Home MusicaConcertiThe Chainsmokers, il concerto a Perugia: show di laser e coriandoli

The Chainsmokers, il concerto a Perugia: show di laser e coriandoli

Dopo i Massive Attack, nel pieno della rassegna di Umbria Jazz irrompe la musica del duo statunitense: ecco perché dal vivo sono uno spettacolo

Foto: The Chainsmokers  - Credit: © Facebook ufficiale

18 Luglio 2018 | 17:30 di Giulia Ciavarelli

«Questo posto non è reale» scrivono sui social The Chainsmokers al loro arrivo a Perugia, dove è in corso l’Umbria Jazz. Fino al 22 luglio, infatti, è in scena la rassegna che per la sua quarantacinquesima edizione ha ideato un cartellone con nomi importanti del genere: dall’inaugurazione con Quincy Jones a Gilberto Gil, Stefano Bollani, Benjamin Clementine, David Byrne, Gregory Porter e i Massive Attack.

Lontani dallo scenario appena presentato, Andrew Taggart, 27 anni, e Alex Pall, 32 anni, sono le star più attese e forse quelle che, appunto, si discostano dall’immaginario più classico del mondo jazz. Ma non è un male: il pubblico proviene da tutta Italia, molti a Perugia per la prima volta e tanti giovanissimi che approcciano solo ora ad un festival del genere. A pochi mesi di distanza dall’ultima data di Bologna, la coppia di dj newyorkesi inserisce nel calendario fitto di eventi anche l'unica tappa italiana di quest'estate nella splendida cornice dell'Arena Santa Giuliana, al centro di Perugia.

Il clima è quello del grande evento perché i Chainsmokers sono diventati gli artisti pop di maggior successo degli ultimi anni: la loro svolta nel mondo EDM è avvenuta nel 2014, le loro canzoni viaggiano velocemente e fanno innamorare le radio, comprese quelle italiane, con un sound che unisce pop ed elettronica. Tra gli esempi delle hit globali c'è in prima linea «Closer», la collaborazione musicale con Halsey rimasta dodici settimane in cima alla classifica Billboard Hot 100 e, secondo una lista pubblicata nel 2017, seconda tra le canzoni più ascoltate di sempre su Spotify. Non dimentichiamo «Something just like this», una hit costruita accuratamente con Chris Martin e consegnata alle radio di tutto il mondo.

«Ciao Perugia, noi siamo i Chainsmokers»: Alex e Andrew si presentano ad inizio show in un’Arena che non registra il tutto esaurito ma che fa sentire la propria voce durante il live durato circa un’ora e mezza. Due LED ai lati, una lunga consolle pronta a trasformarsi al ritmo di ogni canzone e uno spettacolo di luci ed esplosioni di fuoco: è uno show, sin dai primi minuti, visivamente molto accattivante.

In un trionfo di piccoli spettacoli pirotecnici, il ledwall alle loro spalle aiuta le esibizioni raccontando graficamente la storia di ogni brano con immagini virtuali, quasi fantastiche. Al contrario di alcune apparizioni televisive, sul palco non c’erano altri strumenti se non quelli strettamente necessari per la performance: la scena è sempre in costante movimento e, in un set senza sosta, Alex fermo a remixare mentre Andrew canta e si rivolge direttamente ai fan in prima fila. È raro vedere il pubblico distratto, anche chi balla non riesce a distogliere lo sguardo da quello che succede in scena.


Lo show parte con «Inside out» e una cascata di fuochi e coriandoli, che conquistano un pubblico che ripone nel duo grandi aspettative. Alex e Andrew vanno oltre i successi commerciali e vestono le loro canzoni di remix nuovi e coraggiosi, dove aumentano la velocità dei bit come nel caso di «Something just like this». «Vorrei celebrare questo momento anche se Chris Martin purtroppo non è qui per cantare» scherzano, prima di eseguire uno dei brani che li ha resi noti anche al pubblico dei Coldplay. Arriva «Paris», la sua architettura sonora così memorabile sarebbe piaciuta anche agli artisti jazz che in questi giorni hanno invaso la città umbra.

In un perfetto equilibrio di illuminazioni ipnotiche, l’universo americano del duo americano prende forma con le hit dell'album di debutto «Memories…do not open», da «Don’t let me down» a «Roses», fino alle nuove «Sick boy» e «Everybody hates me». «Zombie»,«We will rock you», «Hide and seek», «Yellow», «We found love» e «What is love» sono invece i diversi mondi musicali che sfilano uno dopo l’altro e si arricchiscono di interessanti dettagli sonori. È chiaro che se fino a qualche anno fa i The Chainsmokers erano due ragazzi curiosi di capire il funzionamento dell’industria musicale, ora bisogna dargli atto che, nel bene o nel male, ci sono ampiamente riusciti.