ha messo fiori nei punti più luminosi della casa, ha spalancato le finestre e le porte dei balconi. Si sente in modo molto chiaro la sua voglia di rinnovamento senza cambiare casa. Ha però abbattuto dei muri, mostrandosi più sicura in un percorso di contemporaneità (estetica e musicale) che insegue già da tempo.

«L'Isola» è un brano incantevole, dove chi lo canta si mette al servizio di un pezzo dove il ritmo è protagonista e la struttura inconsueta. Difficilmente un suo brano ha superato così abbondantemente i quattro minuti, se non nelle versioni live.

La sua voce, da sempre ben connotata, non ha mai smesso di cercare nuovi modi per essere utilizzata. Qui riesce in un'impresa non facile: essere esplosiva dal punto di vista energetico anche quando non tocca note altissime. La preziosità di chi quel brano lo suona, è palese.

Insomma: Emma qui porta la sua musica ad un livello di maturità e consapevolezza molto interessante, con un racconto che si sposta da una sua distintiva narrativa struggente verso territori che ricordano più quelli estatici (evasivi e comunque profondi) di un film.

È un primo passo per salire su una nave che viaggia veloce verso una destinazione a noi sconosciuta. Non sappiamo ancora cosa ascolteremo tra poche settimane e dove andrà con l'album «Essere qui» in uscita il 26 gennaio. Ma una volta mollati gli ormeggi, una sola cosa è certa: non si torna più indietro.

Nota a margine: è bello sentirla «respirare».

Il videoclip