Home MusicaConcertiFrancesca Michielin: il coraggio del «2640 Tour»

18 Marzo 2018 | 01:41

Francesca Michielin: il coraggio del «2640 Tour»

Racconto, recensione e brani più belli del nuovo ciclo di date dell'artista

 di Alessandro Alicandri

Francesca Michielin: il coraggio del «2640 Tour»

Racconto, recensione e brani più belli del nuovo ciclo di date dell'artista

 - Credit: © Francesco Prandoni

18 Marzo 2018 | 01:41 di Alessandro Alicandri

Francesca Michielin sembra un gatto: ha solo 23 anni, ma cresce più veloce di noi umani. Il 17 marzo 2018 è tornata al Fabrique di Milano per inaugurare il suo «2640 tour». Lo fa consegnando sul palco quello che ha sempre portato sulle spalle: se stessa. Non era considerato un valore da tanti ma è un investimento sul futuro che oggi sta portando i frutti. 

Ha un repertorio bello Franceschina, specie quello di «2640» che è l'album più bello della sua giovane carriera. È un giro nel «fantastico casino» della sua persona, rivoluzionario nella scelta di non inseguire gli schemi e ostinarsi a voler essere creativi vivendo il presente, una delle forme più affascinanti del futuro. I suoi mille ascolti musicali, la sensibilità per il mondo che la circonda, quel suo essere nerd, lo spirito bambino: su quel palco in quasi due ore abbiamo sentito e visto tutto di lei.

Il «2640 tour» è un film in 3D. La quarta dimensione è il suo animo gentile e lo spirito rock.

Belli gli arrangiamenti rinnovati dei suoi brani più famosi del passato: senza stravolgerli ha riportato tutto quello che ha fatto ieri all'oggi. Il suo è un palco semplice, senza schermi e grafiche per riportare l'attenzione sull'artista e meno sulle sue "emanazioni". In poco meno di due ore ha dato vita a un concerto soffice, coloratissimo, luminoso e emozionante.

Di questo spettacolo non dimenticheremo la sua cover di «Monster» di Kanye West, con un rappato in italiano audace, le parole di «Alonso» e quel finale a sorpresa. Quando più della metà del pubblico era già andata via, ha intonato senza microfono e con chitarre acustiche al centro del mixer «La serie B» e «Nessun grado di separazione». Il tutto mentre gli operai smontavano il palco.

Sembrava quasi un premio per chi non è scappato via, per chi ha saputo aspettare. 

Ha lasciato tanti messaggi in questo live. Molti evidenti, altri più sottili per il suo giovane pubblico, ma come semi li lanciati sul terreno per farli germogliare, crescere e diventare, chissà, alberi forti. È coraggiosa e coerente Franceschina: musicista, cantante e persona umana soprattutto. 

Negli anni, diventa sempre più chiara in lei una forma di ambizione molto più profonda del voler fare successo. Agile, cammina sempre qualche passo davanti a noi: appena pensi di averla inquadrata, sparisce e spunta da dove meno te lo aspetti.

Come un gatto (o come gli artisti veri) Francesca Michielin è sempre pronta a sorprenderti. 

Scaletta e esibizioni più belle

Segnalerò con un * le esibizioni più belle
Con due ** quelle fondamentali

Comunicare 
Battito di ciglia *
Lontano
Tropicale **
È con te
Io non abito al mare *
Bolivia
Due galassie
L'amore esiste **
Distratto 
Un cuore in due *
E se c'era
Scusa se non ho gli occhi azzurri *
Noleggiami ancora un film
Nessun grado di separazione *
Tutto è magnifico **
Amazing
Monster (cover di Kanye West) **
Tapioca **
____
Alonso **
Vulcano *
___
La Serie B **