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Bocelli porta l’Andrea Chénier al Teatro del Silenzio

Per questa tredicesima edizione, il tenore ha scelto l'opera a cui è più affezionato, la prima che abbia mai ascoltato e imparato da bambino

Foto: Andrea Bocelli

30 Luglio 2018 | 9:53 di Giulia Ausani

Dal 2006, nel cuore della campagna toscana esiste un teatro naturale tanto particolare quanto suggestivo. Arroccato tra le colline vicino a Lajatico, in provincia di Pisa, resta uno spazio silenzioso e inutilizzato praticamente per tutto l'anno, prendendo vita in occasione di un unico spettacolo annuale: quello di Andrea Bocelli, che ne è anche il presidente onorario nonché primo promotore della sua costruzione. 

Il Teatro del Silenzio è stato progettato proprio per animarsi solo una volta l'anno in occasione di uno spettacolo di Bocelli, che tra queste colline è cresciuto, mentre per gli altri 364 giorni non è altro che un'oasi naturale con un laghetto (il palco) tra le colline. Quest'anno però il Teatro del Silenzio raddoppia: la tredicesima edizione dell'evento infatti copre non una ma due serate (il 28 e 30 luglio) e porta in scena l'Andrea Chénier di Umberto Giordano, opera molto cara al tenore.

Si tratta infatti della prima opera che Bocelli abbia mai ascoltato e imparato nella sua vita, tanto da registrarne un'aria ad appena otto anni. «Fu una folgorazione», ha raccontato il tenore. «Ricordo ancora come corsi al vecchio giradischi, emozionato, e iniziai ad ascoltare. Una voce larga e vibrante, gonfia di sentimenti, andava dritta al mio cuore. [...] Quell’ascolto, quel turbine precoce di emozioni, quell’opera ha contribuito a segnare il mio futuro. E mi ha fatto definitivamente innamorare della lirica». 

Insomma, un'opera fondamentale per la vita e la carriera di Bocelli, che diretto dal maestro Steven Mercurio porta in scena un Andrea Chénier appassionato e tragico, infondendo ogni nota di un'intensa carica emotiva. L'opera, che ha debuttato alla Scala di Milano nel 1896, è un dramma che mescola amore e politica nel raccontare la vita del poeta Andrea Chénier e la sua relazione con Maddalena di Coigny (Sabina Cvilak) nella Francia della Rivoluzione. 

La regia è di Stefano Trespidi, che mette in scena uno spettacolo monumentale: l'enorme parete posteriore del palco è composta da pannelli semitrasparenti su cui vengono proiettati gli ambienti dell'opera come se si trattasse di uno schermo cinematografico, lasciando però intravedere il laghetto al di là. Al centro del lago svetta una rivisitazione della Pietà di Michelangelo ad opera di Gualtiero Vanelli, una scultura che si sposa perfettamente con il tema e i torni dell'opera, rendendo la messinscena ancora più d'impatto. 

Ma è soprattutto la cornice suggestiva del Teatro del Silenzio a rendere quest'Andrea Chérnier così indimenticabile: le colline toscane amplificano le voci degli artisti in scena e persino la luna - che sabato 28 aveva appena iniziato la sua fase calante ed era particolarmente grande e luminosa - sembra stare lì a guardare. Non è quindi un caso che arrivi gente da tutto il mondo per assistere allo spettacolo. Dopo il tutto esaurito della prima, lunedì 30 si replica. Poi tra le colline tornerà a regnare il silenzio. Almeno fino al prossimo anno. 

L'esperienza è particolarmente intensa per i fan del tenore perché Bocelli è cresciuto proprio a Lajatico, precisamente nella frazione di La Sterza. E qui infatti si trovano anche la Cantina Bocelli, dove viene prodotto il suo vino, e le Officine Bocelli, ristorante sorto nei locali che un tempo ospitavano la vera officina meccanica della famiglia Bocelli. 

Anche la casa dove è cresciuto è dietro l'angolo, accanto alla tenuta con i suoi cavalli. Ci abita ancora sua madre, Edi Aringhieri, capace di incrociarti per strada e invitarti a fare un giro dentro, guidandoti di stanza in stanza - dal salone allo studio dove Bocelli studiava - tra foto di famiglia e opere d'arte che colleziona. «Ero incinta quando ho iniziato a stare male», ha raccontato dopo aver mostrato una poesia incorniciata dedicatale dal figlio. «I medici mi consigliarono di abortire perché sapevano che il bambino non sarebbe nato del tutto sano, ma io me ne sono fregata e sono andata avanti». E adesso suo figlio è il cantante lirico più famoso del mondo.

Se il Teatro del Silenzio dopo lunedì si fermerà, lo stesso non si può però dire per Bocelli: il tenore, che il 22 settembre compirà sessant'anni, è impegnato in un tour mondiale e l'otto settembre si esibirà all'Arena di Verona. Il 26 ottobre invece uscirà il suo nuovo album di inediti, «Sì», già preceduto dal singolo «Qualcosa più dell'oro».