Laura Pausini e gli Oscar: «Ho già pensato a una dedica a mio padre»

“Io sì / Seen”, colonna sonora del film “La vita davanti a sé”, è candidato come miglior canzone

Laura Pausini
16 Marzo 2021 alle 18:14

Gioia, commozione e la stesso passione per la musica che la accompagna da sempre. Il 16 marzo Laura Pausini ha parlato alla stampa della sua recente nomination per la Migliore Canzone Originale agli Oscar 2021 per il brano “Io sì / Seen”, colonna sonora del film “La vita davanti a sé” di Edoardo Ponti e con Sophia Loren per il quale ha appena vinto un Golden Globe. Ecco le sue dichiarazioni.

«Da quando ho vinto a Sanremo, mi chiedo il perché di tutto questo successo. Sono sempre stata una donna che non vuole accontentarsi: sono disciplinata, faccio sempre il meglio che posso, mi muovo come un'atleta per dare il meglio. Detto questo, non so bene come prendere notizie come quella dell'Oscar. Mi sento piccola rispetto a queste cose grandi che mi succedono».

«Spesso mi chiedo “Sei sicura che ti vuoi prendere questa responsabilità?” I premi sono bellissimi, certo, ma significano sempre qualcosa di più di quello che sembrano. Per me non significano essere “arrivata”, ma dover in qualche modo ricominciare con dei presupposti e obbiettivi nuovi».

L'emozione di oggi è quella di sempre

«Ho imparato molto in questi 28 anni di carriera, ma l’ansia e il modo di gioire è uguale ad allora. A volte per questo mi sento piccola. Mi dico “Sono capace di meritarmi questa cosa, di fare questo mestiere in questo modo?” La base del canto è identica a quando facevo piano bar, ma tante cose sono cambiate, mi sono adattata ai cambiamenti nella discografia e della musica per come funziona oggi. Ogni volta mi spavento un po'… però ho capito che non devo tirarmi indietro, ma buttarmi a capofitto in questa vita che ho».

«Ancora oggi quando mi chiama Pippo Baudo ho un po’ di ansia. Sono più tranquilla quando parlo con Beyoncé per assurdo… Le star alla fine sono persone che hanno un talento speciale e le accolgo, non le vedo come star famose e basta. All'inizio però mi agitata vedere persone popolari attorno a me. Anni fa mi sono fatta aiutare da una psicologa proprio perché mi sentivo in colpa di aver ottenuto tutta questa popolarità». 

La lunga storia del brano candidato all'Oscar

«La canzone è nata in inglese, quindi il testo era già stato commissionato per il film in quella lingua. Quando hanno provato a inserirla sulle immagini mi hanno detto che forse in inglese non convinceva. Diane Warren che ha composto il brano allora mi ha chiesto di farla in italiano. Una missione difficile perché la parola “Seen” in inglese spiega il racconto e il significato di tutto il film. Così con Niccolò Agliardi abbiamo lavorato più o meno un mese per arrivare a questa versione senza cambiare la metrica. È stato difficile non cadere nella trappola di parole scontate, mantenendo comunque lo stesso significato».

Il brano parla dei grandi temi di oggi

«Non era un brano riferito alla pandemia e quando l’ho cantata era agosto, pensavo di non doverne più parlare. Eppure oggi mi rendo conto che il messaggio del brano parla indirettamente anche del momento che stiamo vivendo: di protezione in senso assoluto. Forse questo può aver portato l’Academy a sceglierlo. Oggi la canzone la si sente in italiano nelle radio statunitensi ed è nei primi 30 posti in classifica delle radio».

La nomination

«Tutto quello che nella mia carriera ho costruito in modo pensato non mi ha mai portato nessun premio. Negli anni ho fatto tante interviste, certo, ma lo fanno tutti. Quando ho vinto il Grammy non avevo nessun singolo, non ho sfruttato quel momento. Sono nata in un posto pieno di campi di pesche. Non so vendemmiare i campi, ma so rimboccarmi le maniche. Non può essere solo fortuna, mi son detta dopo tanti anni. Non posso essere fortunata per 28 anni. Vi posso piacere o no come cantante o come persona, ma sono fatta così». 

La dedica? Sarà a papà

«Per l'eventuale discorso di ringraziamento ho già pensato a una dedica a mio padre. Questa nomination la dedico a mio babbo perché ho cominciato con lui, a casa. Lui è un musicista, un cantante, ha lavorato nelle orchestre romagnole (anche con Raoul Casadei) e quando ero adolescente ha provato a lasciare il mondo delle orchestre e iniziare una carriera nel mondo del piano bar. Era una cosa che nella nostra regione era nuova, non si sapeva se avrebbe funzionato. Da quel primo passo nei piano bar fatto con lui, sono arrivata fino a qui. Lui mi diceva che i miei sogni erano un po’ troppo piccoli. Nella mia vita volevo cantare, che è la stessa cosa che faccio ora, magari con più visibilità o più denaro, ma quando canti alla fine ti senti sempre sola nella responsabilità di farlo. Che sia davanti a 100 persone o in uno stadio pieno. Il mio principio fondamentale, il mio unico pensiero è sempre la musica. Per questo ancora oggi mi interessa sapere l'opinione dei miei genitori, prima qualsiasi altra al mondo». 

Non lo nascondo, vorrei vincere!

«Incrociamo le dita ragazzi, andiamo tutti a giocarcela questa candidatura. Dobbiamo essere positivi. In passato ho sempre fatto una sorta di auto convincimento dicendomi che tanto non avrei vinto, anche per scaramanzia. Adesso la penso diversamente: se non vinco un po’ ci rimango male (ride) . Andiamo e cerchiamo di vincere questo premio!»

La reazione di Paola, sua figlia

«La prima cosa che ho fatto è stata chiamare la sua classe e i tutti i suoi compagni erano felicissimi. È molto contenta, è una bambina con due genitori musicisti e in casa ci sono tantissimi libri di fotografia. Sta cercando di scoprire vari mondi ed è molto legata al mondo del cinema. Abbiamo parlato molto del significato di questo film e mi ha chiesto di sapere tutto di Sophia Loren. Mi piace la sua fantasia: chi ha questa capacità, è aiutato in questo periodo. Lei disegna, scrive, fa gli Zoom per ballare con le amiche. Non le nascondiamo niente di questa pandemia, ma cerchiamo di farla vivere come se fosse nel film “La vita è bella”. È difficile, ma è importante non ricordarsi solo delle negatività del momento, la sto aiutando ad accettare che possa non finire domani, senza impaurirsi».

I ringraziamenti

«Ringrazio Sophia Loren, questa nomination la devo anche a lei che ha pensato a me per cantare il brano. Edoardo Ponti che per mesi mi ha diretto anche nella parte cantata, Niccolò Agliardi che ha lavorato duramente con me su questo pezzo e tutti coloro che mi hanno accompagno in questa avventura. Mi piacerebbe andare con tutti voi là per la premiazione. Farò il possibile per rendervi orgogliosi ed essere all’altezza della situazione». 

Seguici