“Mille” volte Orietta: ecco come è nata la canzone che fa impazzire l’Italia

Fedez, Achille Lauro e la Berti sono in vetta alle classifiche. «Tutto è iniziato a Sanremo» svela la cantante. «E sul set del video mi hanno organizzato una festa di compleanno»

Orietta Berti con Fedez e Achille Lauro
1 Luglio 2021 alle 07:52

Orietta Berti è una metropoli nel paesaggio della cultura popolare italiana. Televisione, radio, centinaia di piazze e teatri, Sanremo, ora perfino le librerie conquistate con l’autobiografia “Tra bandiere rosse e acquasantiere”: Orietta c’è, sempre e da sempre. Da qualche anno, però, rimaneva un posto scoperto. Mancava una nuova canzone da far cantare a tutti. Certo, alzi la mano chi non ha canticchiato almeno una volta “Fin che la barca va”, o non ha ascoltato coi bambini le sue canzoni per la saga di cartoon dei “Barbapapà”: siamo tutti felicemente “colpevoli”! Ma da qui a sentirla praticamente ovunque con un pezzo inedito di altrettanto successo…

Ecco, oggi possiamo metterci il cuore in pace anche qui: Orietta è tornata in vetta alle classifiche. Merito di “Mille”, la canzone dell’estate che interpreta con Fedez e Achille Lauro, e che sta facendo impazzire l’Italia in radio e in streaming. Naturalmente abbiamo bussato alla sua porta di casa per festeggiare… Ma Orietta ci ha accolto “da Orietta”, con un’allegria che va oltre ogni statistica: «Bene, sì» dice «ma sa che non saprei neanche quante canzoni ho inciso? Secondo me saranno più di 500».

Ma qui raddoppiamo, perché dobbiamo parlare di “Mille”. Com’è nato questo successo?
«È nato l’ultimo giorno dello scorso Festival di Sanremo. Fedez mi ha chiesto di fare una diretta Instagram e mi ha detto che voleva farmi ascoltare una canzone per l’estate con un ritornello adatto alla mia voce. E se non mi piaceva, ha aggiunto, mi avrebbe scritto un’altra canzone per l’autunno… Pensavo che fosse una di quelle cose che si dicono tanto per dire e invece è stato di parola. Subito dopo il Festival ha spedito il provino a mio figlio Otis: l’ho ascoltato due o tre volte e ho pensato che questa “Mille” era proprio carina. Così gli ho detto che di lì a pochi giorni sarei stata a Milano per partecipare a “Name that tune” su Tv8 e, se voleva, sarei passata dal suo ufficio a registrare un provino con la mia voce. Quando sono arrivata ho solo chiesto come la dovevo fare: “La faccio come la signora che l’ha già cantata nel provino?”. Sa, aveva una voce così sensuale… “No, no” mi hanno detto: “Cantala normale, come hai sempre cantato le tue canzoni ironiche, come se fossi sotto la doccia”».

Scusi, cosa canta sotto la doccia?
«Ma dai, è un modo di dire!».

Veramente sarei curioso.
«Certe volte canto le mie canzoni nuove, così le memorizzo per bene e in tv non devo leggere il testo sul gobbo. È un modo di studiare anche quello lì».

Torniamo a “Mille”…
«Qualche giorno dopo mi hanno richiamata per chiedermi di farla un tono sopra, perché a Federico, a Fedez, veniva meglio così. E lì mi hanno detto che Achille Lauro aveva ascoltato la canzone e voleva partecipare anche lui. “Benissimo” ho risposto “questa è una vera bomba”. Poi mi hanno mandato l’immagine della copertina, fatta da un grande artista come Francesco Vezzoli. Siamo come “Le tre Grazie”, un quadro di Émile Vernon: lui usa fare queste cose e anche questa volta ci ha messo molto gusto».

Anche il video è un gioiello…
«Ah, prima volevano farlo a Forte dei Marmi, poi hanno trovato una villa un po’ fuori Roma che era perfetta, con tante palme intorno, sembrava proprio una villa di Hollywood degli Anni 60 o 70. Loro sono stati lì per cinque giorni, io solo due, ma ci ho festeggiato il compleanno e mi hanno fatto la festa. Fedez ha cantato “Tanti auguri a te”, Achille (in realtà si chiama Lauro De Marinis e tutti lo chiamano Lauro, tranne Orietta, ndr) ha tagliato la torta e l’ha offerta a tutti. Sono stati così gentili…».

