Home MusicaConcertiGli U2 a Milano: uno show tra intimità e politica

Gli U2 a Milano: uno show tra intimità e politica

La band irlandese regala ai fan un concerto dominato da effetti speciali e con brani che alternano temi personali e sociali, guidati dal carisma di Bono

Foto: Gli U2 dal vivo al Mediolanum Forum di Assago (Milano)  - Credit: © Getty Images

13 Ottobre 2018 | 11:38 di Francesco Taranto

Gli U2 sono sbarcati in Italia, portando il loro tour «Experience + Innocence» per quattro date al Mediolanum Forum di Assago. Abbiamo assistito alla seconda tappa, tutta assolutamente esaurita anche con l’orario d'inizio piuttosto “british” intorno alle 20.20. A colpire già dall’entrata nel palazzetto è lo straordinario palco, formato da più parti: una rettangolare principale, una circolare all’estremo opposto e una impressionante passerella che le collega e che funge sia da palco che da maxischermo.

Quando inizia lo show si comprende ancora meglio come queste interagiscano: un video con immagini della Seconda guerra mondiale unite a un discorso di Charlie Chaplin (dal film «Il grande dittatore») introduce la prima canzone «The Blackout», che gli U2 eseguono all’interno della passerella. Per il secondo brano «Lights Of Home» i musicisti si spostano sul palco principale mentre Bono canta dalla passerella, che nel frattempo continua a cambiare inclinazione. Più avanti nel concerto saranno diversi i momenti in cui i quattro U2 si spargono nelle varie aree dello stage, sempre accompagnati da animazioni e video di grandissimo livello.

I brani intimi di «Songs of Experience»

Il cuore dello show è composto chiaramente dalle canzoni dell’ultimo disco della band, «Songs of Experience», uscito a dicembre scorso. Si tratta di canzoni dalla natura decisamente intima e personale, in cui Bono si mette a nudo e, complice anche un periodo di malattia che non ha mai voluto svelare, scrive lettere d’amore a tutti i suoi cari. È il caso di «You’re The Best Thing About Me» che a metà concerto si trasforma in un momento acustico emozionante, o di «Landlady» eseguita per la prima volta dal vivo e dedicata alle presenze femminili nella vita del gruppo.

Bono si ferma spesso a dialogare con il pubblico, sperimentando anche il suo italiano. Racconta il proprio legame con l’Opera e i viaggi in Italia con il gruppo, che già negli anni ’80 avevano svelato l’anima latina degli U2. E soprattutto crea un filo narrativo che lega le varie canzoni: se nel tour del 2015 «Innocence + Experience» il tema era l’infanzia irlandese (attraverso brani come «Cedarwood Road», la via natale di Bono), ora il racconto si sposta sulla storia del gruppo.

«Achtung Baby» e gli U2 berlinesi

Bono porta il pubblico da Dublino al ricordo dei tour in tutta Europa, fino all’arrivo a Berlino nel periodo della caduta del muro, che ispira gli U2 a scrivere «Achtung Baby». Da questo disco il gruppo decide di ripescare diversi brani in scaletta, tra cui spiccano la dolce «Acrobat», mai eseguita prima di questo tour, la ballata «Who’s Gonna Ride Your Wild Horses», i ritmi di «Even Better Than The Real Thing» e il rock elettronico di «Zoo Station».

Proprio dal tour del 1992 «Zoo TV» Bono riprende il personaggio malefico di MacPhisto, ispirato al Mefistofele del Faust. Una sorta di diavolo, che fa cadere in tentazione le rockstar e le ammalia con il desiderio di fama e potere. Chiaramente adattandolo alla tecnologia del 2018: il video trasmesso sugli schermi ha uno speciale filtro che modifica il viso del cantante in quello di una creatura piuttosto inquietante. MacPhisto consente a Bono di sviluppare qualche monologo dal carattere politico, ad esempio nelle date in America parlando dei fatti drammatici di Charlottesville, mentre a Milano citando persino Mussolini.

I messaggi politici

Il nuovo tour degli U2 mescola abilmente il personale e il sociale e sono molte le canzoni dal carattere spiccatamente politico. «Summer of Love» diventa una toccante dedica al Mediterraneo e ai migranti, «Get Out of Your Own Way» auspica un’unione tra gli Stati Europei anche quando sembra sempre più fragile e per la vecchia hit «New Year’s Day» gli U2 suonano davanti a un’enorme bandiera Europea. Prima dei bis sul maxischermo scorre una campagna della ONE Campaign (fondata da Bono) dal nome #WomenOfTheWorldTakeOver, per sensibilizzare sulle tematiche femminili.

Ma quando la politica sembra prendere il sopravvento, gli U2 sanno ritornare alla musica e alle emozioni. Lo fanno chiudendo lo show in maniera soft, tra l’inno senza tempo «One», il singolo recente «Love Is Bigger Than Anything in Its Way» e la toccante ballata «13 (There Is a Light)». Bono percorre la passerella e raggiunge una piccola replica della sua casa d’infanzia, da cui estrae una enorme lampadina da far piroettare sul soffitto del Forum. È un richiamo all’inizio del tour di «Songs of Innocence» ed un modo per chiudere il cerchio. Gli U2 sono pronti per la prossima fase.