Home MusicaConcertiMarco Mengoni: l’intervista per il Tour 2016

Marco Mengoni: l’intervista per il Tour 2016

Le anticipazioni tra scaletta, soluzioni sceniche e il momento d'oro dell'artista

Foto: Dietro le quinte del video di Marco Mengoni  - Credit: © Francesco Prandoni

22 Aprile 2016 | 10:26 di Alessandro Alicandri

Fervono i preparativi per il nuovo tour di Marco Mengoni: dal 28 aprile a Torino (dopo la data zero del 26) si esibirà dal vivo in un lungo calendario di concerti fino a estate inoltrata, poi riprenderà a esibirsi da novembre fino alla fine dell'anno. Noi di Sorrisi vogliamo saperne di più. Lo contattiamo durante le prove, in una delle sue poche pause. «Pronto, Marco?». Aspetto una risposta ma lo sento canticchiare. «Marco?», insisto, ma continua a cantare. A un certo punto scoppia a ridere...

Ma allora ci sei?
«Sì, ci sono! (ride, ndr) Sono qui tra un furgone e una macchina poco fuori dal palazzetto di Montichiari. Non ci fermiamo mai».

Come va con l'ansia?
«Non ho avuto nemmeno il tempo di averne, per ora. Stiamo cambiando gli ultimi dettagli che in realtà ho già modificato altre 100 volte. È che sono un Capricorno perfezionista. Spesso si dice: "squadra che vince non si cambia", nel mio caso è meglio dire "squadra che mi sopporta"...».

Cosa c'è di nuovo rispetto al tour dello scorso anno?
«È già passato un anno? A me ne sembrano passati dieci. Ho la responsabilità, ma anche la fortuna, di avere un pubblico che non si accontenta. Per questo spero di sorprendervi, di alzare l'asticella».

Quindi non sarà una semplice ripresa del precedente ciclo di concerti?
«No, no. Sono convinto che questo debba essere il "vero" tour del progetto cominciato più di un anno fa, dove c'è tutto quello che ci deve essere. Non voglio rovinarvi la sorpresa ma vi dico due cose: si potrà interagire di nuovo con la mia app, torna "Guerriero" più forte che mai e su quella poltrona con la quale rimanevo sospeso in aria nel 2015... ecco, lì sopra ci stavo comodo».

Ci puoi dire qualcosa sulla scaletta?
«Sicuramente darò molto spazio al nuovo album "Le cose che non ho" e per la prima volta mi trovo in seria difficoltà con la selezione delle canzoni perché i brani di repertorio iniziano a diventare tanti».

Con gli ultimi due album hai ottenuto sei dischi di platino. Ora ti senti di dire «Marco, ce l'hai fatta»?
«Se provo a dire questa frase mi incespico o balbetto... perché non si può dire. Sto abbracciando il momento positivo, mi auguro di poter fare ancora surf sulla cresta di quest'onda, ma non devo pensare mai di avercela fatta. Anzi: "Marco, lavora!"».

Poche settimane fa eri ospite di «Laura & Paola». Tu e la Cortellesi ci avete emozionato con un bel monologo sul bullismo.
«E io pure, non riuscivo quasi a cantare. Mi ha chiamato un amico, uno di quelli che non sento spesso e che pensa quasi solo al calcetto, è un po' burbero. Mi ha detto che ha pianto tanto. Io ho fatto pochi duetti in questi anni e quello con Paola è stato davvero speciale. Durante le prove del monologo ero combattuto: sentivo la necessità di provare quelle emozioni, ma volevo anche non esaurirle prima di andare in onda».

Alcuni giorni fa all'Isola dei Famosi, un amico del concorrente Jonas Berami, Bosco Cobos, in studio ha fatto il tuo nome...
«Me l'hanno detto! Credo di aver capito sia un mio fan. È vero che ha detto "Tre cose sono importanti nel mondo: l'amore, la luce e Marco Mengoni?"»

Confermo.
«Lo ringrazio, su di me però gli darei anche il consiglio di provare a guardarsi intorno, cercare altro (ride, ndr)».

A breve arriverà l'annuncio del nuovo singolo e quindi di un terzo videoclip da «Le cose che non ho», il quale chiuderà la storia cominciata con «Ti ho voluto bene veramente».
«Esatto. Quando vedrete il video, che stiamo registrando in questi giorni, capirete bene tutta la storia e l'ordine in cui vanno visti. Sarà bellissimo. Anche se io di questa storia avrei fatto 10 capitoli e cinque spin-off, ma è giusto che si concluda ora. Presto capirete».

Ti lascio alle tue prove...
«Prima di salutarti, posso farti ascoltare una cosa?»

Sento una porta che si apre e vengo invaso da un muro di suono proveniente dal palazzetto. Marco la richiude.

«Che ne dici?»
Ho l'impressione che ci divertiremo.
«È una promessa: sarete circondati d'amore, di luce...e di Marco Mengoni».