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Ariana Grande a Torino: il concerto del conforto

Recensione, racconto e scaletta del «Dangerous Woman Tour» di Ariana Grande nella data del 17 giugno

18 Giugno 2017 | 03:42 di Alessandro Alicandri

Per un bambino o per un adolescente andare a sentire il proprio artista preferito è come diventare adulto per qualche ora. Figuratevi voi quando dopo l'attentato di Manchester del 28 maggio, i genitori e i bambini decidono non rovinare il rito di passaggio affidando le proprie creature, frutto di sacrifici e lacrime, nelle mani di chi deve tutelare la sicurezza di un concerto. Metterla soprattutto nelle mani di Ariana Grande che in qualche modo ci mette la faccia. Al Pala Alpitour di Torino il 16 giugno 2017, nessuno si è tirato indietro. Anzi, sono venuti tutti con uno spirito rivoluzionario che dovrebbe far notizia.

La nostra recensione del Tour 2015 a Milano

Vedere così tanti giovani ragazzi, alcuni accompagnati ma moltissimi no, ha dato un valore molto particolare all'ultima data europea del «Dangerous Woman Tour», ciclo di date che da febbraio 2017 sta girando in lungo e in largo i continenti portando il talento di questa artista statunitense nel mondo.

Il live ha una struttura palco semplice, con 10 ballerini, un repertorio tutto sommato ancora piuttosto ristretto, ma fa tanti passi in avanti rispetto alla sua ultima visita in Italia di due anni fa, dove era un'esordiente con un pubblico che la conosceva quasi più televisivamente che per la sua musica.

Oggi è cresciuto il suo pubblico e Ariana è cresciuta con loro, anzi, ha dato solidità a quello che aveva tra le mani. È una voce che cavalca brani difficilissimi con disinvoltura, è una ragazza che assorbe il bello del pop e della musica r'n'b del passato, usando la sua giovinezza e le sue doti canore per aggiungere valore e consegnarlo alle nuove generazioni. Gioca a essere sensuale ma mai fuori misura. Ma la cosa più bella di tutte è questa: dà a un pubblico giovanissimo brani di ottima qualità.

Per adesso la missione è compiuta. Oggi un vero fan conosce bene i confini nei quali si muove, accogliendo un genere che in Italia non venderebbe un album. Lei ci riesce perché è buona musica, immagine, social, empatia e immensa identificazione nella sua persona. In questo album e nel corrispettivo tour racconta l'età adulta con il suo nuovo bagaglio di necessità. Se prima giocava a fare la pin-up, oggi prova a essere una donna con maggiori consapevolezze e coraggio, scomodando lo scomodissimo tema del femminismo (per il quale lei non vede la necessità di etichette, nel bene e nel male).

Le quasi due ore di concerto vanno via veloci, in uno show diviso in capitoli come in un libro che racconta, tra un brano e l'altro, un percorso di crescita individuale dove l'unica costante è l'amore. L'abbigliamento di Ariana, un mix tra aderentissimo e oversize, racconta anche visivamente il momento di quella scoperta. Ariana non è più la Minnie cartoon di qualche anno fa, ma una giovane donna che come una farfalla, sta cercando di uscire dal suo bozzolo.

Quel passaggio da bambina prodigio e stella della scena pop internazionale si sente anche nel calore che offre dal palco. Ariana è uno strumento musicale perfetto con un solo grande difetto: fa fatica a esprimere sempre le proprie emozioni, anche quando canta. In alcuni brani quelle parole diventano una maschera, in altre, la mettono a nudo ed è lì che sprigiona tutta la sua potenza.

Durante «One last time», c'è una parte del testo che parla di una ragazza che nonostante la fine della sua relazione, chiede all'ex di stare vicini ancora una volta. Il testo dice, lo traduco subito: «Per l'ultima volta, voglio essere l'unica persona che ti accompagna verso casa». Non è facile cantare queste parole per chi è morto fuori da un suo concerto proprio in quegli attimi. È lì che ha versato le sue uniche lacrime del live, irradiando la platea con un'emozione indescrivibile a parole. I fan, consapevoli di questa difficoltà, hanno innalzato un cartello con su scritto. «Non ti arrendere mai. Sii forte».

Ariana che fa spinning, palloncini rosa che cadono dal cielo, ballerini di indubbio talento, brani di successo riarrangiati con le produzioni più accattivanti (anche se avremmo preferito un po' più di fedeltà alle originali). Dopo quell'unico grande momento di emozione, è come se il tempo si fosse fermato e le nostre menti fossero rimaste ferme a quell'istante. L'orologio è tornato a battere i secondi durante la cover di «Over the rainbow» in memoria delle vittime di Manchester. «Bellissima!» urlano i fan in ogni parte del palazzetto, mentre lei trascina l'asta del suo microfono nella penombra come Linus trascina la sua copertina uscendo di scena.

Ariana durante questo concerto non era triste, aveva solo bisogno di ricevere quintalate di affetto e restituire un senso di serenità. Pensavamo di aver messo fuori dalla porta del palazzetto quel fatto orribile e invece ha permeato una buona parte dello show. In un'atmosfera rispettosa, ogni singola persona ha dato il suo contributo perché questa serata così difficile, diventasse un abbraccio collettivo veicolato dalla musica. Se il terrorismo doveva imprimere paura, non c'è riuscito: ogni singola persona in quel luogo non aveva paura di morire, ma il timore che Ariana non capisse la nostra gioia nell'essere lì, nonostante tutto.

Per questo abbiamo cantato di più, per questo ci siamo scatenati più forte. Se in un mondo normale è l'artista che cura le nostre anime, in quello reale siamo stati noi a rimarginare le sue ferite. E non c'è cosa più emozionante di farlo quando sei una piccola fan, consapevole di tutto e di quanto il tuo ruolo lì in quel momento sia importante. Anche se non ce l'ha chiesto, Ariana aveva bisogno di noi e noi abbiamo risposto in un modo clamoroso.

Nei volti di quei ragazzi e di quei bambini che dopo il concerto hanno raggiunto le loro famiglie non c'era solo la soddisfazione per aver sentito l'artista del poster in cameretta, ma quella più nobile di averla aiutata, con un braccio teso o con il cuore in mano.

Scaletta e esibizioni migliori

Con un * segnalo le esibizioni più belle. 
Con due ** quelle fondamentali.

Be alright **
Everyday
Bad decision *
Let me love you

Knew Better Part II *
Forever boy
One last time **
Touch it *
Leave me lonely *

Side to side 
Bang Bang
Greedy **
Focus *
I don't care

Moonlight **
Love me harder *
Break Free
Sometimes
Thinking Bout You

Over the rainbow **
Problem
Into you

Dangerous Woman