“Una. Nessuna. Centomila”: il racconto del concerto

Cronaca del live alla RFC Arena di Reggio Emilia dell'11 giugno 2022

12 Giugno 2022 alle 13:06

“Una. Nessuna. Centomila” è stata una grande occasione... vinta. L’11 giugno, sotto un cielo limpido e senza nuvole, circa 100 mila persone si sono ritrovare per ascoltare la musica di sette grandi donne del pop italiano, per ribadire il loro “Basta!” a ogni forma di violenza di genere, con la concretezza di oltre due milioni di euro raccolti e in gran parte già anticipati a sette centri antiviolenza sparsi per l’Italia, specie in quei luoghi, come la Sardegna e la Calabria, che ne erano sprovvisti con sedi ufficiali. Una canzone non cambia il mondo, ma la mobilitazione sì e i soldi pure, perché il lavoro per dare supporto a chi è vittima di soprusi, costrizioni e brutalità è un progetto a lungo termine, che richiede non solo l’intervento in caso di necessità, ma soprattutto la prevenzione. Ogni donna e ogni persona fragile deve sentirsi libera di poter lasciare situazioni tossiche, pericolose o anche solo spiacevoli nel minor tempo possibile, trovando autonomia e autoaffermazione. Chiamando un numero come l'1522 per chiedere aiuto.

In questo senso Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini, anche se non avessero detto niente sul palco, rappresenterebbero comunque con le loro vite il perfetto esempio di chi con il talento, la determinazione e una forza fuori dal comune, si sono fatte strada in un mondo complesso come quello in cui viviamo, un mondo che nella musica e come in ogni settore lavorativo purtroppo, offre meno strumenti, occasioni e spazi al genere femminile. “Una. Nessuna. Centomila” è la dimostrazione che la potenza delle donne può costruire un pubblico immenso, che non compete tra chi è “di più” e chi è “di meno”, che porta avanti valori che fanno bene a tutti. 

L'imponente RCF Arena Reggio Emilia si è resa protagonista di un evento durato oltre cinque ore, con sette mini concerti da circa dieci canzoni per ogni artista, senza di fatto incrociarsi tra loro se non nel grande finale in “You’ve got a friend” di Carole King, avvantaggiandosi di propri musicisti e di set personalizzati. Ogni artista ha portato sul palco un uomo, scelta apprezzata perché anche e soprattutto gli uomini devono essere i motori di questo cambiamento. Con Fiorella Mannoia abbiamo visto Caparezza, con Emma Brunori Sas, con Alessandra Amoroso Diodato (hanno regalato una versione di “Fai rumore” da brividi), i Sottotono hanno accompagnato Giorgia, Elisa ha cantato con Tommaso Paradiso, Gianna Nannini ha scelto Coez e nel gran finale Laura Pausini ha portato Eros Ramazzotti.  

54 tra musicisti e coristi, oltre 60 canzoni integrali ascoltate sul palco e un numero imprecisato di ricordi hanno reso questo concerto unico nel suo genere: il coinvolgimento totale del pubblico con Fiorella Mannoia, la grande capacità di tenere il palco di Emma e di comunicare senza filtri il suo (il nostro!) pensiero, le emozioni di Alessandra Amoroso che trasportata dall’entusiasmo del pubblico ha lasciato del tutto il microfono cantando alla pari con la gente. E ancora la freschezza del repertorio di Giorgia (ipnotica), l’intensità e il calore di Elisa, la straordinaria scarica elettrica di Gianna Nannini e infine Laura Pausini, che ha costruito un eccezionale mini-show coinvolgendo Alessandro Cattelan, Luca Argentero, Roberto Bolle in deliziosi contributi video e un team di giovani ballerini e ballerine. 

Il concerto, ripreso dalle telecamere ma senza per ora un progetto di ritrasmissione in tv o in streaming, vivrà nei ricordi amatoriali dei video registrati dal pubblico ma soprattutto nelle menti di ognuno di noi. Dopo gli anni pandemici, che peraltro sono stati un acceleratore delle problematiche legate alla violenza di genere, ora siamo alla svolta. Vivere la musica (non solo ascoltarla, non solo vederla attraverso uno schermo) è uno degli atti di liberazione più importanti per sottrarci da ciò che non ci fa stare bene. La musica al femminile, in ogni parola, è una continua occasione di fuga dalle realtà opprimenti, ogni loro nota è un invito a farsi trasportare dall’istinto e vivere senza catene. Unirci, incontrarci, essere vicini e ballare da oggi sarà sempre più importante e “Una. Nessuna. Centomila” è la testimonianza che un futuro diverso da quello abbastanza schifoso che percepiamo ogni giorno, può ancora esistere.

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