Home MusicaConcertiVasco Rossi: «Porterò tutta la mia vita sul palco»

Vasco Rossi: «Porterò tutta la mia vita sul palco»

Abbiamo incontrato la rockstar in Puglia, dove si allena e fa le prove: «Il 1° luglio sarà una grande festa»

26 Giugno 2017 | 13:00 di Francesco Chignola

La spiaggia in cui ci siamo dati appuntamento con Vasco Rossi è assolata e quasi deserta. C’è solo una ragazza straniera, legge un libro sotto il sole, ignara che di lì a poco apparirà sul bagnasciuga la più grande rockstar italiana. Vasco arriva a passo svelto, uscendo dall’ombra di un bosco incontaminato. Siamo in Puglia, a pochi passi dall’albergo isolatissimo, immerso nel verde, dove Vasco da diversi anni viene a «ricaricare le batterie» in vista dei concerti. «Quando mi sveglio sono sempre molto agitato, forse per i sogni che faccio, o per la realtà che mi si butta addosso» ci svela. «Uscire subito e fare una passeggiata tra la pineta e la spiaggia mi riappacifica col mondo». E con un sorriso aggiunge: «Ormai conosco i cinghiali della zona uno per uno, li chiamo per nome».

L'impegno che lo attende quest'anno è davvero decisivo: il concerto del 1° luglio a Modena. Un evento con cui ha già battuto un record mondiale (con 220 mila spettatori paganti), nato per festeggiare 40 anni vissuti sul palco. O meglio, come ama ribadire lui stesso, «sul fronte del palco». Ed è proprio qui in Puglia che Vasco ha provato con la sua band, ogni pomeriggio, per quasi un mese. «Prima dei concerti ho bisogno di uscire dalla normalità, quella in cui vivo con mio figlio Luca e Laura, la compagna di sempre. Quella in cui sono un marito innamorato, un papà orgoglioso e persino un nonno».

Quando non è impegnato con il gruppo o con gli allenamenti, Vasco in Puglia si tiene occupato con sedute di talassoterapia, con la sua passione per la filosofia («Ho studiato Kant, Hegel e Heidegger ma ora sono tornato al mio primo amore per la psicologia e ho scoperto Lacan») e per le serie tv («?The Big Bang Theory? mi fa ammazzare dalle risate») e cerca di stare lontano dai telegiornali («Mi fanno venire solo delle grandi ansie»).

Tornati dalla camminata, ci sediamo nella sua stanza d'albergo e cominciamo a parlare del concerto di Modena. Che per Vasco è quasi un regalo del fato. «Quando ho iniziato a cantare, a undici anni, il mio maestro stava proprio a Modena: prendevo la corriera e attraversavo il parco per andare a lezione» racconta. «Poi cantavo i brani di Morandi o Little Tony in piedi sul tavolo con la famiglia: è nata così la voglia di stare su un palco, anche se io ho un carattere timido, ?da Acquario?».

Il 1° luglio, proprio nel Parco Ferrari, si riunirà il popolo di Vasco. Sarà un concerto epocale. Ma perché Modena? L'idea si rifà a «Colpa d'Alfredo», il brano della svolta rock, la canzone-manifesto in cui urlava «Modena Park!» («Intendevo dire che per me quella città era un parco divertimenti notturno, era un luna park»). Metti nel pacchetto il 40° anniversario del primo 45 giri («Jenny/Silvia») e del suo primo concerto, ed ecco che il destino si compie. «È un cerchio che si chiude, ma non vuol mica dire che per me finisca qua» chiarisce Vasco con un sorriso. «Ci tengo a ringraziare la città di Modena e i modenesi: per gestire 220 mila persone ci vorrà tanta pazienza. Credo che per una decina d'anni non mi farò vedere in giro» dice ridendo.

Vasco racconta sempre con grande passione i suoi 40 anni di palco. Dai primi tempi, in cui suonare dal vivo era una guerra («Prima ci lanciavano le freccette, poi sono passati alle lattine»), alla svolta della seconda metà degli Anni 80 («Quando ho capito che per fare questo mestiere devi essere lucido, allenato, un professionista, altrimenti muori»), fino alla prima volta a San Siro, nel 1990: «Avevo invertito il trend per cui solo gli stranieri potevano riempire gli stadi italiani».

