Home MusicaConcertiCCCP: a Roma un concerto per i 25 anni dell’ultimo disco

CCCP: a Roma un concerto per i 25 anni dell’ultimo disco

Al RomaEuropa Festival dell'Auditorium Parco della Musica si celebra il gruppo punk emiliano con uno show dedicato a “Epica Etica Etnica Pathos”, ultimo capitolo della loro discografia

Foto: Massimo Zamboni e Angela Baraldi dei CCCP, in concerto nel 2012  - Credit: © SplashNews

27 Novembre 2015 | 19:43 di Lorenzo Di Palma

Dopo 25 anni è tempo di celebrazioni anche per i CCCP - Fedeli alla linea (poi divenuti C.S.I.), la band punk rock “seminale” di Reggio Emilia, considerata all’unanimità tra le più importanti e influenti nell'Italia degli anni Ottanta. I 25 anni sono infatti, quelli passati dall’uscita del loro ultimo disco, Epica Etica Etnica Pathos, a cui sarà dedicato un concerto, stasera - venerdì 27 novembre – nell’ambito del RomaEuropa Festival dell'Auditorium Parco della Musica della Capitale.

Un concerto che vedrà riuniti, per l’occasione, i membri originali del gruppo, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Giorgio Canali, Ginevra Di Marco e Angela Baraldi ma non, purtroppo, Giovanni Lindo Ferretti e la "Benemerita Soubrette" Annarella Giudici.

Con loro suoneranno i brani del disco molti esponenti del mondo “indie” italiano come Le Luci della Centrale Elettrica, Lo Stato Sociale, Brunori Sas, Appino, Max Collini (degli Offlaga Disco Pax) e Francesco Di Bella dei 24 Grana.

“Tutto lo sporco degli anni ’90 con la tecnologia degli anni ’70”, recitavano le note di copertina di Epica Etica Etnica Pathos, disco registrato nel 1990 in presa diretta nella casa colonica settecentesca Villa Pirondini, nella campagna reggiana, da una formazione che comprendeva Gianni Maroccolo (ex Liftiba), Francesco Magnelli, Ringo De Palma e il tecnico del suono Giorgio Canali.

L’album, come si suol dire,  all’indomani del crollo del muro di Berlino, segnava la fine di un'epoca e anche dei CCCP che presto divennero i nuovi C.S.I. che oltre a essere l'acronimo di “Consorzio Suonatori Indipendenti” è un evidente riferimento ai cambiamenti avvenuti nell'ex impero sovietico. Un “canto del cigno” che però non ha mai smesso di influenzare generazioni di musicisti “non allineati”.