Sui profili Instagram suo e di Fedez c’è un video molto divertente: lei, Fedez e Achille Lauro insegnate il balletto della canzone. Come vi è venuto in mente?
«L’idea è della moglie di Fedez…».

Chiara Ferragni?
«Sì, è stata lei che ha detto che nel video ci voleva un balletto. Fedez voleva lasciarlo fare solo alle ragazze con i ventagli, che è una bella idea, perché riempiono la scenografia con i loro colori e i loro movimenti. Poi Achille ha proposto che lo facessimo anche noi: loro con le mani, io coi ventagli. L’idea del balletto con le mani mi ha fatto morir dal ridere».

Fedez e Achille Lauro: pensando ai mille colleghi che ha conosciuto, chi le ricordano?
«Sono unici. Per me nessuno assomiglia a nessuno. Loro hanno una personalità attuale, sono come è la società adesso, non posso paragonarli a Massimo Ranieri o a Gianni Morandi, per dire. Fedez ha il senso della produzione: fa tutto e sa quel che si deve fare, è un uomo completo per questa società, per questo mondo. Come Achille! Sembra indifferente, annoiato, lì per caso… Sembra che non sia sul pezzo… E invece è sul pezzo, eccome! Io poi l’ho sempre ammirato. L’ho conosciuto prima che avesse successo, conosceva il mio amico Nicolò Cerioni, quello dello studio creativo SugarKane, e quando Nicolò m’incontrava in qualche trasmissione me lo passava al telefono e lui mi salutava sempre. Achille ha un’eleganza innata: sembra un uomo di altri tempi e invece è proprio un fenomeno attuale! Forse neanche lui si rende conto di essere così elegante, disinvolto e gentile».

L’atmosfera di “Mille” mi ha ricordato il duetto che fece con Giorgio Faletti a Sanremo nel 1992, con “Rumba di tango”. Lì però le cose non andarono benissimo…
«Ah, fummo eliminati la prima sera».

Eravate troppo avanti per una cosa del genere?
«Era Giorgio che era troppo avanti, ma quanto ci siamo divertiti! Lui poi due anni dopo è tornato al Festival ed è arrivato secondo con... “Sergente”? No, “Signor tenente”! Giorgio voleva proprio andare a Sanremo, per lui quel palco era una meta, e per me è stato bello aiutarlo. Al Festival di quest’anno mi sono ricordata di lui. Quando sei dietro e stai per entrare, vedi sul palcoscenico una luce che illumina la stellina che segnala dove ti devi mettere, e mi sono tornate in mente le parole di Giorgio: “Ricordati che dobbiamo andare su quella stellina là. E ricordati di essere intonata perché, secondo me, stasera uno dei due stonerà”. E parlava di sé!».

Che estate l’attende, adesso?
«Farò pochi concerti, vicino a casa. Ma ho così tanti impegni che a giugno non ho avuto un giorno libero e anche a luglio andrà nello stesso modo: tanta televisione e tanti incontri “firma-copie” per il libro. Ne dovevo fare un’ottantina, ma per via dei lockdown ne avevo fatti solo tre, così cerco di recuperare per accontentare un po’ tutti: io sono fatta così, quando do la parola, io faccio. Poi devo preparare l’uscita del cofanetto di “La mia vita è un film”. L’album in vinile sta già andando bene, ma a settembre uscirà come raccolta di sei cd, uno di inediti, uno con tutti i miei duetti, e quattro col meglio della mia carriera».

Signora Berti, c’è qualcosa che non le riesce bene?
«Beh, sbaglio sempre i nomi! Ho chiamato Naziskin i Måneskin e non me n’ero neanche accorta. Come quando ho detto “Ermal Metal” invece di Meta… Tante volte al tavolo di “Che tempo che fa” con Fabio Fazio se non mi viene il nome dico “quello lì” ed è ancora più brutto! Luca Argentero l’ho chiamato più di una volta “Formentero” e non capivo perché ridesse: ero convinta di aver detto bene! Sono gaffe non volute, mi capitano: quanto mi arrabbiai tanti anni fa quando vidi dei manifesti con scritto “Orietta Berta”! Non so se è perché sono stanca o non sto pensando. Mio marito Osvaldo mi dice sempre: “Orietta, tu sei dei Gemelli, sei impulsiva: prima di dire una cosa devi contare almeno fino a tre!”».

E lei lo fa?
«No, mai! Sa, sono dei Gemelli».

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