Home MusicaChi sono i Meduza? Tre ragazzi italiani che hanno conquistato il mondo. Da “Piece of your heart” a “Lose control”

Chi sono i Meduza? Tre ragazzi italiani che hanno conquistato il mondo. Da “Piece of your heart” a “Lose control”

"Piece of your heart" è al vertice delle classifiche mondiali da mesi ormai. L'11 ottobre è uscito il nuovo singolo "Lose control" e per l'occasione abbiamo voluto conoscere la loro storia

11 Ottobre 2019 | 11:39 di Stefano Gradi

Nei mesi scorsi, una canzone ha conquistato il mondo. Ha avuto un successo trasversale, partendo dall'Inghilterra, per poi espandersi in Europa, è arrivata in Italia e ha sfondato in America. Chi di voi non ha mai sentito alla radio, in televisione, in qualche locale o in spiaggia "Piece of your heart" (la potete ascoltare qui sopra, cantata dai Goodboys), con quel ritornello che ti entra in testa e non te lo togli più?

Molto probabilmente non sapete che si tratta di una produzione tutta italiana, realizzata in Inghilterra grazie alla bravura e all'intuizione di tre ragazzi milanesi, i Meduza: Simone Giani, Luca De Gregorio e Mattia Vitale.

Non capita spesso che una canzone italiana diventi una hit internazionale di questo calibro. In passato è successo solo a pezzi storici come "Blue" degli Eiffel 65, "Satisfaction" di Benny Benassi, "Feel it" dei Tamperer e poco altro. Il brano è indiscutibilmente dance, ma dai primi passaggi in radio si è capito che poteva attrarre un pubblico eterogeneo, catapultando i Meduza in decine e decine di serate in giro per il mondo.

L'11 ottobre è uscito il nuovo singolo "Lose control" e per l'occasione abbiamo voluto sentire direttamente dalla loro voce come sia nata "Piece of your heart" e conoscerli un po' più da vicino. Per questo motivo, abbiamo fatto una piacevolissima chiacchierata con Simone.

Ciao Simone, ci racconti come è nato il fenomeno Meduza?
Siamo tre ragazzi italiani e penso che pochi lo sappiano. Molti pensano che siamo inglesi, anche perché il successo di “Piece of your heart” è iniziato a marzo, in Inghilterra, quando radio (tra le quali BBC1) e giornali inglesi ci cercavano per delle interviste. Poi con il passare delle settimane, il successo si è esteso a macchia d’olio in tutto il mondo. A oggi contiamo circa una trentina di dischi di platino.

Chi sono i Meduza?
I Meduza siamo io (Simone), Mattia e Luca, tre ragazzi che fanno musica. Io e Luca siamo musicisti, siamo diplomati al conservatorio di Milano, io in organo e in musica elettronica. Mattia invece è un vero e proprio dj. Noi due nasciamo come produttori e abbiamo inziato a fare i primi dischi già dal 2002. Che però sono stati solo degli esperimenti. Poi, pian piano, abbiamo iniziato a fare sempre più sul serio, fino a quando non siamo entrati nel giro giusto con il nostro manager inglese e abbiamo iniziato a lavorare con Universal UK. Diciamo che dietro a questa canzone che dura 4 minuti, ci sono una ventina d’anni di esperimenti, di prove, di demo, di porte in faccia.

Avete mai fatto, anche singolarmente, i dj nei club?
Sì, assolutamente. Se vuoi fare musica elettronica, quello è un passaggio indispensabile perchè in studio, oltre a mettere il tuo, devi anche riuscire a capire cosa vuole la gente, cosa si aspettano in pista. È essenziale, io ho fatto il dj in modo professionale per una decina d’anni. Mentre Mattia ha fatto il resident dj per molto tempo e quindi ha conosciuto bene il mondo dei club.

Da dove è nata l’ispirazione per una canzone come “Piece of your heart”?
La nostra ispirazione è sicuramente la musica house dei primi anni 2000, Roger Sanchez su tutti. Tutti quei brani “vocal” che partivano dai club e riuscivano ad arrivare in radio, cosa che ultimamente si era persa. Canzoni come “Satisfaction” di Benny Benassi, per citare un italiano. Noi avevamo proprio questo obiettivo, ma non credevamo certo di riuscirci. Invece ce l’abbiamo fatta.

Ci racconti come è nato il brano?
Noi, avendo un manager inglese, andavamo spesso a fare delle "session" in studio a Londra con dei cantanti. Da produttori, abbiamo sempre portato una moltitudine di basi, poi ci siamo resi conto che fosse meglio costruire una base direttamente con un cantante ed evitare i soliti passaggi come "noi la mandiamo a lui, lui ce la rimanda" e così via. Quindi, circa un anno fa, abbiamo organizzato una "session" con questi ragazzi che ci mandavano spesso dei demo (i Goodboys, ndr.). Come è capitato a tanti altri successi mondiali, abbiamo "buttato giù tutto" nel giro di un’ora. Abbiamo iniziato con il giro di accordi che sentite per tutto il brano e Josh, il cantante, ha iniziato "ad andarci sopra" quasi subito con le parole che sentite nella canzone. Successivamente abbiamo davvero modificato pochissimo il testo. Abbiamo finito la strofa e poi ci siamo un attimo bloccati, chiedendoci "e ora cosa facciamo?". Ci mancava il ritornello. Allora ci è venuto in mente di provare a fare "un drop cantato". Josh allora è andato in cabina di registrazione e ci ha detto "può andare bene una cosa così?" ed è nato "down down down" il ritornello che avete sentito così tante volte!

L’11 ottobre è uscito il vostro nuovo singolo "Lose control"...
"Lose control" è un follow up di “Piece of your heart”, quindi mantiene le stesse sonorità. È sempre cantato dai Goodboys, ma questa volta troviamo anche la voce di Becky Hills, una cantante inglese che ha già collaborato con importanti dj come Oliver Heldens, è una delle star attuali della musica dance. È un brano che abbiamo scritto a Londra prima che uscisse “Piece of your heart” e anche questo è nato nel giro di mezz’ora. Abbiamo scelto questo come nuovo singolo perché ci piace molto, è una nuova canzone con il nostro sound e che ci rappresenta, non abbiamo pensato al successo di “Piece of your heart”. Poi quello che verrà, verrà. La nostra priorità è fare qualcosa che ci convince, che ci piace e che ci diverte.

Dopo aver parlato con Simone, abbiamo capito, una volta ancora, che dietro a un successo planetario, si nascondono anni e anni di studio, nulla nasce per caso e si ottiene senza l'impegno e la perseveranza. Poi magari la svolta arriva in una sola mezz'ora.