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11 Aprile 2018 | 10:54

30 anni di Afterhours e Manuel Agnelli: un concerto magico a Milano

Il 10 aprile 2018, per la prima volta al Forum di Assago, Manuel Agnelli ha organizzato una vera e propria festa con molti dei musicisti che lo hanno accompagnato negli anni

 di Francesco Taranto

30 anni di Afterhours e Manuel Agnelli: un concerto magico a Milano

Il 10 aprile 2018, per la prima volta al Forum di Assago, Manuel Agnelli ha organizzato una vera e propria festa con molti dei musicisti che lo hanno accompagnato negli anni

Foto: Gli Afterhours  - Credit: © Ufficio stampa

11 Aprile 2018 | 10:54 di Francesco Taranto

Per celebrare i trent’anni di carriera, gli Afterhours hanno messo in scena una vera e propria festa al Forum di Assago (Milano), un concerto di più di tre ore e con oltre trenta brani suonati. È stata una serata magica, piena di diverse “prime volte”, a partire dal fatto che il gruppo guidato da Manuel Agnelli non aveva mai suonato in questa location e ha ottenuto subito il tutto esaurito in ogni settore. Già durante la scorsa estate la band aveva organizzato una serie di date celebrative, ma la serata di Assago (unica per il 2018) ha visto sfilare sul palco quasi tutte le formazioni degli Afterhours che si sono succedute negli anni.

Il concerto si apre con quattro brani tratti da «Germi», il loro primo album cantato in italiano uscito nel 1994, e il pubblico si scatena immediatamente nel riascoltare il rock di «Strategie», il bel ritornello di «Ossigeno» e la ballata «Dentro Marylin» che fu interpretata persino da Mina. Poi un salto direttamente all’ultimo album, «Folfiri o Folfox» del 2016, che la band ama ancora suonare e di cui vengono proposti diversi brani. Molti testi riflettono la recente scomparsa del padre di Manuel e lui stesso spiega come sia «un album che parla di cerchi che si chiudono e cerchi che si aprono, proprio come questo concerto è un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per qualcosa di nuovo».

La prima sorpresa della serata è il ritorno sul palco di Giorgio Prette, ex batterista storico del gruppo, con il quale la band esegue una bellissima versione di «Ballata per la mia piccola iena». Le emozioni proseguono con la ballata «Pelle», in una versione dominata dal pianoforte, e poco più avanti con una delle canzoni più famose degli Afterhours, «Quello che non c’è».

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Un anno orribile, il 1996

È soltanto il preludio a uno dei momenti più intensi della serata, quello in cui si riunisce la formazione che registrò «Hai paura del buio?», l’album della svolta per il gruppo. Agnelli introduce così la canzone «1.9.9.6.»: «Fu un anno orribile, stavamo per scioglierci, la mia ragazza mi ha lasciato e ho perso il lavoro». Poi però ecco il disco che cambia la carriera e la vita della band, tra cui spiccano, nella veste dal vivo, l’inno generazionale «Male di miele», la grinta feroce di «Rapace», il pop di «Voglio una pelle splendida» e la furia rock di «Dea».

Le sorprese non sono finite e infatti, dopo una lunga pausa, Agnelli compare sul palco accompagnato dai primissimi musicisti con cui fondò gli Afterhours. Le quattro canzoni eseguite sono, chiaramente, quelle del repertorio degli esordi in cui cantavano ancora in inglese, come il primo singolo «My bit boy» del 1987 e la ballata «Love on Saturday night». «Quando abbiamo scritto queste canzoni non avremmo mai pensato di suonarle un giorno qui…» dice Agnelli in uno dei tanti momenti in cui sembra quasi incredulo di festeggiare 30 anni di carriera in un palazzetto.

«Volevamo vedere gli After al Forum e l’unico modo è questo» dice ridendo quando la band compare, a sorpresa, in mezzo al pubblico nel secondo anello. Dall’alto, circondati dai fan, suonano in versione acustica «Bianca» e «Non è per sempre», due dei loro pezzi più “tipicamente pop”, la prima tra l’altro recentemente tornata in radio in duetto con Carmen Consoli.

Dopo il gran finale, tra cui spicca l’inno «Bye bye Bombay» cantato a squarciagola dal pubblico, tutti i musicisti protagonisti della serata si stringono in un lungo abbraccio. A turno, spontaneamente, indicano Agnelli come a sottolineare che loro hanno preso parte a questo progetto negli anni, ma il vero fulcro è sempre stato lui. E, anche se magari non se l’aspettava, si è meritato questa enorme festa nella sua città.

La scaletta

Dentro Marilyn
Strategie
Germi
Ossigeno
Il sangue di Giuda
Padania
Non voglio ritrovare il tuo nome
Cetuximab
Grande
Folfiri o Folfox
Ballata per la mia piccola iena
La sottile linea bianca
Il mio popolo si fa
Pelle
La vedova bianca
Riprendere Berlino
Quello che non c’è
Male di miele
Rapace
Voglio una pelle splendida
Bianca
Non è per sempre
How We Divide Our Souls
Il paese è reale
La verità che ricordavo
Bye Bye Bombay
Ci sono molti modi