Home MusicaChi è Dotan, l’artista di “Numb” che sta facendo innamorare l’Italia

Chi è Dotan, l’artista di “Numb” che sta facendo innamorare l’Italia

Classe 1986, il cantautore olandese di origini israeliane ha debuttato nelle radio con un brano che racconta di una lotta contro il sentimento dell'insensibilità

Foto: Dotan  - Credit: © Ufficio stampa

15 Aprile 2020 | 15:50 di Giulia Ciavarelli

Al fianco di Lady Gaga e Dua Lipa, nella classifica degli artisti più trasmessi dalle radio italiane è apparso il nome di Dotan Harpenau, in arte Dotan: il polistrumentista e produttore di origini israeliane è l’autore di "Numb", una dichiarazione che riafferma la voglia di alzare le mani al cielo per sconfiggere l’insensibilità che ci circonda.

«Non la pubblicherò mai perché è troppo personale per essere ascoltata dal mondo» è il primo pensiero venuto in mente a Dotan dopo aver scritto quella che sarebbe diventata una hit da grandi numeri: con 45mila stream al giorno, è l’unico (nuovo) artista internazionale di una label indipendente ad essere inserito nella classifica dei 200 più ascoltati di Spotify e a trovarsi nella playlist Hot Hits di Spotify.

Questo momento in cui le novità discografiche sono rallentate è una buona occasione per scoprire e conoscere la musica di Dotan: abbiamo parlato con lui del suo ultimo album “7 Layers”, dell'inconsueta gavetta nei salotti del suo pubblico e dell’amore per l’Italia.

Ciao Dotan, come stai trascorrendo questi giorni?
«Sarei dovuto essere in tournée in Nord America per tutto il mese ma, a causa del Covid-19, gli spettacoli sono stati cancellati e ora sono a Los Angeles. Sto cercando di rimanere in contatto con i fan attraverso i social network, con lo streaming live su Instagram, ascolto musica e rimango in contatto con la mia famiglia».

Presentati brevemente al pubblico italiano.
«Mi chiamo Dotan, sono nato in Israele ma cresciuto ad Amsterdam. Sto facendo musica da poco più di dieci anni e potresti aver sentito in radio il mio singolo “Numb”».

Una canzone che sta spopolando in Italia: di cosa parla?
«Di un periodo della mia vita in cui mi sono sentito disconnesso dai miei sentimenti e dal mondo, non riuscivo a uscirne. Quando ho scritto “Numb” per me sono cambiate tante cose, era come se dovessi scrivere quella canzone per uscire da un brutto periodo».

Sei mai stato nel nostro Paese?
«Si, lo conosco bene perché è la mia meta di vacanza preferita, penso di essere venuto in Italia una decina di volte, forse anche di più. Ho anche suonato a Roma circa tre anni fa in un teatro molto piccolo, è stata un'esperienza intima e speciale. Non vedo davvero l'ora di tornare presto ed esibirmi in altri concerti!».

Facciamo un passo indietro: come è iniziata la tua passione per la musica? Ho letto che hai iniziato a suonare e cantare a vent’anni.
«Mio padre mi suonava sempre le canzoni di molti cantautori e all'inizio ne ero davvero ossessionato. A scuola ero sempre diverso dagli altri bambini, perché trovavano strano il fatto che non ascoltavo la musica della Top 40, ma amavo i brani più “classici”. Mi sono laureato a 22 anni e ho iniziato ad avere dai nove ai cinque lavori. Allora mi sono reso conto che quella non era la vita per me: così ho comprato una chitarra, ho imparato a suonare da solo e sono finito a scrivere canzoni ogni giorno. Il piano era solo quello di diventare un cantautore…e poi è arrivato il primo contratto discografico».

