“DallarenaLucio”, conducono Carlo Conti e Fiorella Mannoia

Dall’arena di Verona una serata dedicata al grande artista. I colleghi lo ricordano cantando alcune delle sue canzoni più belle

2 Giugno 2022 alle 08:39

Nell’incantevole scenario dell’Arena di Verona, Carlo Conti e Fiorella Mannoia conducono “DallarenaLucio”, uno speciale, co-prodotto da Ballandi e Friends&Partners, in onda il 3 giugno su Rai1 e dedicato a Lucio Dalla a dieci anni dalla morte. «Non sarà una commemorazione ma una grande festa dove una serie di cantanti staranno insieme per raccontarci il loro Dalla e interpretare un suo successo» ci anticipa Conti. «Sarà un evento unico, perché non è stato semplice radunare così tanti artisti». Così come non è stato facile chiedere a ognuno di loro di dedicarci un pensiero o un ricordo sul cantautore bolognese.

Comincia Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che ci spiega come la musica sia in grado di salvare altra musica: «L’ho imparato sulla mia pelle il 1° marzo 2013. Esattamente un anno dopo la morte di Lucio Dalla e due mesi dopo la morte di mio padre. Quando ho perso mio padre, ho pensato che non sarei più riuscito a tornare alle mie cose, alla mia musica, a quello che ero prima che quel dolore mi divorasse. Qualcuno mi disse che avrei dovuto trovare la forza. Quel qualcuno erano alcune tra le canzoni più belle di Dalla. Solo la gioia che cantarlo mi ha sempre dato poteva farmi ricordare quella più grande, di continuare a essere un figlio, per sempre».

I ragazzi di Il Volo, Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble ricordano che proprio all’Arena lo incontrarono per la prima volta: «Eravamo molto giovani e ci stavamo scaldando la voce in corridoio, lui ci vide e sfidò Ignazio all’acuto più alto. Era geniale, passionale, divertente, un grande artista. Naturalmente vinse Lucio!».

Felicissimo di partecipare a questa serata è Francesco Gabbani: «Essendo un cantautore non posso esimermi dal guardare alla sua opera con ammirazione e dal considerarlo una fonte di ispirazione». Anche Fabrizio Moro ha per lui parole di grande stima: «È stato un grande innovatore. Ci mancherà per sempre». Gli fa eco Arisa: «Lucio è stato un’ispirazione per me. L’ho frequentato poco, ma quando è capitato è stato magico. Un essere grande, intuitivo, colto, innamorato del genere umano e con la curiosità di un bambino».

Della stessa idea è Ermal Meta: «Lucio era come il mare. Profondo, misterioso, cullante. La sua scrittura è intrisa delle vite di tutti noi». Tommaso Paradiso va sul filosofico: «Ho sempre visto Dalla come un socratico che dirotta gli uomini laici verso la fede e l’ultraterreno, e porta gli uomini attenti all’aldilà a fare i conti con la dura realtà, a giocare con la vita, a tirare fuori le passioni, a prendere dimestichezza con il sesso, con la carne e con il vizio». Noemi ne loda la poesia e confida: «La cosa che mi manca più di lui è l’ironia che metteva nelle sue canzoni, il fatto che in pezzi in apparenza molto leggeri come “Ciao” ci fosse sempre una piccola critica. E poi il suo gusto per lo show e l’amore per il pianoforte».

Anche Brunori Sas è un suo fan: «Tra i grandi, rimane il più grande. Musicista spiazzante, compositore e paroliere sopraffino. Ironico, giocoso, aristocratico e popolare al contempo. Bambino birbante e uomo saggio. Tra i pochissimi in grado di maneggiare alto e basso al contempo. E con in più una dote assai rara, la compassione. Sono davvero felice di poter partecipare a questa celebrazione». Come lo sono La Rappresentante di Lista: «Per noi è un onore omaggiare questo incredibile artista. La scrittura di Dalla così visionaria e poetica è stata da sempre fonte di ispirazione». Alessandra Amoroso ha tanti ricordi “indiretti”: «Lucio ha sempre fatto parte della mia vita e di quella dei miei genitori. Ricordo i viaggi e le gite in barca a Otranto con la mia famiglia, ricordo il mio primo “Canta tu” con le cassette e all’interno c’era “Attenti al lupo”: come mi piaceva cantarla!».

Fra i tanti che l’hanno conosciuto bene c’è Marco Masini:«Lucio mi ha dato la più grande soddisfazione della mia vita professionale perché mi disse una frase forse un po’ esagerata: “Caro Marco, dopo di me tu sei il cantante più bravo in Italia”. Erano gli Anni 90: mi diede un’energia e una forza incredibili». Pierdavide Carone di “Amici” con Dalla è perfino andato a Sanremo: «Per me ha rappresentato il passaggio dall’inizio della mia carriera a un punto di svolta che tenesse in considerazione popolarità e qualità». Anche Tosca lo ricorda con gratitudine: «Ero una giovanissima artista quando lo conobbi e subito scoprimmo che il nostro comune bisogno di indipendenza ci avrebbe unito tanto quanto separato. Il mio rimanere artista, e donna, indipendente è dovuto soprattutto a quell’incontro».

Per Gigi D’Alessio la sua perdita ha lasciato un vuoto: «Di Lucio manca tutto: l’uomo e l’artista. Un essere umano immenso che per me era una persona di famiglia. Lui è stato fra i primi a incoraggiarmi agli inizi della mia carriera e il suo amore sviscerato per Napoli ci ha ancora più affratellato».

Ornella Vanoni invece lo ricorda così: «La prima volta che ho sentito Lucio ho capito che dietro c’era un immenso talento. Mi ha sempre ringraziata per avergli detto: “Lucio, se continui a divertirti non arrivi da nessuna parte”. Tutta quell’intelligenza e quel talento me lo hanno sempre fatto apparire bello». Chi è stato tanto al suo fianco è Ron: «Abbiamo scritto belle canzoni insieme, io facevo la musica e lui ci metteva le parole sopra. Lui in studio era talmente convinto di quello che proponeva che era praticamente impossibile opporsi. Finiva sempre con una risata e una tagliatella sui colli bolognesi».

Anche Samuele Bersani lo conosceva davvero bene: «Ho avuto la fortuna di averlo come amico per vent’anni e con i miei occhi ho visto la grandezza della sua immaginazione. Non ho mai incontrato una persona così curiosa degli altri». L’ultima parola la lasciamo a Gaetano Curreri degli Stadio: «Caro Ragno, ti scrivo così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò... Quando penso a te, penso alla tua genialità, alle tue grandi intuizioni e a quanto mi hai insegnato, ma soprattutto penso che sei il più grande “figlio di ...” che ho conosciuto in vita mia».

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