Home MusicaConcertiNick Cave in concerto a Milano: lo sciamano che incanta e diverte

Nick Cave in concerto a Milano: lo sciamano che incanta e diverte

Il cantautore è salito sul palco del Forum di Assago con i Bad Seeds, la band che lo accompagna dagli anni '80. Uno show magico, spirituale, ipnotico: ecco la recensione, la scaletta e il video

07 Novembre 2017 | 09:26 di Valentina Cesarini

Lo sciamano è tornatoieri sera, lunedì 6 novembre, Nick Cave è salito sul palco del Forum di Assago in grande forma. Dopo la tragedia del 2015, quando Arthur, il figlio 15enne (e gemello di Earl), precipitò dalla scogliera di Ovingdean Gap, molti fan avevano avuto paura che il cantautore, chiuso insieme alla sua famiglia in un silenzio doloroso, potesse lasciare le scene per sempre.

Ma un artista dello spessore di Cave non abbandona il suo pubblico, anzi. È il 2016 quando esce «One More Time With Feeling», un documentario che accompagna l'uscita del nuovo album con i Bad Seeds dal titolo «Skeleton Tree»; un lavoro eccelso, meticoloso, condotto insieme al regista Andrew Dominik al quale Cave chiede di raccontare il backstage delle registrazioni del disco in modo "poetico", utilizzando un bianco e nero con cinepresa in 3D. Il documentario ha un effetto catartico, sulla famiglia come sui fan più affezionati: metabolizzare il dolore di un lutto così violento e dargli una forma accettabile, ecco la magia di Nick.

«Quando incontro le persone, mi dicono "lui continua a vivere dentro il tuo cuore". Ma non è vero: io lo conservo nel mio cuore, ma lui non vive più. È per questo che vorrei riuscire a rendere questo caos semplice, banale. Vorrei che diventasse come una cartolina, con su scritto "vive nel mio cuore". Vorrei che fosse così.» A differenza di quanto dice chi non conosce questo artista, Cave è un personaggio estremamente ironico, divertente, per nulla schiavo della poetica con cui lavora sulla propria musica. «Non è forse vero che le cose invisibili hanno più massa e peso delle galassie nell'universo?», si chiede Nick nel documentario. E il momento dopo è già pronto a sorridere, a sdrammatizzare.

Il pastore sciamano

La potenza di Nick Cave non sta solo nelle sue canzoni: è il modo in cui questi brani prendono vita live, sul palco, in mezzo al pubblico che rende l'atmosfera stregata. Cave si comporta a metà tra una guida spirituale, un pastore evangelico e uno sciamano: ed è proprio come fosse una tribù che si rapporta al suo pubblico, avvicinandosi, entrando nella folla, indicando uno per uno i fan che alzano le braccia verso di lui e comunicando con loro mentre canta. Assistere a uno spettacolo musicale così tanto suggestivo e allo stesso tempo fluido, come fosse una pièce teatrale scritta minuto per minuto, è cosa davvero rara.

Per arrivare al finale: i fan sono invitati a salire sul palco insieme a lui, chiudendo lo show con un insolito carrozzone fatto di persone che volgono le spalle al cantante per immortalare un autoscatto, ma anche di molte altre che sono letteralmente ipnotizzate e cantano a squarciagola Push the Sky Away. Cave porta davanti a sé un fan che, sudato fradicio con i suoi capelli lunghi, si è tolto la maglietta e guardandolo canta «Some people says it's just Rock 'N Roll», la folla scoppia a ridere, il fan lo abbraccia e si rintana sotto il suo collo come fosse un figlio ritrovato. 

I momenti più belli dello show

Non esistono momenti più belli quando uno spettacolo segue un unico racconto fluido, coerente, senza sbavature. Ci sono però alcuni brani che si sono diffusi nella grande - e un po' fredda - arena del Forum di Assago in modo particolarmente emozionante: con Higgs' Boson Blues, ad esempio, quando tutti in coro cantiamo «Can you feel my heart beat? BOOM! BOOM! BOOM!»; con ?Tupelo?, dove tutta la potenza punk rock anni '80 dei Bad Seeds esplode in boati di suono; con ?Into My Arms?, che offre al pubblico la vena più romantica di Cave al pianoforte, sulle parole «But I believe in love / And I know that you do too / And I believe in some kind of path / That we can walk down, me and you»; o ancora con Red Right Hand, capolavoro alternative rock e blues del 1994.

Il richiamo al passato non deve far pensare a uno show nostalgico, tutt'altro: la parte iniziale dello spettacolo è affidata interamente a Skeleton Tree, un disco davvero doloroso, davvero difficile da digerire senza versare almeno qualche lacrima.

Scaletta

Anthrocene
Jesus Alone
Magneto
Higgs Boson Blues
From Her to Eternity
Tupelo
Jubilee Street
The Ship Song
Into My Arms
Girl in Amber
I Need You
Red Right Hand
The Mercy Seat
Distant Sky
Skeleton Tree

Finale:
The Weeping Song
Stagger Lee
Push the Sky Away