“La primavera” di Jovanotti con cinque nuovi brani

Dopo "Il Boom", venerdì 17 dicembre arriva una prima corposa anticipazione del "Disco del sole" e un videoclip

17 Dicembre 2021 alle 12:27

«Fare un album non ha più senso, la musica è fluida»: Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, aveva spiegato molto bene la sua nuova filosofia musicale in occasione della presentazione del suo colossale "Jova Beach Party 2022". A due anni e mezzo da "La nuova era", da venerdì 17 dicembre inizieremo ad ascoltare il flusso di musica, senza schemi o pianificazioni, che andrà a comporre il Disco del Sole («A mia moglie sembrava un disco di Al Bano») in uscita il prossimo anno.

La rivoluzione parte da una stagione, "La Primavera", e cinque brani che arrivano dopo "Il Boom", pezzo futurista travolgente e colorato che ci ha introdotti nel nuovo mondo di Lorenzo: «Ho deciso di non uscire subito con un album sebbene abbiamo lavorato a più di venti pezzi, prima da solo, poi con qualche mio compagno musicista, poi due mesi con Rick Rubin, in una selva tra l’Appennino e il mare, dentro ad una scuola abbandonata negli Anni 50».

«Abbiamo aperto tutta questa roba che nei mesi avevo accumulato in modo del tutto istintivo, senza pensare a niente, completamente scollegato da tutto ciò che non fosse un enorme sentimento di amore e di voglia di vita, aria, luce, ritmo, allegria, batticuore, avventura» racconta.

Nella prima parte del Disco del Sole ci sono cinque nuove canzoni, che Lorenzo spiega passo dopo passo: la "focus track" è "La primavera", un singolo 80s synth pop che ci invita a incamerare le energie giuste e le esperienze positive della vita. «Esce quando inizia l’inverno, come un’affermazione, una dichiarazione di intenti. Mentre la cantavo, ho pensato a Franco, con me lì c’era Pinaxa e gli ho detto “provo a farla pensando di essere con Battiato. Insegnami, facciamogli un omaggio velato, un fiore per lui» svela il cantautore.

Nella tracklist arriva l'immancabile canzone d'amore: « "I Love you baby" è per una ragazza che deve scalare una montagna, attraversare l’oceano a nuoto, baciare un rospo in bocca senza nessuna garanzia che si trasformerà in principe. Certe cose non si possono dire in modo enfatico, bisogna dirle ballando, agitando le braccia, alzando il volume, cantando al limite della tonalità, un passo prima che la voce diventi un urlo».

"Un amore come il nostro" è una ballad tutta sentimento che ci svela, invece, il potere essenziale e salvifico del sole: «L'ho appuntata nei memo vocali del cellulare, ho aspettato un po' di tempo e l'ho registrata nel mio laptop. A capodanno 2021 ero in casa con le mie ragazze, dopo il brindisi di mezzanotte l'ho suonata ed è piaciuta. Avanti tutta!».

Archi e synth leggeri in "Tra me e te", altra pillola romantica capace di suscitare emozioni sin dal primo ascolto: «È una mini-canzone, piccola al limite dell’inesistenza, e forse non è questa l’epoca buona per canzoni così, incerte, zoppicanti, ma non mi frega niente, a me piace» dice.

A concludere l'EP c'è "Border Jam", una serie di immagini colorate che ci fanno battere i piedi e ballare scoordinati: «Questa canzone parla di un sogno, anzi balla di un sogno, è una festa per sognatori, non è un manifesto politico, è una jam, che vuol dire marmellata. C’è dentro il carnevale, l’Africa, i Clash, la California, il Jova Beach Party, New Orleans, i Balcani, il Mediterraneo…».

Ai cinque brani si accompagna un videoclip onirico, quasi un corto cinematografico psichedelico: il video è girato in pellicola da Tommaso Ottomano ed è ambientato negli spazi del Teatro Grande di Brescia.

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