La tua gavetta è stata insolita perché hai suonato a lungo nelle case delle persone, eri terrorizzato di salire sul palco.
«Ho fatto un paio di spettacoli su palchi più grandi ed ero troppo timido e nervoso. Ho pensato a me stesso e mi sono chiesto cosa potessi fare per vincere la paura del palcoscenico. Avevo letto da qualche parte che in questa situazione devi fare la cosa più spaventosa possibile e suonare nelle case delle persone è il modo più intimo e vulnerabile di fare musica. Non puoi nasconderti dietro nulla. Niente luci, niente palcoscenico, niente band: solo tu e il tuo strumento».

E poi come è andata?
«Ho chiesto al pubblico di Facebook chi voleva farmi suonare nei loro salotti e sono finito per esibirmi in oltre 150 concerti nelle case di tutta Europa. Ho iniziato a sentirmi sempre più a mio agio e ad un certo punto ho pensato: se posso farlo, posso fare qualsiasi cosa».

Dai concerti così intimi sei passato ai grandi festival e concerti sold out, un bel salto.
«Il mio primo spettacolo è stato allo stadio di Amsterdam un paio di anni fa davanti a 20.000 persone e il mio unico obiettivo era quello di ricreare la sensazione di essere in “un grande salotto”. È stato assurdo passare da uno show intimo a uno spettacolo in una location così grande in un anno esatto...ora adoro andare in tour!».

Dopo questa esperienza, hai registrato l'album "7 Layers" a casa.
«Guardando un documentario, ho scoperto che la nostra pelle è composta da sette strati. Il mio obiettivo con l'album era quello di staccare quei livelli e arrivare al nocciolo; ho scritto la canzone “7 Layers” in 15 minuti ed è diventata la trama del disco. Volevo che suonasse esattamente come lo avevo nella mia testa. Ho trasformato il mio salotto in uno studio amatoriale e non ho smesso di registrare finché non l'ho avuto pronto».

«Per anni ho cercato di nascondere chi sono veramente perché pensavo che avrebbe danneggiato la mia carriera o che sarei stato giudicato» hai scritto in un post sui social dopo la dichiarazione in tv sulla tua sessualità. Come ti sei sentito?
«Ad essere sincero, è stato un grande sollievo. Avevo tenuto nascosta quella parte di me per così tanto tempo ed è stato molto liberatorio dire finalmente "questo è quello che sono". Sono stato sorpreso da quante persone mi hanno contattato e mi ha fatto capire quanto sia importante continuare a dare l'esempio ed essere aperti al riguardo. Dobbiamo continuare a diffondere che l'amore è amore!».

C’è qualcuno a cui vorresti dire semplicemente grazie?
«Vorrei cogliere l'occasione per ringraziare tutti gli italiani che hanno dimostrato così tanto amore per “Numb” e per la mia musica. È stato travolgente e mi ha davvero toccato il cuore. È un vero peccato non poter essere lì adesso, ma spero che presto ci sarà di nuovo occasione».

Il 2020 non è iniziato bene, ma hai in programma qualcosa per il resto dell’anno?
«Ho molta musica pronta, le aspettative sono molto alte per i prossimi mesi. Inutile dire che non vedo l’ora di venire in Italia e condividere con voi nuova musica».

Domande e risposte
Chi è Dotan?
Ha 34 anni, è un polistrumentista e produttore nato in Israele e cresciuto ad Amsterdam. Debutta nelle radio italiane con il singolo “Numb”.
Di cosa parla "Numb"?
Racconta di un periodo della vita in cui Dotan si è sentito disconnesso dai sentimenti e dal mondo. Un brano molto personale che vuole sconfiggere l’insensibilità che ci circonda.
Qual è l'ultimo album di Dotan?
Si intitola “7 Layers” (2015) ed è stato scritto e registrato nel salotto di casa. La canzone di cui va particolarmente fiero è “Home”.
Dotan è mai venuto in Italia?
È tra le sue mete preferite per le vacanze e una volta ha suonato in un piccolo teatro a Roma.