Home MusicaConcertiEros Ramazzotti in tour: «E dire che da ragazzo avevo paura dell’aereo…»

Eros Ramazzotti in tour: «E dire che da ragazzo avevo paura dell’aereo…»

Il cantante ci racconta la sua nuova avventura internazionale: per festeggiare 35 anni di carriera si è regalato 84 concerti in 33 Paesi. Viaggerà dall’Europa al Sudamerica, dall’Asia agli Stati Uniti. «E dire che da ragazzo avevo paura dell’aereo...»

Foto: Eros Ramazzotti ha esordito a Sanremo nel 1984 con “Terra promessa”. Quest’anno è stato al Festival come ospite con Luis Fonsi. Il suo ultimo album è “Vita ce n’è”  - Credit: © Julian Hargreaves

11 Aprile 2019 | 8:30 di Giusy Cascio

La prima cosa da chiedere a Eros Ramazzotti in questa fase della sua vita è: «Dove ti trovi?». Sì, perché per festeggiare i 35 anni di carriera, dopo aver pubblicato il 15° album in studio “Vita ce n’è”, il cantante si è regalato un tour mondiale di oltre 80 concerti che durerà fino alla fine dell’anno.

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Partito a febbraio dal tutto esaurito alla Olympiahalle di Monaco di Baviera, in Germania, ha appena concluso la prima parte italiana dei live. Ora è in giro per l’Europa e poi approderà Oltreoceano: il 24 aprile sarà a Miami, la città del caro amico Luis Fonsi, con cui ha duettato in “Per le strade una canzone”, diventato subito un successo internazionale.

Eros, 84 concerti in 33 Paesi è un record. Come fa a reggere un impegno di questa portata?
«Ci vuole il fisico. Se non regge quello, non regge nulla. Ma anche la testa è fondamentale: io penso al fatto che tra metà aprile e metà maggio avrò una pausa di tre settimane. Così, psicologicamente, ci sto dentro».

Segue una dieta? Fa ginnastica?
«Quando sono in giro è dura resistere alle tentazioni. Se c’è la cioccolata in hotel che fai, non la mangi? E due ore prima dei concerti mi faccio un etto di pasta, infatti ho preso cinque chili. Mi pesa non seguire la mia vita regolare: portare i figli a scuola, la palestra...».

Qual è la prima cosa che controlla in una stanza d’albergo?
«Tende, finestre e tapparelle, direi. Per dormire bene ho bisogno che la stanza sia silenziosa e che ci sia buio assoluto, altrimenti alle prime luci dell’alba mi sveglio. Ma non ho capricci da rockstar, basta che in camera ci sia tanta acqua da bere. Sono uno normale, come tutti».

Come tutti noi, anche lei colleziona i campioncini di shampoo e le pantofole degli hotel?
«No, io prendo gli accappatoi. Non li rubo... (ride), li compro. Ne ho tanti ormai, ho la casa invasa. Ma sono un souvenir delle catene di alberghi che preferisco, quelle con un ottimo servizio. Ultimamente sono stato bene in un hotel di Zurigo, un’accoglienza meravigliosa».

In Svizzera lei è molto amato e il suo ultimo disco è arrivato al primo posto in classifica.
«Lì mi considerano uno di famiglia, come in Austria».

Per non parlare della Germania...
«Nel pezzo “Per il resto tutto bene” ho duettato con Helene Fischer, che da loro è popolare come Vasco Rossi da noi».

I tedeschi che studiano l’italiano lo imparano con i suoi pezzi.
«Ce n’è da scoprire, allora! Ma il pubblico in Germania è attento ai temi importanti. Durante i concerti proietto un “albero della vita”, mostro dei video per sensibilizzare sull’enorme quantità di plastica che disperdiamo nei mari. La questione ambientale mi sta a cuore, riguarda il futuro dei nostri figli».

Foto: La scenografia dei concerti si apre con l’immagine dell’albero della vita, simbolo di buon auspicio, che Eros ha anche scelto di tatuarsi sul braccio per portare sempre con sé la sua famiglia - Credit: © Julian Hargreaves

Quindi Greta Thunberg, l’attivista svedese di 16 anni che si batte contro i cambiamenti climatici, le sarà simpatica.
«Molto».

Si esibirà a Stoccolma il 30 ottobre, potrebbe invitarla sul palco.
«È un’idea. Ammiro i popoli dei Paesi del nord, perché lì c’è rispetto per le regole e per il prossimo».

In autunno lassù farà già freddissimo. Ce l’ha un maglione a collo alto da mettere in valigia?
«Sono equipaggiatissimo per quando passo di botto da 20 gradi a -5. In valigia ho sempre calze da calcio di spugna, felpe e due giacche: una pesante per la sera e una più leggera per la mattina. E vari copricollo per proteggere la gola».

Fra tutti i posti in cui è stato, quale l’ha colpito in modo particolare?
«Sa, in tour faccio una vita monacale, non da turista. Non riesco spesso a visitare il centro o i musei. Ma di recente mi è successo a Madrid: i dipinti del Prado mi hanno conquistato».

