Home MusicaConcertiRobin Schulz in concerto, il racconto della serata

Robin Schulz in concerto, il racconto della serata

Dopo il successo mondiale di «Waves» e «Prayer in C», il dj tedesco arriva al Fabrique per uno show spettacolare. Ecco il nostro racconto

Foto: Il dj produttore Robin Schulz  - Credit: © Ufficio Stampa

22 Febbraio 2016 | 09:30 di Giulia Ciavarelli

Dal primo set con gli amici ai palchi più importanti del mondo, il dj producer Robin Schulz si è conquistato un ruolo importante all'interno dell'universo della musica dance, creando hit capaci di conquistare velocemente il mercato internazionale. Sceglie voci belle e facilmente identificabili, le fonde alla sua musica e le trasforma in record di vendite (quasi 7 milioni di copie) e classifiche: il 28enne dj tedesco è al passo con i tempi, intuisce le melodie giuste e si muove tra pezzi deep house, impreziositi da chitarre elettriche e un sound estremamente pop e orecchiabile. Alla bravura si unisce una grande passione, quella che ha ereditato dal padre (anche lui deejay): si avvicina alle sonorità elettroniche a 12 anni e inizia a suonare nei club ispirandosi a Richie Hawtin, Armand Van Helden e Tiesto.

In Italia, si fa conoscere grazie al remix di «Waves» di Mr. Probz, ma è con «Prayer in C» di Lilly Wood and the Prick che conquista 4 dischi di Platino, totalizzando più di 250 milioni di visualizzazioni su YouTube e oltre 320 milioni di stream su Spotify. Affascinano le radio e fanno ballare tutto il mondo anche «Sun Goes Down», «Sugar» e «Headlights». Quella del ?dj superstar?, come lo ha definito il New York Times, ha i tratti di una fiaba musicale, in costruzione: l'ultimo capitolo si intitola «Sugar» ovvero 15 tracce che spaziano da melodie soft ad una deep-house minimale che ricrea nuove direzioni creative del sound, accompagnate da collaborazioni internazionali come Moby e Akon.


Il cartello esposto fuori il Fabrique di Milano segna il sold out, tutto esaurito per la seconda delle due date italiane de "Sugar European Tour 2016". Con un pubblico variegato ma soprattutto internazionale, il live di Schulz si apre con Hey Hey e Hegel: se il primo rivela un sound minimal poco entusiasmante, il secondo gioca su successi anni 80 e hit di Rihanna, Wiz Khalifa e Sam Smith. Il palco si trasforma in una lunga consolle, quello di Schulz è uno spettacolo esaltante: parte con «Wave Goodbye», prosegue con «The Hum», «Dimmi» e «Can't Stop Playing». Ogni canzone ha una sua storia visiva e scenografica: le immagini proiettate sullo schermo, dalle forme geometriche ai paesaggi quasi onirici, riescono ad ?ambientare? il brano all'interno di una setlist senza pausa. Da sottolineare l'utilizzo di continui e potenti giochi di luci colorate, un effetto riuscito alla perfezione.

Ci sono anche «Headlights»,«Titanic»,«Save Tonight», la nuova «Show Me Love», il trionfale successo «Prayer in C» e «Waves»; ospite sul palco di Schulz, la 15enne Jasmine Thompson, prezioso talento scoperto su YouTube, che canta «Sun Goes Down». In piedi sopra la consolle durante la ritmata «Sugar», tra un tripudio di coriandoli e continui laser colorati, Robin Schulz regala le sue personali versioni di «Smells Like Teen Spirit», «Reality»,«Dangerous» e saluta i fan con «Feed Your Head», avvolto da una grande bandiera italiana. 

Un video pubblicato da Alice (@aly_1293) in data: