“Una cosa più grande” di Ermal Meta e Giuliano Sangiorgi: il primo ascolto

Dal 4 marzo un nuovo brano che in modo semplice spiega il significato più profondo della parola “insieme”

4 Marzo 2022 alle 11:01

Questi sono anni duri in cui si è reso chiaro ed è sempre più palese quanto da soli diventiamo insignificanti. Ermal Meta e Giuliano Sangiorgi presentano il 4 marzo “Una cosa più grande”, brano in ”featuring” scritto a quattro mani e che senza annunci altisonanti per raccontare in modo semplice il significato della parola “Insieme”. L'amore, fraterno o passionale, in qualsiasi forma si presenti è celebrato come contraltare alla malinconia, che spesso è fonte di un malessere (e di mostri) che non ci permettono di vedere le cose, la vita stessa, per come dovrebbe poter essere vissuta veramente. In compagnia di qualcuno.

In questa power ballad si parla di come il nostro sguardo possa diventare grande se capaci di compassione, se riusciamo a chiedere “Come stai?” interessandoci alla risposta, un concetto che Ermal in particolare ha sempre ribadito con forza anche sui social. In un mondo che ci vuole e ci porta a essere sempre più lontani, bisogna trovare la forza di immaginare la vita come qualcosa che non parla solo dell'io, ma del noi, anche se sconosciuti.

Qui di seguito. le parole degli artisti per presentare il brano:

“È una canzone che racconta il togliersi dal centro, percependo che le nostre vite sono inevitabilmente legate a quelle degli altri in un movimento costante. Siamo amici, fratelli, amanti, genitori, figli. Siamo ogni cosa tutte contemporaneamente e nello stesso momento nessuna di queste. Quante cose però sappiamo di chi ci passa accanto? Sfioriamo misteri ogni giorno. Sono persone”. (Ermal Meta)

“Ci sono voci amiche, quelle che ti fanno sentire a casa, ovunque tu ti possa trovare. Ne riconosci i contorni, la bellezza e allora provi un senso di pace, lo stesso di quando ti ritrovi perfettamente nei gesti di un amico di sempre!”. (Giuliano Sangiorgi).

Nel videoclip con la regia, sceneggiatura e montaggio di Giacomo Triglia, le vite di persone in apparenza sole, sentono nello stesso momento il desiderio di espressione (nel video, attraverso la danza) e quell'espressione diventa poi desiderio di unione, rappresentata dal momento che li raccoglie nello scatto fotografico finale con Ermal e Giuliano. I volti degli attori/ballerini dalla versione in isolamento a quella sociale, sembrano del tutto diversi. Nell'incontro e nell'abbraccio con l'altra persona, hanno un motivo per sorridere perché qualcosa di straordinario (la vita) li unisce.

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