Home MusicaConcertiGli Arctic Monkeys in concerto a Milano: dall’indie rock alla lounge

Gli Arctic Monkeys in concerto a Milano: dall’indie rock alla lounge

La band inglese ha presentato al Forum di Assago i brani del nuovo album, dalle atmosfere lounge, accanto ad alcuni vecchi classici. Mancavano in Italia da quattro anni

05 Giugno 2018 | 10:13 di Francesco Taranto

Gli Arctic Monkeys mancavano in Italia dal 2014 e, per questo, l’attesa dei fan era altissima: le tre date, due a Roma e una a Milano, sono andate sold out in poco tempo. Abbiamo seguito il concerto al Mediolanum Forum di Assago, in cui il protagonista principale è stato da subito il pubblico, caldissimo e scatenato dall’inizio alla fine.

L’ultimo album della band inglese, «Tranquility Base Hotel + Casino», ha visto un inaspettato cambio di direzione: abbandonando l’indie rock per atmosfere più soft e dominate dal pianoforte. Ci si chiedeva come potesse convivere in concerto con i brani “vecchi” del gruppo, decisamente più elettrici e rock. La risposta è presto arrivata e molte canzoni sono state riviste per avvicinarsi al nuovo stile.

La svolta "pop lounge"

Si parte con il nuovo singolo, «Four Out Of Five», che mostra subito gli intrecci delicati di pianoforte e basso in una perfetta ballata pop in cui riecheggia David Bowie. Più avanti in scaletta trovano spazio, sempre dall’ultimo album, anche il racconto quasi parlato di «One Point Perspective», il pop lounge di «Tranquility Base Hotel + Casino» e i ritmi sincopati di «Batphone».

Il palco è in linea con le nuove influenze anni Settanta, un design molto essenziale fatto di tende e lampadine, su cui campeggia il grande pianoforte di Alex Turner e la gigantesca scritta “Monkeys” sullo sfondo. Anche il look di Turner è cambiato: è passato, nei dodici anni che lo separano dall’esordio, dal classico ragazzino inglese a una rockstar col ciuffo alla Elvis nello scorso tour. Ed ora è in perfetta sintonia con la musica, ricorda un dandy degli anni Settanta in camicia, giacca, capelli lunghi e occhiali da sole.

Per non interrompere il flusso del concerto gli Arctic Monkeys rivisitano anche alcune vecchie canzoni, ora adattate alle nuove atmosfere. Accade per esempio a «505» e «Do Me A Favour», brani in origine indie rock tratti dal loro secondo album, qui molto più pop e orchestrali, dominati dalle tastiere. La dolce «Cornerstone», dall’album «Humbug» del 2009 che segnò una svolta dura con la produzione di Josh Homme, suonata al forum potrebbe benissimo far parte dell’ultimo album.

I classici: da «Do I Wanna Know?» alle prime hit

Il pubblico sembra apprezzare il nuovo corso del gruppo che, anche per ragioni di età, non può più essere la band scanzonata della periferia di Sheffield che si rifaceva agli Strokes e pubblicava i brani su Myspace. Ovviamente i boati più grandi sono riservati ai brani classici di «AM» (album del 2013) e alle primissime hit. Il disco di cinque anni fa domina comunque la scaletta, con ben sei canzoni: si va dal successo di «Do I Wanna Know?» cantata a squarciagola da tutti alle divertenti «Why D’You Only Call Me When You’re High?» e «One For The Road», le tirate rock improvvise di «Arabella» e il quasi-hip hop di «Knee Socks». A chiudere la serata ci penserà poi il maestoso riff di chitarra di «R U Mine?», che rimane nelle orecchie del pubblico anche all’uscita dal Forum.

Prima però c’è spazio per una canzone tratta dal disco «Suck It And See» del 2011, che risulterà il brano più hard rock di tutto il concerto, «Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair». E non possono mancare il primo singolo «I Bet You Look Good On The Dancefloor», che fa impazzire tutti i presenti, così come «The View From The Afternoon» che apriva il disco d’esordio del 2006. Fa senz’altro effetto ascoltare queste canzoni e pensare al grande cambiamento del gruppo.

Durante la serata gli Arctic Monkeys accontentano comunque tutti, gli amanti del rock, quelli del pop sofisticato e quelli delle atmosfere americane di «AM». Ma soprattutto sembrano soddisfatti di loro stessi, del percorso che li ha ormai consacrati come star mondiali e di presentare dal vivo il nuovo corso.

La scaletta

«Four Out of Five»
«Brianstorm»
«Crying Lightning»
«Do I Wanna Know?»
«Why'd You Only Call Me When You're High?»
«505»
«One Point Perspective»
«Do Me a Favour»
«Cornerstone»
«One for the Road»
«Arabella»
«Tranquility Base Hotel + Casino»
«She Looks Like Fun»
«Knee Socks»
«Pretty Visitors»
«Don't Sit Down 'Cause I've Moved Your Chair»
«I Bet You Look Good on the Dancefloor»
«Batphone»
«The View From the Afternoon»
«R U Mine?»