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Random: chi è l’autore della hit “Chiasso”

Diciotto anni, vive a Riccione e le sue canzoni spopolano su TikToK: dalle delusioni d'amore all'importanza della religione, abbiamo conosciuto meglio il cantante

Foto: Random  - Credit: © Ufficio stampa

17 Gennaio 2020 | 11:45 di Giulia Ciavarelli

I più piccoli lo avranno scoperto su TikTok, gli adulti canticchiato su Spotify: in entrambi i casi, Emanuele Caso in arte Random ha avuto un successo che neanche lui si aspettava. Classe 2001, il cantante pubblica nel maggio 2019 "Chiasso", il singolo certificato doppio platino che registra sulla piattaforma oltre cinquanta milioni di stream, mentre il videoclip arriva ai sedici milioni di view. Il brano domina anche le classifiche: per settimane lo troviamo nella Top200 di Spotify, si posiziona nella top10 della chart FIMI/Gfk per quattro settimane ed entra in Top Viral anche all'estero.

Emanuele ha ben chiari i numeri che accompagnano il suo esordio nella musica, consapevole che quello che sta vivendo è solo un buon punto di partenza. Nella nostra lunga chiacchierata scopriamo tante cose su di lui, molte inaspettate: prega prima di salire sul palco, in molti testi fa riferimento ad una dolorosa delusione d'amore e lavora sempre al fianco del compagno di avventure Zenit. «Mi dispiace tanto, ero in studio e ho fatto il prima possibile!» esordisce appena lo raggiungiamo telefonicamente.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo?
«Sì, ero nella mia “seconda casa” a Riccione per ultimare il mio nuovo album».

E pensare che fino a pochi mesi fa registravi nella tua cameretta.
«Quello è stato un periodo buio dove io e Zenit non avevamo un posto dove registrare e per una settimana abbiamo trasformato la mia camera in uno studio inserendo anche un microfono nell’armadio. Qui sono nati i pezzi più belli, quelli che state ascoltando ora come “Rossetto” e “Scusa aaa”».

Sono stati mesi molto impegnativi e pochi giorni fa hai terminato un tour che ha registrato quasi tutti sold out. Sensazioni a caldo?
«È stato qualcosa di incredibile, perché neanche un anno fa io e mio fratello giravamo tutti i bar di Viale Ceccarini per chiedere di farci cantare, andavamo anche nelle discoteche. Aver fatto trentaquattro sold out è stato davvero soddisfacente, più di tutti i numeri e gli stream».

E i tuoi fan?
«Oltre alle foto di rito, dopo ogni concerto mi fermo sempre a parlare con il pubblico. Alcuni piangono e si emozionano, altri mi raccontano le loro storie: c’è chi mi dice che, grazie alle mie canzoni, ha superato un momento brutto, una perdita familiare, o chi invece ha trovato l’amore. Per questo mi dicono che non sono come gli altri, ma la verità è che bisogna essere grati alle persone che ti hanno aiutato».

Hai cominciato ad interessarti alla musica con le gare di freestyle?
«Sì, avevo 14 anni e tra le strade di Riccione giravo sempre con cappello da pescatore e maglie XL, ero il più conosciuto a fare le rime. Tutto iniziò quando vinsi un contest a Cattolica, in palio c’era un microfono con il quale ho registrato poi i primi brani».

Ora ti fermano ancora per strada?
«Sì, ma soprattutto quelli che non mi hanno mai visto di persona. È la mia fortuna vivere a Riccione, perché tutti mi hanno visto crescere, è come una bolla dove posso stare tranquillo ed essere completamente me stesso».

Parliamo di "Chiasso": oltre cinquanta milioni di stream, ma come è stato sentirla in radio per la prima volta?
«Ancora ricordo il momento esatto in cui l’ho sentita su Radio Deejay: ero ad Avellino per un live e mia madre mi chiama subito per dirmi di andare in macchina, e c’era Wad che stava parlando di me. Si è creata una situazione incredibile perché mi sono ritrovato circondato da una ventina di amici che erano lì per sentire la canzone in radio. Non me lo scorderò mai».

Ti ricordi quando l’hai scritta?
«Nel tragitto Riccione-Cesena, ero nel camion che mi portava a lavoro. Dopo averla finita, sono corso in studio a registrarla. A Zenit non piaceva inizialmente, ci abbiamo lavorato molto prima di arrivare al risultato finale».

La versione definitiva è piaciuta molto agli utenti di TikTok, è stato un successo
«Vedevo che mia sorella lo utilizzava, ma non ci credevo tanto. Tentar non nuoce e alla fine è andata bene».

Nel testo canti “Muoio per rinascere ancora”
«Quando si vuole fare un passo importante nella vita bisogna lasciare alle spalle tutte le cose sbagliate - i vizi, l’orgoglio - per rinascere in un cammino nuovo. A me è successo quando mi sono lasciato con la ragazza con la quale stavo da cinque anni, è stato doloroso».

Accanto a te c’è sempre stato Zenit, il tuo produttore
«Le decisioni le prendiamo insieme e ascolto molto i suoi consigli. Nel tempo ci siamo cambiati a vicenda».

“Scusa AAA” è l’ultimo singolo, ce lo racconti?
«Parla di amicizia: il mio gruppo di amici si stava sgretolando per delle piccole incomprensioni e questo mi faceva stare molto male. Mettere da parte l’orgoglio e chiedere scusa è stato fondamentale, ora siamo più forti e uniti di prima».

Ci hai detto che hai lasciato la scuola e ti sei dedicato alla musica, i tuoi genitori ti hanno sempre appoggiato?
«Mio padre all’inizio era titubante, avevo abbandonato la scuola e il lavoro con lui ma poi si è ricreduto. I miei genitori sono pastori, e mi hanno sempre aiutato a pregare, mi hanno insegnato come credere e avere fede. Senza di loro non sarei qui».

È vero che prima di salire sul palco reciti una preghiera?
«Sì sempre, anche prima che esca una canzone. Mi sono state fatte promesse che poi si sono avverate senza saperlo».

Tipo?
«Un mese prima che uscisse “Chiasso”, mia madre fece un sogno dove io ero un’aquila che avrebbe preso subito il volo. È stato un segnale per me incredibile».

Me lo hai anticipato all’inizio della nostra chiacchierata, ma come te lo immagini questo 2020?
«Abbiamo tanti progetti, siamo carichi e stiamo lavorando a questo album da un anno. Ci saranno tante novità negli argomenti e nel sound ma tutto girerà intorno ai sentimenti e alle emozioni. La musica in fondo è nata per questo, no?».