Home MusicaConcertiOrtigia Sound System Festival: boat party, baci sotto la luna e arancini

Ortigia Sound System Festival: boat party, baci sotto la luna e arancini

Dal 25 al 29 luglio 2018, l'isola di Ortigia (Siracusa) è diventata il posto magico dove ascoltare alcuni dei migliori artisti in circolazione in riva al Mediterraneo

Foto: Nouvelle Vague - Boat Party (Ortigia Sound System 2018)  - Credit: © Jon Bronxl

01 Agosto 2018 | 16:00 di Valentina Cesarini

«Il blu è un colore freddo, ma la parte più calda della fiamma è… blu», diceva la comedian Hannah Gadsby in Nanette. E il blu, con le sue magiche contraddizioni, è il colore che rappresenta l'Ortigia Sound Systemil festival musicale che quest'anno ha celebrato la quinta edizione in grande stile. Una line-up eterogenea ma allo stesso tempo coerente - anticipata dal dj set di apertura degli Stump Valley - ha soddisfatto chi era in cerca di romanticismo (grazie a Erlend Øye), chi voleva ballare spensierato su una barca che ondeggiava (Nouvelle Vague, Young Marco, Dj Seinfeld), chi sperava di muovere il bacino su ritmi hip hop (Flohio, Bambii) e chi voleva scatenarsi come a un grande matrimonio arabo (Omar Souleyman). 

Dal 25 al 29 luglio 2018 l'isola di Ortigia, l'antica punta di Siracusa che si estende a triangolo sul Mediterraneo, ha accolto non solo il classico turismo estivo, ma anche il popolo del festival in cerca di divertimento e cibo buono. La Sicilia è una terra intrigante, contraddittoria (come il blu, appunto), ma Ortigia rappresenta un piccolo angolo di paradiso bianco, elegante, silenzioso nonostante i villeggianti. Ecco la peculiarità dell'Ortigia Sound System: ci si può divertire per ore sotto il sole o sotto la luna, e allo stesso tempo si possono ritagliare momenti di pace e comunione totale con il paesaggio che ti circonda.

Cosa rende speciale questo festival? Andiamo a vedere.

SICILIA: NON SOLO LUOGHI COMUNI

Tra i vari talk organizzati, merita attenzione quello con i ragazzi di Suq: il magazine cartaceo confeziona il suo primo numero concentrandosi su esperienze di turismo siciliano non convenzionale. Grazie alle domande curiose e intelligenti di Elena Viale, scopriamo che il progetto di Suq mira a scardinare gli stereotipi più radicati sulla terra della Trinacria e sui suoi abitanti. Arance, arancini, scacciapensieri e mare? Certo, questi sono alcuni dei gioielli più preziosi della Sicilia, ma è arrivato il momento di scoprire altro: la montagna, per esempio, oppure le infinite coltivazioni di oro verde, il bambù. In questo contesto, il festival di Ortigia sposa il concetto di tradizione (il mare, il Castello Maniace) con quello di innovazione (artisti provenienti da tutto il mondo, boat party, musica contemporanea).

BOAT PARTY, FESTE E TUFFI IN MARE

Come hanno detto tutti, posso confermare che i boat party siano l'esperienza più bella del festival. Salire su una barca da 150 persone, prendere una birra o un cocktail e lasciarsi andare alla musica per tre o quattro ore di seguito, con il mare intorno che culla e il tramonto che rimette al suo posto le emozioni. Gli artisti selezionati per le feste in barca non hanno mancato un colpo: dai sopracitati Dj Seinfeld, Young Marco, Bambii, Flohio fino ai Nouvelle Vague (che hanno aperto le danze). Tutte le persone incontrate a fine attracco hanno raccontato di aver vissuto una situazione entusiasmante, sia da un punto di vista prettamente musicale che esperienziale. 

ALCUNI DEI MOMENTI PIÙ EMOZIONANTI

IL CASTELLO MANIACE

Non ha certo bisogno di presentazioni l'imponente Castello Maniace, risalente al periodo svevo. Ortigia Sound System sfrutta la terrazza dalla quale è possibile apprezzare le mura del Castello come location per i principali live: tra i molti artisti segnaliamo il tenero James Holden, la colonna indistruttibile Lee Scratch Perry, il matto Omar Souleyman e una bellissima chiusura con i nostrani Nu Guinea, che producono e selezionano piccole chicche tropical e disco funk, from Napoli to London.

BACI SOTTO LA LUNA

C'è un musicista, però, che merita uno spazio tutto suo in questo articolo: Erlend Øye, il norvegese che ricorderete per i Kings of Convenience e che ormai da anni vive - e suona - proprio a Ortigia. È più o meno l'ora di cena quando sale sul piccolo palco allestito nel punto del Castello che si affaccia proprio sul mare, in compagnia del collega e amico Marco Castello. Chitarra e voce, non serve altro ai due. Si alternano sul palco con una delicatezza che il pubblico apprezza moltissimo. Ma a un tratto Erlend, che dà le spalle al Mediterraneo, ci chiede di alzarci e fare il giro dietro il palco per guardare la luna mentre lui canta per noi «Cayman Islands»: è allora che ci accorgiamo della magia che sta per travolgerci... un cerchio rosso sta salendo dall'orizzonte verso l'alto. Erlend sussurra con il suo buffo accento «Oh Madonna, che bello», e le coppie iniziano ad abbracciarsi e baciarsi. A fine live, la luna rosso fuoco è già in alto e gli occhi del pubblico sono tutti velati di lacrime. Non voglio esagerare con il sentimentalismo: è stato davvero il momento in assoluto più romantico di tutto il festival. Per concludere, Marco Castello ci regala una versione di «Amarsi un po'» degna di nota.

[Esistono poche testimonianze foto e video perché Erlend ci chiedeva di abbandonare i telefoni, ma per avere un'idea cliccate qui].

LA TERRAZZA SUL DUOMO, L'ANTICO MERCATO, GLI AFTER

Non meno importanti tutti gli altri eventi e le location relative: la terrazza che affaccia proprio sul Duomo (un'abitazione privata messa a disposizione in occasione del festival per apprezzare il tramonto dall'alto della città); l'Antico Mercato, una bellissima corte dove, tra gli altri, si è esibito Kamaal Williams con la band; il Km0, un luogo immerso nella natura pensato per gli after show (dalle 3 del mattino in poi).

L'isola offre anche spazi extra festival: il Mercato di Ortigia investe ogni giorno le strade della città di profumi invitanti, ma anche di locali dove poter fare pranzi e cene di qualità elevata (primo fra tutti, la Carnezzeria); il Tempo di Apollo ti catapulta nell'era bizantina ed è anche teatro di tradizioni, come succede con la fanfara dei giudei; la più recente piazza Archimede con la sua fontana di Diana (1907) intorno alla quale è possibile trovare posti dove mangiare degli ottimi arancini (segnalo «Pizza e altro» proprio in piazza) oppure dove alloggiare durante le vacanze (come la Residenza del Reginale).