Home MusicaCanzoniMahmood e Massimo Pericolo insieme con “Moonlight Popolare”

Mahmood e Massimo Pericolo insieme con “Moonlight Popolare”

Il nuovo singolo è una collaborazione urban-pop inaspettata che ci ricorda quanto i due artisti siano più simili di quanto pensiate

Foto: Mahmood e Massimo Pericolo  - Credit: © Attilio Cusani

15 Maggio 2020 | 14:30 di Cecilia Esposito

Annunciato solo pochi giorni fa, il nuovo singolo scritto a quattro mani dall'artista pop più interessante del momento e dal rapper rivelazione dello scorso anno poteva rivelarsi un azzardo pericoloso. "Moonlight Popolare", uscito a mezzanotte, ha invece smentito tutti gli scettici. 

Prodotto da Phra dei Crookers, "Moonlight Popolare" è una hit che unisce atmosfere Anni 80, sonorità urban e, ovviamente, rap. Il risultato è una ballata pop potente in cui tutto suona inaspettatamente armonico. Proprio come come Mahmood e Massimo Pericolo, che, a ben pensarci, non sono così distanti l'uno dall'altro. Il primo è il vincitore di Sanremo 2019 che ha dato uno schiaffo di freschezza e avanguardia al pop italiano; il secondo è il rapper che ha fatto della sua vita amara, raccontata senza filtri, il suo marchio di fabbrica, dando un bel calcio a una scena rap che ormai era annebbiata dal fumo senza il proverbiale arrosto.


A parte le superficiali diversità, entrambi vengono dai margini delle città, uno dalla periferia sud di Milano, l'altro da Brebbia in provincia di Varese. Hanno imparato sulla loro pelle cosa vuol dire, davvero, venire dalla strada, e lo hanno raccontato senza peli sulla lingua in ogni loro canzone. La povertà, il carcere, le famiglie problematiche, tutti temi ricorrenti che li accomunano non solo nei testi, ma anche e soprattutto nelle loro origini.

E la Luna cantata in "Moonlight Popolare" diventa un'entità mistica che unisce non solo i due artisti, ma anche tutte le persone che la guardano nella notte dalle loro finestre, pregandola o ammirandola. Inoltre, per fugare ogni dubbio sulla collaborazione, Massimo Pericolo conclude, con la sua saggia schiettezza, dicendo: "Mi son fatto il gabbio, tu ti sei fatto il mazzo / Ma di fatto tutti e due c’abbiamo in mano un c***o". Il caso è chiuso.