Home MusicaConcertiLiam Gallagher in tour in Italia: il racconto del concerto

Liam Gallagher in tour in Italia: il racconto del concerto

«Ieri Milano era un po' addormentata, sapete?», ha scherzato l'artista durante la sua seconda tappa italiana del tour, a Padova

Foto: Liam Gallagher live in Italia, 2018  - Credit: © Splashnews

28 Febbraio 2018 | 12:00 di Francesco Taranto

Pochi giorni fa ha ricevuto il Godlike award dalla rivista inglese NME e Liam Gallagher, alla seconda tappa italiana del suo tour, viene accolto effettivamente "come un Dio". Il pubblico di Padova esplode in un boato appena sale sul palco e sarà calorosissimo per tutto il concerto, al punto che lo stesso Liam si complimenta paragonandolo alla serata precedente: "Ieri Milano era un po' addormentata, sapete?".

Il design del palco è piuttosto minimale, con giochi di luci efficaci ma molto semplici ed una gigantesca scritta "rock 'n' roll" che campeggia di fianco alla batteria. Proprio sulle note di «Rock 'n' Roll Star» si apre il concerto, infiammando i vecchi fan degli Oasis che non vedono l'ora di poter cantare il ritornello, così come per la successiva «Morning Glory».

Liam sa come fare per accattivare il proprio pubblico; utilizza la stessa musica che usavano gli Oasis come introduzione, sceglie di suonare solo canzoni dei primi tre album (i migliori) e spesso brani che il fratello Noel non fa nei propri concerti solisti. E poi si presenta con il suo classico atteggiamento, a metà tra lo sfrontato e l'annoiato, con una carica ritrovata che sembrava scomparsa ai tempi della sua band Beady Eye.

La nuova band si adatta molto bene sia ai brani più rock sia ai momenti acustici, come la sezione in cui Gallagher propone diverse ballate tratte dal suo primo album solista «As You Were». «Paper Crown» è dolce e delicata, «Bold» ha un ritornello molto riconoscibile cantato subito dal pubblico e «For What It's Worth» è un inno in cui Liam chiede scusa per gli errori passati, marcando una nuova fase per la sua carriera. Non possono mancare anche il primo singolo trascinante «Wall Of Glass» e il quasi gospel di «Universal Gleam», anche se chiaramente i momenti migliori accadono quando rispolvera i vecchi brani degli Oasis.

Quando intona gli inni «Some Might Say» e «Slide Away», con le mani dietro la schiena e il busto rivolto in avanti (come da tipica postura Gallagher), sembra ritornare la magia degli anni '90. E ancora di più quando lascia che sia il pubblico di Padova a cantare «Live Forever» e «Wonderwall» a squarciagola. I brani sono del fratello Noel, ma è innegabile che interpretati da lui prendano tutti altri significati. "I got the Midas touch" canta in uno dei nuovi brani ed è vero, Liam Gallagher è come Re Mida.