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Nahaze ci racconta il suo nuovo singolo “Freak”

«Tutti abbiamo un lato oscuro», ma la giovane artista italo-inglese non ha più paura di affrontarlo ed è pronta a far conoscere la sua musica

Foto: Nahaze  - Credit: © Luca D'Amelio

17 Settembre 2020 | 17:02 di Cecilia Esposito

«Sono Nathalie, una ragazzina semplicissima che viene da una cittadina un po' piccola, ma che ha avuto l'opportunità di realizzare i propri sogni» così esordisce Nahaze al telefono quando iniziamo la nostra chiacchierata. Sua mamma è inglese, lei viene da Matera e ha solo 19 anni, ma ha già un singolo di successo nel curriculum, "Carillon" in collaborazione con Achille Lauro, e la determinazione per andare avanti con la sua musica. 

«Fin da piccola mi prendevano in giro perché, nel passeggino, muovevo la testa a ritmo» ci racconta ridendo quando le domandiamo com'è nata la sua passione per la musica, e aggiunge: «nella mia famiglia suonano praticamente tutti, mi svegliavo la mattina con mio padre che suonava il pianoforte, mia madre che suonava il flauto, ascoltavano la musica, sono cresciuta in una casa con musica 24 ore su 24». Si spiega come una ragazza così giovane abbia già un talento canoro e le idee ben chiare sulla propria carriera. Quando poi ci dice che è cresciuta a pane, Beatles e Rihanna tutto diventa ancora più chiaro.

Il 17 settembre esce il suo nuovo singolo "Freak", un brano dalle forti sonorità elettroniche che non ha nulla da invidiare alle hit pop d'oltreoceano. Non solo: è un inno alla diversità e al coraggio di accettare il lato oscuro che ognuno di noi nasconde nel suo profondo, non più considerato un buco nero da nascondere, ma un punto di partenza per migliorarsi. Per capire meglio questo concetto, abbiamo chiesto direttamente a Nahaze di parlarcene.

«"Freak" viene da un senso di disagio, quando ci sentiamo diversi o sbagliati. Abbiamo tutti un lato "cattivo" che vogliamo mettere a tacere, ma voglio dire che questo sentimento è normale. Siamo tutti "freak", abbiamo tutti questo lato oscuro, ma è importante come lo affrontiamo. Si può diventare cattivi verso il prossimo oppure possiamo sfruttarlo per correre, per guardare avanti, per essere più produttivi, perché proprio dalle nostre negatività possiamo crescere».

Qual è il tuo "lato oscuro" e come lo affronti?

Un sentimento di rabbia nei confronti di tutto, come se niente andasse bene e quindi neanche tu. È un po' questo il mio lato oscuro più "estremo", quando mi guardo attorno mi fa vedere tutto brutto, anche me stessa e quelli intorno a me. Proprio grazie alla musica riesco a capire le cose che non vanno. Quando scrivo un pezzo e parlo di aspetti negativi, mi rendo conto di cosa non va bene in me e nella mia vita. Questo mi aiuta a migliorarmi e cambiare. Scrivere, per me, è una crescita personale.

Il tuo brano "Carillon" vede la partecipazione di Achille Lauro: com'è avere come padrino un artista come lui?

Fantastico! Achille Lauro è un grande artista, un genio. La cosa che mi piace di più di lui è il fatto che sia completamente libero. Mi ha lasciata sperimentare esattamente come fa lui e penso che sia la cosa più bella per un artista. Anche per il videoclip di "Carillon", le movenze, i vestiti, ecc... è stata tutta una scelta mia e mi ha fatto molto piacere, perché non mi ha imposto delle regole da rispettare, ma totale libertà di espressione.

In molti ti hanno definito la "Billie Eilish italiana": che effetto ti fa?

Ovviamente è un grande onore perché lei è un'artista a 360° conosciuta in tutto il mondo. Allo stesso tempo penso che sia anche un po' un azzardo. Capisco che a livello di apparenze e di aspetto, il paragone possa nascere, però trovo che a livello di stile siamo diverse. L'esempio più blando che posso fare è l'utilizzo della voce. Il paragone poi è stato fatto con l'uscita di "Carillon" e io in quel brano non vedo musicalmente Billie Eilish. Essere accostata a questa artista mi sprona ad affermare ancora di più la mia immagine, la mia musica, come se questo paragone mi avesse detto "fai capire che tu sei Nahaze". 

Tu sei della Basilicata, regione che grazie a nomi come la FSK ha iniziato ad attirare l'attenzione: com'è la scena musicale lucana?

È un fuoco, è piena di artisti che purtroppo non hanno i mezzi per produrre. Io per registrare i miei primi pezzi ero costretta a farmi 20 minuti di macchina per andare allo studio più vicino. Vorrei che si organizzassero più iniziative legate alla musica perché è una zona molto attiva. Io vengo da una piccola città [Matera], quando ho iniziato c'erano altri otto ragazzi che facevano musica con me. Siamo tutti pronti a investire tempo ed energie per fare tutto da soli, anche i videoclip, anche se non rientra niente, continuiamo per passione. 

La FSK ti piace? E altri artisti italiani che apprezzi?

Certo, l'ultimo album molto figo. Hanno quella cosina in più che mi fa impazzire rispetto al resto della scena trap in italia e mi piace il mix di generi, i loro tre diversi stili insieme. Mi piacciono anche Achille Lauro, da sempre, Fabri Fibra, tanto, ma in realtà adoro tutta la scena italiana, soprattutto adesso che stanno avendo sempre più visibilità le ragazze. Quello che mi colpisce in un artista è la capacità di essere se stesso e di proporre una cosa valida. 

Riesci a conciliare la tua vita da ragazza alla carriera musicale? 

In realtà è il mio sogno fin da bambina quindi non mi pesa e riesco a conciliarle bene perché vivo per la musica, è come se fossero in simbiosi. Che poi, la mia vita non è cambiata, forse sono cambiata io! Ma in positivo, sono più serena grazie ai risultati che sto ottenendo con la mia musica. Poi, certamente, conoscere tante persone, anche di rilievo, mi ha molto aiutato a maturare e a essere più convinta nel continuare per la mia strada.