Francesco Gabbani: «Una notte al Forum che non dimenticherò mai»

Il cantautore scrive per noi il resoconto (dietro e davanti al palco) del suo magnifico show di Milano

13 Ottobre 2022 alle 08:18

Ciao, lettori di Sorrisi! Sono qui per invitarvi a una “festa di fine anno”. L’anno è questo, il 2022. Un anno di nuove avventure per me. Su Rai1 ho condotto “Ci vuole un fiore”, un programma sul tema fondamentale della transizione ecologica... Ho anche provato l’emozione del set cinematografico con una parte nella commedia “La donna per me”, il film di Marco Martani... Ma l’emozione più intensa è venuta ancora dalla musica, prima col mio quinto album “Volevamo solo essere felici” e poi col tour estivo che mi ha portato in tutta Italia. Un tour di rinascita dopo la pandemia, che ho voluto chiudere (eccoci!) con due grandi “concerti-festa” al Forum di Assago (MI) e al Palazzo dello sport di Roma. Sorrisi mi ha accompagnato al Forum, e qui vedete le foto. Ma per me non bastano: lasciate che vi racconti io cos’è successo. Prima, durante e dopo.

Sabato 1° ottobre, ore 16 circa: entro al Forum. Dentro, solo i tecnici e lo staff al lavoro. Ho il primo colpo al cuore. Questo è un luogo “sacro” per la musica e io sono qui: «Allora è tutto vero!»... Vado in camerino e sistemo le mie cose. Familiarizzare col camerino è fondamentale: è dove prendi la carica. Al soundcheck arriva la prima emozione “da concerto”: la prova del suono è aperta a una parte del pubblico e noi diamo un micro-assaggio della serata. Non si fa tanto per fare: devi prendere molto bene le misure di un palcoscenico così importante. Dopo un paio d’ore di “buco” (intanto ho mangiucchiato verdure, frutta e prosciutto cotto), vado nel retropalco e da lì guardo il Forum che si riempie: «Ma allora arrivano davvero».

Più entra gente, più cresce la mia tensione. Ma è sana: ti carica la molla, ti dà energia positiva. Salgo la scaletta che porta al palco: «Da qui non si può più tornare indietro» penso. E sono sul palcoscenico. Mi aspettavo un muro di gente, e invece mi sento accolto piuttosto in una grande culla che mi avvolge e mi abbraccia. Se ci ripenso, mi torna la pelle d’oca. Adesso la musica! E da qui è un’unica ininterrotta emozione che culmina nel momento acustico della scaletta. Al centro della passerella, nel cuore del Forum, ci siamo il pianoforte e io, che mi sento nudo di fronte al pubblico, ma ogni canzone rivive in modo nuovo e diverso, e perfino nelle pause sento il contatto diretto con questa “famiglia” venuta a fare festa con me. Alla fine guardo la band. Mio fratello Filippo, Lorenzo, Giacomo e Marco: siamo sempre quei ragazzi che suonavano al liceo, stessa intimità, stessa semplicità. Però siamo al Forum e non ci servono parole per dire che ce l’abbiamo fatta.

Ci abbracciamo col sudore ancora addosso e andiamo a fronte palco per salutare il pubblico coi classici tre inchini da teatro. Torno nel backstage, è pieno di amici e di gioia, ma la prima persona che vedo è l’ultima che avevo salutato prima di cominciare: Giulia, la mia compagna. In albergo riaprirò la valigia e vedrò che mi sono dimenticato le ciabatte giapponesi di bambù. Le avrà trovate qualcuno? No? Pazienza. Al Forum ho lasciato ben altro: un pezzo della mia anima, della mia vita. Ma c’è di buono che anche il Forum ha lasciato un pezzetto di sé dentro di me. E me lo terrò per sempre.

A cura di Enrico Casarini

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