Colapesce, Dimartino e il successo di “Musica leggerissima”

La loro canzone non solo ha la capacità di entrare in testa e non uscirne più, ma è il brano più trasmesso dalle radio ed è appena stato certificato Disco d’oro

Colapesce e Dimartino  Credit: © Iwan Palombi
26 Marzo 2021 alle 15:44

Alle formule magiche per creare un tormentone a tavolino loro non credono: «Facciamo questa musica da dieci anni, solo che grazie a Sanremo si è diffusa più velocemente». Ma la verità è che “Musica leggerissima” non solo ha la capacità di entrare in testa e non uscirne più, ma è il brano più trasmesso dalle radio ed è appena stato certificato Disco d’oro. Un successo inaspettato per il duo siciliano Colapesce e Dimartino (all’anagrafe Lorenzo Urciullo e Antonio Di Martino), arrivato quarto a Sanremo.

Da anni siete tra i cantautori più quotati, ma è grazie a Sanremo che ora siete diventati popolari. Per questo avete deciso di partecipare?
COLAPESCE: «Un po’ mi spaventava il confronto con il grande pubblico, ma non vedevamo l’ora di liberare questa canzone che avevamo nel cassetto».
DIMARTINO: «Abbiamo deciso di partecipare dopo averla scritta. Se non avessimo avuto questo pezzo, non saremmo andati a Sanremo».

Anche i look che ci avete regalato durante il Festival si sono fatti notare. Chi ha scelto i vostri abiti?
COLAPESCE: «Avevamo le idee chiare: volevamo uno stile “Miami Vice”, sgargiante, tipico degli Anni 80-90. Siamo riusciti a realizzarlo grazie a Giuseppe Magistro, uno stylist siciliano, e a Dolce & Gabbana che hanno disegnato apposta per noi gli abiti e gli accessori delle quattro serate».

Tanti vip sono impazziti per la vostra canzone. Chi vi ha stupito di più?
COLAPESCE: «Mi ha scritto un bel messaggio Jovanotti dicendo che era un pezzo che avrebbe voluto scrivere lui e che può fare bene a tante persone».
DIMARTINO: «Enrico Papi, che non conoscevo, ha fatto una storia sui social con il pezzo e mi ha fatto simpatia».

Voi come vi siete conosciuti?
COLAPESCE: «A Mazara del Vallo, Trapani, nel 2010: suonavamo nello stesso festival e io aprivo il concerto di Antonio, che era più affermato in zona… Dopo siamo rimasti tutta la notte a suonare. Un’amicizia molto spontanea».
DIMARTINO: «Negli anni a seguire ognuno ha fatto i suoi dischi, ma siamo rimasti in contatto e ci siamo incontrati diverse volte. Poi abbiamo iniziato a fare gli autori per la Sony e da lì è nato anche il nostro rapporto musicale».

E nel 2020 è uscito il vostro primo album insieme: “I mortali”.
COLAPESCE: «Da più di cinque anni lavoravamo insieme come autori per altri. Per una volta abbiamo voluto scrollarci di dosso questo ruolo e scrivere per noi».
DIMARTINO: «Prima ancora di fare un disco per interessi discografici, è l’amicizia ad aver reso possibile scrivere canzoni così personali insieme».

La musica, invece, quando è entrata nella vostra vita?
COLAPESCE: «Da sempre. Papà è batterista e con lui andavo ai concerti jazz già a 2 anni. Ma il primo a cui ho deciso di andare contro il suo parere è stato quello degli Iron Maiden a 11 anni».
DIMARTINO: «I miei genitori invece non sono amanti della musica. Il primo approccio con “lei” è stato quando mio padre ha comprato un lettore cd e per provarlo il commesso gli ha dato un disco di John Lennon: “Legend”. Da lì è partita la passione. Poi un giorno mio fratello maggiore ha portato un basso a casa dicendo che era più facile da imparare rispetto alla chitarra. Così imitando lui, che sognava di fare il musicista ma oggi è ingegnere, ho iniziato a suonare».

Cosa vi lega oltre alla musica?
COLAPESCE: «Varie cose: il mare, i film, i libri. Siamo consumatori culturali».
DIMARTINO: «Ci piace il mare, è vero. Ed entrambi amiamo i film di Woody Allen e Massimo Troisi».

Un difetto e un pregio dell’altro?
COLAPESCE: «Di Antonio ho sempre invidiato l’autocontrollo e la tranquillità che io non posseggo, mi innervosisco facilmente. Sono molto puntiglioso. Il difetto è che ha sempre una connessione scarsa, ma ultimamente è migliorato».
DIMARTINO: «Lorenzo è troppo preciso però questo è anche il suo pregio».

In cosa vi sentite siciliani doc?
COLAPESCE: «Il cibo è una grande passione, mi piace moltissimo cucinare, soprattutto il pesce, da buon siciliano. Il mio piatto preferito è la pasta alla Norma con le melanzane fritte, a pari merito con la pasta con le uova di riccio».
DIMARTINO: «In campagna faccio un ottimo olio, amo le sarde a beccafico e mi piace vestirmi elegante, stile Gattopardo».

Per finire, mi dite cosa provate a sentire il vostro brano ovunque? Radio, tv, social…
COLAPESCE: «Io non l’ho ancora sentito, forse perché le radio che ascolto io non lo trasmettono (ride)».
DIMARTINO: «Mi è capitato di vederlo in una trasmissione tv, ma è stata la prima volta che lo sentivo non dalle casse del mio computer».

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