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Beyoncé oltre l’immaginazione: recensione del Formation Tour

La data del 18 luglio 2016 è stata un trionfo. Vi spieghiamo perché con una lettera a lei dedicata

19 Luglio 2016 | 03:20 di Alessandro Alicandri

Qui tutti i look, le foto, i commenti e i momenti migliori del concerto di Beyoncé a Milano

Cara amica Beyoncé, ti scrivo (non mi leggerai, ma io un po' ci spero) perché sono venuto a vedere il tuo concerto allo Stadio San Siro di Milano e volevo dirti umilmente cosa ne penso. Sei pronta? Posso chiamarti Bey? Sono arrivato a casa all'una e mezza di notte e sto scrivendo mentre le tue note ancora risuonano nelle mie orecchie, non riuscivo a smettere di ricordarti mentre tornavo a casa: la scenografia, la sapiente scaletta, tu che balli più delle ballerine.

È da tanto tempo che aspettavo di rivederti dopo l'ultima volta nel 2013. Era tutto così diverso, eri così diversa tu e forse ero diverso anche io. Non sai quanto mi renda felice vedere una donna innamorata, ricca e felice che sente le crepe in una vita in apparenza perfetta e riesce a trovare la forza per mettere il Super Attak, trasformando tutto questo dolore in qualcosa di straordinario. Come fai? Perché tu ci riesci e io no?

Perché tu sei straordinaria, amica Beyoncé.

Questo palco sovrastato da uno schermo monolite di circa 20 metri di altezza e mutaforma è la scenografia più imponente vista in questi anni, almeno qui in Italia. In tre minuti, quando gli schermi iniziano a mostrarti un po' embrionale e un po' aliena e poi tante donne con cappello a tesa ampia arrivano sul palco, già mi sentivo gratificato e il cuore mi batteva all'impazzata. Perché il tuo concerto vibrava ancor prima di cominciare, perché le aspettative del pubblico erano altissime e perché sei riuscita in due ore a trasformare un concerto molto atteso dell'estate, in un concerto indimenticabile. Ti spiego perché?

È come se per tutto il live ti fossi vestita e spogliata, rivestita e denudata degli orpelli. Sono sicuro che l'hai fatto per spiegarci che il bello non risiede solo nelle grandi cose, ma anche in quelle semplici. Dalle grandi coreografie alla tua sola voce a cappella, hai dimostrato che non è l'alto budget il segreto del tuo successo, ma la capacità di abbracciare il tuo pubblico e portarlo dove vuoi. 

Hai portato grandi messaggi d'amore con un'autorevolezza presidenziale, ma non ti sei scordata di fare gli auguri a uno sparuto fan per il suo compleanno. Perché avevi 20 ballerine sul palco, i fuochi d'artificio, le passerelle mobili, un abito che costa come casa mia ma non ti sei dimenticata di guardarci negli occhi.

Grazie, grazie mille Bey perché in un concerto pop hai saputo valorizzare la tua band, rendendola non solo visibile ma protagonista. L'assolo di chitarra della bravissima Francesca "Simone" Boszormenyi è forse uno dei momenti indimenticabili del concerto. Valorizzare tutto è la tua ossessione, vero? La tua cura dei dettagli spaventosa non ti ha mai resa un robot: il tuo sudore e la tua forza sul palco hanno fatto centro un'altra volta. Tu «Slay», mica noi! Noi facciamo quello che possiamo.

La tua scaletta, ben bilanciata sugli ultimi 3 album (e non solo sull'ultimo, che adorabile segno di rispetto per il pubblico) non ha fatto mancare le hit di successo, viaggiando tra passato e presente con un'unica grande assente, «Single Ladies», un brano che senza timore di smentita, è il tuo brano più famoso in Italia e forse anche nel mondo. Ci è mancato ma ti perdoniamo: se non ci avessi fatto «Baby Boy» o quell'accenno a «Survivor» te ne avremmo comunque fatto una colpa.

In questi anni, amica Beyoncé, con noi tuoi fedeli hai condiviso tutto: la tua vita, le tue gioie e i tuoi dolori. L'hai fatto soprattutto attraverso la musica, che oggi più che mai in «Lemonade» è tempestata di dettagli, anche molto sottili da comprendere, dalla tua esistenza da bambina fino a oggi. E oggi non te la passi benissimo, diciamoci la verità. Ma quando una donna (o una qualsiasi persona) è accecata dalla rabbia, non può che tornare a vedere le cose in un modo diverso, vedendo colori che prima non c'erano. La tua poteva essere una carriera pop basata sul "facci ballare", ma oggi è qualcosa di più simile al cantautorato. Un cantautorato che racconta una vita di cui ci frega qualcosa.

Se sei felice te, figurati noi. Ma se tu non sei del tutto serena, noi ci uniamo a te e facciamo squadra e ti accompagnamo nel percorso di ricostruzione della tua felciità. «We get in formation» per l'appunto, come il bellissimo flashmob che hanno realizzato per te quei matti del fan club italiano. Perché noi ti siamo fedeli da quando ti truccavi eccessivamente al fianco delle altre due Destiny's Child. Sei così brava che non riusciamo a smettere di desiderarti da quasi 20 anni, di sentirti parte del nostro quotidiano. 

In risposta al nostro amore hai offerto più di 30 canzoni in scaletta con pochi tagli rispetto alle versioni originali (ne sentivamo davvero il bisogno, basta con i concerti compilation!), atmosfere musicali in continuo cambiamento e credibili, mentre la tua voce è talmente bella da non sembrare vera. Sei stata un sogno a occhi aperti, una gioia che arriva quando non hai mai una gioia, Nell'ultima parte del concerto, quando hai ballato sull'acqua trasformando il tuo palco in un parco acquatico di Gabicce Mare, avevo i brividi.

La verità è che vorremmo essere tutti un po' come te, Beyoncé. «Spaccare» come fai tu, nella vita e nell'arte.

Riesci a dare tutto quello di cui le persone hanno bisogno, facendo quello che ti pare e rimanendo irrimediabilmente pop. I tuoi schermi avevano un impatto visuale fortissimo, originale, del tutto narrativo. Le luci accecanti riportavano spesso gli occhi verso i maxi schermi in altissima definizione, offrendoci un'esperienza tanto crudamente live quanto magica nei suoi effetti speciali. Per non parlare dell'ascolto, molto sopra la media.

Non hai badato a spese, B, perché sei come una vera amica: chiedi molto ma dai tutta te stessa. Non come quella tirchia. Torna presto Beyoncé: in un mondo che ci pugnala alle spalle (tu ne sai qualcosa) per fortuna ci sei te che sei una garanzia di qualità. Come dice la nonna di Jay Z, lei sì donna saggia: «Mi hanno dato i limoni, ma ho preparato una limonata».

Quando torni saluta tutti a casa, ti vogliamo un gran bene. Ma bene davvero.

La scaletta di Milano - Formation World Tour

(Con un * le esibizioni più belle del concerto)

Formation / Sorry / Irreplaceable (a cappella) / Bow Down * / Run the world (Girls) * / Mine / Baby Boy / Hold Up / Countdown / Me, Myself and I * / Runnin' (Lose It All) * / All night / Don't Hurt Yourself * / Ring The Alarm / Diva * / Flawless / Feeling Myself / Yoncé / Drunk in love / Rocket / Daddy Lessons * / Love on top (a cappella) * / 1+1 / The Beautiful Ones (cover di Prince) * / Crazy in Love + Bootylicious / Naughty Girl / Party / Freedom * / Survivor / End of time / Halo *