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I Coldplay a Milano, la recensione e la scaletta del concerto

Recensione, scaletta e esibizioni migliori del «A head full of dreams» Tour 2017 che ha portato la band in Italia a luglio

04 Luglio 2017 | 01:52 di Alessandro Alicandri

«Ti darò quello di cui hai bisogno». È una strada, non per forza quella giusta, ma è quella scelta dai Coldplay, la band che negli ultimi 15 anni ha conquistato il mondo. Con il tempo Chris Martin e il resto della band hanno costruito un «formato» abbracciando il grande pubblico, uno schema d'azione che il gruppo non solo ha mantenuto nel tempo. Il 3 luglio 2017 a San Siro l'hanno amplificato all'ennesima potenza.

Mantenere le stesse intenzioni cambiando le canzoni non è un disvalore perché ci provano in tanti e farlo con successo è praticamente impossibile. Devi avere un'identità che tante band pop-rock cercano da una vita con mille tentativi senza trovarla mai.

Il pubblico dei Coldplay oggi si divide tra chi li ascolta e chi li odia. Almeno fino al 2011 la critica, senza strapparsi le vesti, li stimava per la loro capacità di essere «agili», nel muoversi tra il popolare e il ricercato, tra l'ambizioso e il «c'è ancora molto da fare». Hanno di fatto creato delle tendenze, inseguite più o meno maldestramente da molti altri artisti, anche italiani.

Ma se una formula andasse bene per tutti, sarebbero tutti i Coldplay.

Questo «A Head Full of Dreams tour» nel corso dell'estate si avvicinerà rapidamente a un centinaio di date e vi assicuro si vede: è un concerto ben rodato che però a sopresa non ha perso l'anima come spesso succede quando si gira senza sosta tutto il pianeta. Dalla scaletta alla gestione del palco, ogni aspetto di questo concerto è fatto di grandi cose semplici e piccole cose complesse, dai vistosi fuochi d'artificio fino alle particolari proiezioni sul palco che in alcuni casi non erano semplici effetti visivi ma delle ipnotiche opere d'arte.

Quel divario tra ieri e oggi che si sente tanto nel chiacchiericcio dei social, nel live non prende corpo. Il repertorio per migliaia di persone presenti è sullo stesso piano, che canti «The scientist» o «Something just like this», l'entusiasmo non cambia. Nelle due ore e mezza di scaletta, si muovono tra tre diversi palchi mostrando tutte le loro dimensioni: da quella più intima dove in acustico suonano «vicini vicini» in un palco di tre metri quadri fino a quella più ampia dove raccolgono tutto lo stadio in un abbraccio.

Il resto, è ciò al quale siamo già da tempo abituati. Colori, clamore, coriandoli, Chris Martin con quella maglietta sempre un po' troppo corta e un po' troppo stretta per essere nel 2017, i pianti garantiti su «Fix you», lui che si butta a terra come se fosse a casa sua, i braccialetti per tutti con le lucine che alla fine in pochi restituiscono. È esattamente quello che volevi, come la formula della tua bibita preferita. Una bibita che vorresti non finisse mai.

Mentre il mondo si divide incerto se il loro futuro sarà sempre più concettuale o sempre più smaccatamente pop, loro giocano prima a confonderci le idee e poi a riportarci nei live dove tutta questa confusione percepita, semplicemente non esiste.

Durante «Viva la vida» è salito il produttore e violinista Davide Rossi, mentre sul finale Apple e Moses Martin, figli del cantante e di Gwyneth Paltrow, sono saliti sul palco con tre loro amici per i cori di Up&Up. 

È stato quindi un concerto collaborativo e partecipativo (dall'introduzione in lingua italiana da parte di tre fan, fino al brano "Us against the world" scelto dalla community), con il pubblico delle grandi occasioni, pieno di adorabili sbavature e piccole interruzioni (per motivi di riprese e per chiedere al pubblico di non usare il cellulare durante «Charlie Brown» saltando a più non posso), rimanendo comunque inattaccabili sotto ogni aspetto. C'è del perfezionismo ma anche l'ossessiva volontà di non voler sembrare dei robot.

La band «motivazionale» per eccellenza ha ridato ai suoi presenti ogni singolo centesimo speso in spettacolarità e restituito tutto con gli interessi in emozioni. Ad un certo punto inizi a credere che il mondo sia un luogo bellissimo e senza oscurità. Magari quella sensazione durerà pure due ore, ma saranno state le due ore più belle della tua vita. Non è forse lì che ti deve portare la musica?

Sono trascorsi 8 mesi esatti dalle prevendite e dalle polemiche che le hanno accompagnate, ma finalmente i Coldplay sono arrivati a Milano e stasera replicheranno con la seconda data allo Stadio San Siro. In occasione di questo doppio evento da sogno, Sorrisi propone ai fan una raccolta imperdibile.

Il 14 luglio esce in digitale e streaming «Kaleidoscope» il nuovo Ep dei Coldplay, il quale arriverà poi in cd e vinile dal 4 agosto. L'opera è composta da cinque brani: All I can think about is you, Miracles (Someone Special) con Big Sean, A L I E N S, Something just like this (con i Chainsmokers) e Hypnotised.

I coldplay con Sorrisi

Da martedì 4 luglio in edicola con Tv Sorrisi e Canzoni e Donna Moderna, una collezione speciale dedicata ai Coldplay: la discografia completa della band, dai tempi di Yellow a successi recenti come A Head Full of Dreams. In programma 10 uscite con i 7 album originali più altri 3 CD+DVD di live che saranno tutti in DIGIPACK: i singoli usciranno al prezzo di ?9,99 e i doppi a ?12,99 (prezzo rivista esclusa).

Scaletta e esibizioni migliori

Con un asterisco * segnalo le esibizioni più belle, con due quelle imperdibili **

A head full of dreams *
Yellow 
Every teardrop is a waterfall **
The scientist *
God put a smile on your face
Paradise **

Always in my head
Magic *
Everglow **

Clocks
Midnight
Charlie Brown *
Hymn for the weekend **
Fix You **
Viva la vida **
Adventure of a lifetime


In my place *
Don't Panic
Us against the world **

Something just like this
A sky full of stars
Up&Up *