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Terraforma 2018, uno dei migliori festival europei in circolazione

Anche il Guardian lo ha inserito tra i festival da non perdere in Europa. Musica sperimentale, camping e ecosostenibilità

Foto: Terraforma Festival 2018  - Credit: © Delfino Sisto Legnani

08 Luglio 2018 | 14:00 di Valentina Cesarini

La quinta edizione di Terraforma si è conclusa con successo all'inizio di luglio. Il festival - nato nel 2012 dall’associazione culturale no profit THREES - è ospitato ogni anno poco fuori Milano al parco di Villa Arconati, detta anche il Castellazzo, dimora settecentesca già adibita a eventi live. Una sorta di bosco circonda la villa rendendo l'esperienza del festival unica nel suo genere, un angolo di paradiso immerso nella natura a due passi dalla soffocante città. Lo scorso aprile, il Guardian inseriva Terraforma tra i dieci migliori festival europei.

«Terraforming is the theoretical process in which life on a planet becomes possible through the creation of an atmosphere» (La terraformazione è un processo ipotetico attraverso cui la vita sul pianeta diventa possibile grazie alla creazione dell'atmosfera). Non a caso Terraforma è un festival ecosostenibile, che produce scarti riciclabili (dai piatti alle posate, dai bicchieri alle strutture architettoniche) e che cerca di impattare sull'ambiente nel modo più corretto possibile.

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Le foto del Terraforma 2018

Il programma

La peculiarità di Terraforma è quella di coniugare la musica sperimentale, con musicisti da tutto il mondo che portano live costruiti su strumenti tradizionali, artigianali, o che producono suoni attraverso tecniche innovative, e la musica da clubbing. Facciamo un piccolo excursus.

Un labirinto costruito in modo circolare, che ricordava the maze di Westworld, ha ospitato la performance di Plaid & Felix’s Machines: al centro del labirinto, una macchina gigantesca attivata da un sistema meccanico produceva suoni comandati da un computer. Un'unione tra performance musicale, installazione artistica e suggestione.

In collaborazione con Buka, è stata realizzata un'opera affascinante di Caterina Barbieri: un planetario (Ecstaticstatic) al quale accedere a gruppi di 30 persone, attivo dalle 20 fino alle 4 del mattino, dove rilassarsi e fruire di proiezioni e suoni.

Il cartellone ha soddisfatto i palati più fini e quelli più ruvidi: dall'ambient di Konrad Sprenger e di Imaginary Softwoods, alla resident Paquita Gordon, da Lorenzo Senni a Donato Dozzy e Marco Shuttle, fino a Powder, Nkisi, PLO Man e Jeff Mills. Tra le performance più coinvolgenti, ricordiamo quella del maestro di tombak e daf Mohammad Reza Mortazavi. 

Quanti eravamo?

L'edizione 2018 ha contato oltre 8.000 persone, un terzo in più della scorsa edizione, in prevalenza tra i 25 e i 29 anni. Da sottolineare la notevole percentuale di partecipanti stranieri, provenienti da molte aree geografiche anche non europee: Terraforma si distingue per l'apprezzamento da parte di un pubblico abituato a viaggiare in tutto il mondo per seguire la musica, che approda nel comune di Bollate non come viaggio turistico ma con il preciso scopo di vivere l'esperienza.

Sì alle famiglie

La presenza di bambini è un altro elemento chiave: non è necessario lasciare i figli a casa con i nonni o i babysitter, perché a Terraforma esistono attività diurne pensate ad hoc per i più piccoli.

Il campeggio

Puoi arrivare a Terraforma il venerdì e tornare a casa il lunedì dopo, usufruendo del servizio di camping. Illuminato interamente dalle lampade a energia solare, il campeggio quest'anno ha accolto circa 1.500 persone, il 25% in più rispetto allo scorso anno. Un allestimento decisamente più strutturato rispetto agli scorsi anni; la possibilità di fermarsi in tenda permette a molti italiani ma soprattutto agli stranieri di abbandonare auto e mezzi per tutto il weekend. Inoltre, il festival prevede un comodo servizio di navette che collega la location alla stazione dei treni e alla metro di Cadorna.