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«Musicanti», in scena le canzoni di Pino Daniele

Con la regia di Bruno Oliviero, debutta a Napoli l'opera teatrale con al centro una storia inedita di amore, coraggio e integrazione

Foto: Il cast dello spettacolo  - Credit: © Ufficio stampa

19 Ottobre 2018 | 16:28 di Giulia Ciavarelli

A partire dal prossimo 7 dicembre andrà in scena «Musicanti», l’opera teatrale che si delinea sulle straordinarie musiche del patrimonio dell’indimenticato Pino Daniele. In una Napoli densa di cultura e ricca di contraddizione, lo spettacolo non è un omaggio ma piuttosto si ripropone di affiancare alla musica del cantautore citazioni di prosa e passi di danza. Un progetto sin da subito molto ambizioso: al calendario italiano, il 2019 potrebbe essere il momento giusto per far viaggiare la tradizione napoletana anche fuori dai confini nazionali.

«Quando Pino era in vita avevamo pensato di farlo, un’intuizione di oltre vent’anni fa che ha preso solo ora una forma completa. Dopo una lunga gestazione durata tre anni, siamo riusciti a mettere in scena questo spettacolo nato dall’esigenza di contaminare le canzoni di Pino con il linguaggio teatrale, la prosa», ci spiega il produttore Sergio De Angelis durante la presentazione a Milano.

Due sono i passaggi fondamentali di ideazione e creazione dello spettacolo: il primo è stato quello di selezione dal repertorio di Pino, il cuore pulsante dello show. In scaletta sono circa 32 le canzoni, la maggior parte appartenenti ai primi tre album di Pino e solo «Che soddisfazione» e «Anima» prelevate un repertorio successivo. «Abbiamo inserito brani noti ai grandi appassionati di Pino, mai trasformati in singoli o suonati dal vivo. Sarà un modo per riscoprire pezzi unici del suo repertorio», ci dicono gli autori.

Nessun nome in cartellone, la mancanza di volti noti è riconducibile al fatto di far uscire fuori la scrittura e il significato di ogni singolo testo. Dall’ascolto prolungato delle canzoni di Pino, capolavori di ricerca e raffinatezza, prende forma la storia.

In un secondo momento si è immaginata dunque l’impalcatura narrativa dello show, la storia da costruire sui ritmi e le sonorità del cantautore. Entrano in gioco Alessandra della Guardia e Urbano Lione, i due autori di «Musicanti»: «Per prima cosa, abbiamo ascoltato il repertorio di Pino dall’inizio alla fine, scegliendo le canzoni che ci sembrava raccontassero una storia. Tra le scoperte più belle c’è la grande prevalenza di temi riguardanti la natura e i forti sentimenti come la rabbia e la protesta» ci dice Alessandra. «La musica di Pino è costruita su un ossimoro: la melodia racconta una cosa e il testo un’altra. Su questo abbiamo delineato i due personaggi», conclude Urbano.

L’ultima parola è del regista dell'opera, Bruno Oliviero: vissuto a Napoli fino ai 30 anni, dove ha fatto le prime esperienze artistiche nel teatro e al cinema, si è trasferito a Milano nel 2003 mantenendo quell’amore per la musica di Pino. «È stato un grande narratore, un osservatore e un ladro di voci della città. È l’unico che ha avuto il coraggio di riprendere la tradizione folkloristica della Napoli che non cambia. Non abbiamo bisogno di rivalutarlo, ma di iscriverlo dentro la letteratura napoletana», ci racconta Oliviero che, avendo curato la regia di molti documentari, ammette di essere stato scelto per combattere i tipici “luoghi comuni”.

LA TRAMA

La storia è semplice ma con una rilettura contemporanea e ambientata negli anni Settanta: il protagonista Antonio (Alessandro D'Auria) torna nella sua Napoli dopo aver trascorso lì tutta la sua infanzia. Il motivo del suo ritorno è la scoperta di aver ricevuto un lascito testamentario dal padre, ovvero uno storico locale di musica, il “Ue Man”. Il ragazzo è costretto a restare a Napoli e a gestire la situazione, lo farà grazie all’aiuto di un artista di strada, Dummì (Pietro Pignatelli) e di Anna (Noemi Smorra), la cameriera e cantante del locale. La presenza di Antonio in questo luogo tanto odiato troverà un perché, ma cosa ne sarà dello storico locale?

All’interno di una maestosa scenografia disposta su vari piani c’è la band composta dai celebri musicisti di Pino che lo hanno affiancato negli ultimi vent’anni. Quasi trenta persone in scena, e non si escludono sorprese di data in data come la presenza di alcuni amici del cantautore che porteranno sul palco loro stessi.

LE DATE

Todi (data zero) – 2 dicembre, Teatro Comunale
Napoli (debutto naizonale) – 7 dicembre, Teatro Palapartenope
Bari – 29 e 30 dicembre, Teatro Team
Assisi – 15 e 16 gennaio, Teatro Lyrick
Firenze – 14 e 15 febbraio, Obihall
Torino – 23 e 24 febbraio, Teatro Colosseo
Milano – dal 7 al 17 marzo, Teatro Arcimboldi
Roma – dal 7 al 12 maggio, Teatro Olimpico