Home MusicaCanzoniRolling Stones: i 50 anni di «Sympathy For The Devil»

Rolling Stones: i 50 anni di «Sympathy For The Devil»

Il 5 giugno 1968 i Rolling Stones registravano uno dei loro brani simbolo, in una giornata storica segnata anche dall'omicidio di Bob Kennedy

Foto: Mick Jagger, 1970  - Credit: © Mondadori

05 Giugno 2018 | 14:44 di Francesco Taranto

Il 5 giugno 1968 i Rolling Stones si sono riuniti agli Olympic Sound Studios di Londra per registrare un nuovo brano, che verrà pubblicato a dicembre dello stesso anno: è «Sympathy For The Devil», destinata a diventare una delle canzoni più celebri e controverse del gruppo.

Nelle stesse ore dall’altra parte dell’Atlantico, all’Ambassador Hotel di Los Angeles, Robert Kennedy sta incontrando i sostenitori per festeggiare la vittoria alle primarie Californiane quando viene ucciso da un colpo di pistola. L’evento, insieme a tanti altri avvenimenti drammatici, viene raccontato nella canzone degli Stones, simbolo di un anno cruciale come il ’68.

«Il diavolo è il mio nome»

«Sympathy For The Devil» nasce da un’idea di Mick Jagger, che inizialmente intitola la canzone «Fallen Angels» e poi «The Devil Is My Name», cantando in prima persona dal punto di vista del diavolo diversi eventi della storia dell’uomo. L’ispirazione viene da un libro che la fidanzata Marianne Faithfull gli aveva da poco regalato: «Il Maestro e Margherita» di Bulgakov.

Marianne veniva da una famiglia borghese e in quel periodo espone Jagger a molte nuove idee, compresa la rappresentazione del diavolo come un «uomo ricco e raffinato» presente nel libro. Jagger ha dichiarato di essersi ispirato anche ad alcuni scritti di Baudelaire e al modo di raccontare di Bob Dylan. A livello musicale la canzone nasce folk, ma Keith Richards decide di cambiare il ritmo e aggiungere le percussioni, trasformandola in una sorta di samba.

Da Gesù a Kennedy: gli eventi raccontati nella canzone

Il testo si concentra su diversi eventi drammatici nella storia, sempre rappresentati dal punto di vista del diavolo. Si parte dal processo e la morte di Gesù («Made sure that Pilate washed his hands to seal his fate»), la Guerra dei Cent’anni («fought for ten decades») e la Rivoluzione Russa del 1917 («I stuck around St. Petersburg when I saw it was a time for a change»).

Più avanti Mick Jagger cita la Seconda Guerra Mondiale («I rode a tank… when the Blitzkrieg raged») e, soprattutto, fa in tempo ad inserire la tragica morte di Bob Kennedy appena avvenuta. Inizialmente il testo recitava «I shouted out Who killed Kennedy?», riferendosi all’assassinio di John Kennedy, e viene modificato in «Who killed the Kennedys?».

I Rolling Stones sotto accusa

Già da tempo i Rolling Stones erano rappresentati dai media come dei ragazzacci, contrapposti a quei bravi ragazzi dei Beatles. Una trovata mediatica sicuramente che «Sympathy For The Devil» amplifica fornendo lo spunto per molti articoli sui presunti legami tra gli Stones, il satanismo e il mondo dell’occulto. Sempre nel 1968 la band aumenta la controversia pubblicando il singolo «Street Fighting Man», che diventa l’emblema delle rivolte razziali e delle proteste studentesche in Europa e America.

Lo stesso Mick Jagger ha spiegato che «Sympathy» voleva affrontare il lato oscuro dell’uomo, più che la celebrazione del satanismo, ma il brano è destinato a fare scandalo, in particolare quando la band lo suona ad Altamont nel 1969. Il concerto diventa tristemente noto per l’accoltellamento di un fan sotto al palco, evento che suscita grande clamore nell’opinione pubblica e porta i Rolling Stones a non suonare «Sympathy For The Devil» per 7 anni dopo l’incidente.

La canzone negli anni è diventata, ad ogni modo, una delle più note del gruppo e proprio l’anno scorso hanno aperto i concerti del «No Filter Tour» (tra cui quello di Lucca) con la «simpatia per il diavolo».