In quali città “Vita ce n’è”?
«A Barcellona, cosmopolita e aperta. E a Parigi, incasinatissima di traffico (ride). Il tragitto dall’aeroporto al centro non finiva più».

Era curioso di scoprire il mondo fin da ragazzo?
«Al massimo andavo da Cinecittà a San Giovanni (ride). E avevo paura dell’aereo: all’inizio della carriera viaggiavo da Roma a Milano in cuccetta, in treno».

È vero che i suoi genitori quando lei era piccolo volevano emigrare?
«Sì, nel 1972 pensavano di trasferirsi a Perth, in Australia. Di quello sì che ero curioso: capire come sarebbe stato vivere dall’altra parte del pianeta».

Chissà che emozione suonare lì la prima volta... Una rivalsa?
«Rivalsa no, non mi appartiene. Ma ho capito che non sarebbe stato il posto giusto per i miei genitori: le abitudini e lo stile di vita sono troppo diversi».

C’è un posto lontanissimo che sente vicino al suo modo di essere?
«L’Argentina. Gli argentini sono gli italiani dell’America latina. Ma sto bene anche in Messico e in Brasile: sono felice di suonare per la prima volta a Rio de Janeiro il 2 giugno».

Nella sua formazione artistica ha influito la musica sudamericana?
«Io la musica l’ho masticata un po’ tutta. Led Zeppelin, Deep Purple, Santana, i Genesis. E i grandi cantautori italiani come Lucio Dalla... un genio».

Mastica anche le lingue straniere?
«Sono un ragazzo del ’63, l’inglese non lo so. Canto bene in spagnolo, ma quando lo parlo ci infilo qualche errore. Però le basi le ho, mi faccio capire».

Ha un taccuino di viaggio in cui annota pensieri o spunti per canzoni?
«Se avessi avuto questo “vizio”, avrei scritto già 10 libri! Durante i miei spostamenti non ho folgorazioni o ispirazioni. Ricordo però che “Musica è” nacque durante un tour europeo. L’ho scritta con Piero Cassano e Adelio Cogliati, che purtroppo è venuto a mancare da poco».

Qual è il brano del suo repertorio più famoso a ogni latitudine?
«Se la giocano “Un’altra te” e “Più bella cosa”».

Lei è un ambasciatore del “Made in Italy”.
«Con orgoglio. Porto nel mondo la nostra professionalità, la nostra visione dell’amore».

All’estero non le manca l’Italia?
«Mi manca la mia famiglia».

Infatti il 17 maggio, il 2 agosto e il 5 dicembre non terrà concerti. E non ha cantato neanche il 14 marzo. Date che suonano “familiari”.
«Esatto, sono i compleanni di Marica (Pellegrinelli, sposata con Eros dal 2014, ndr), e dei miei figli Aurora, Raffaela Maria e Gabrio Tullio. Quei giorni lì non lavoro, ha programmato tutto mia moglie. Peccato che non sia riuscito a spuntare la stessa regola per le partite della Juve».

Ma come? Niente Ajax-Juventus?
«No, cavolo. E pensare che ero ad Amsterdam il 3 aprile, però ho fatto subito i bagagli. Ora mi aspettano Ginevra, Lipsia, Vienna, Guadalajara...».

Dopo Brasile, Argentina, Canada e New York, d’estate torna “a casa”

Foto: Ramazzotti ha venduto oltre 60 milioni di dischi nel mondo. Per questa tournée ha al seguito una band internazionale di otto musicisti e una squadra di 80 persone - Credit: © Julian Hargreaves

Dopo aver attraversato Francia, Spagna, Svizzera, Belgio, Olanda, Inghilterra, Germania e Austria, Eros partirà a maggio per il Messico e poi sarà a Panama, in Brasile, Cile, Argentina, Canada e sul prestigioso palco del Radio City Music Hall di New York, che aveva già calcato nel 1991. Il tour tornerà poi in Europa e lo rivedremo da noi quest’estate. A seguire, dopo altre tappe, tra cui Russia, Danimarca, Svezia e Slovenia, l’artista tornerà “a casa”, in Italia a fine 2019. Qui di seguito trovate le date italiane del “Vita ce n’è World Tour” già fissate:

16 luglio Lucca - Lucca Summer Festival
18 luglio Nichelino (TO) - Stupinigi Sonic Park
3, 4 e 6 agosto Taormina (ME) - Teatro Antico
10 agosto Santa Margherita di Pula (CA) - Forte Arena Village
11, 12 e 14 settembre Verona - Arena di Verona
26 novembre Bolzano - PalaOnda
29 novembre Rimini - Rds Stadium
3 dicembre Ancona - Pala Prometeo
6 dicembre Eboli (SA) - PalaSele
14 dicembre Firenze - Mandela Forum
17 dicembre Livorno - Modigliani Forum

Informazioni su date e biglietti www.ramazzotti.com oppure www.vertigo.co.it.