Il numero 40 ritorna spesso: è anche quello delle canzoni scelte per la scaletta. «In realtà sono 39 più due ?intro?, ma facciamo conto tondo» dice. Una canzone per anno, in media, scelte da un repertorio di quasi 180. «È stato difficile, ma il lavoro grosso l'ha fatto Guido Elmi, che è al mio fianco da sempre e conosce il mio repertorio quasi meglio di me» spiega. «Di solito mi propone una lista di canzoni, poi ne discutiamo per trovare la ?scaletta perfetta?». Senza rinunciare alla liturgia: «Il finale con ?Albachiara? ci sarà sempre, anche quando non ci sarò più io». Ma per Vasco questo non è un live come un altro: «È una grande festa in un parco, da vivere tutto il giorno, con le giostre, la mongolfiera, in attesa che arrivi il concerto. Che durerà il più possibile, di certo più di tre ore. Una volta che lo fai, tanto vale esagerare».

L'idea è quella di raccontare tutta la storia di Vasco in modo quasi cronologico: «Dagli Anni 80 della rabbia, agli anni 90 della consapevolezza, fino al disincanto, all'amarezza, alla disperazione» racconta, e non trattiene una risata liberatoria. «C'è sempre ironia, certo, ma è vero che con l'età capisci molte cose, e la serenità della gioventù è ormai lontana. Le mie canzoni sono sempre state lo specchio di quello che vivevo dentro di me, infatti sono passato da ?Siamo solo noi? a ?Siamo soli?» spiega. «Le canzoni hanno una forza comunicativa enorme: io grazie alla musica ho scoperto di non essere ?strano? come credevo, raccontavo le mie debolezze e trovavo migliaia di persone come me. Dentro siamo più simili di quanto vogliamo sembrare indossando le nostre maschere».

Tra le canzoni che Vasco canterà a Modena c'è anche un debutto. Eppure è un brano che risale al 1978: «Ed il tempo crea eroi». «Non l'ho mai fatta dal vivo perché è molto ?da cantautore?. Una notte mi sono svegliato con questa canzone in testa, e il giorno dopo Guido mi ha convinto a portarla a Modena» racconta. «La mia paura era che il pubblico non la conoscesse, soprattutto i più giovani, ma dopo averla provata con il gruppo ho riscoperto la sua attualità».

Dopo 40 anni di concerti, Vasco sembra averle viste tutte. Eppure quello di Modena per lui non è un concerto come gli altri, glielo si legge negli occhi. «Faccio già degli incubi terribili!» dice, scoppiando in un'altra risata. «Sarà tutto diverso, sarà la storia di Vasco, ci divertiremo. E magari per una volta vorrei prendermi delle pause tra le canzoni, per godercele tutte per bene, perché sono tutte fondamentali, sono solo 40 ma rappresentano anche quelle che mancano». Qualche rimpianto, in scaletta? «Decine, ma non si può mica suonare tutta la notte! Chissà, magari un giorno lo faremo».

Ma una volta che si è raggiunto un risultato simile, quale obiettivo ci si può mai dare? «Modena è un punto d'arrivo irripetibile» dice. «Il sogno per il futuro sarebbe di poter suonare con un gruppo nei locali ogni settimana, di venerdì e sabato, e poi tornare a casa. Senza problemi organizzativi, pressioni, strutture. Oppure tornare a fare le mie canzoni con la chitarra nei posti piccoli, per riprovare quella sensazione, vedere le reazioni nei volti, suonare le canzoni come sono nate. Prima o poi lo farò. Ma finché intorno a me c'è ancora tanta richiesta e tanto affetto, finché la gente si diverte ai miei concerti, e finché mi diverto anch'io, vado avanti». E aggiunge, scherzando: «Anche se nell'attesa mi tocca stare a casa un anno a rompermi le p...».

Nel suo ultimo singolo, «Come nelle favole», Vasco fa un elogio della vita normale, ordinaria, quasi banale, di una coppia che si ama. La favola romantica vera, oggi, è «sedersi sul divano, parlar del più e del meno». «Tornare alla vita quotidiana dopo i miei concerti è sempre uno shock, ma per me è fondamentale separare i due momenti. Potermi togliere la giacca e il cappello da cowboy e rimettermi le ciabatte. Altrimenti prima o poi mi stuferei di fare la rockstar».

Su rai1 lo speciale con estratti in diretta

Spetterà a Paolo Bonolis fare gli onori di casa per lo speciale che Raiuno dedicherà a Vasco il 1° luglio. Racconterà il concerto in diretta e sarà presente a Modena: non sul palco ma lì vicino, con una scenografia a parte, coerente con lo stile del concerto. Non si tratterà di una trasmissione integrale dello spettacolo ma di un programma in cui la messa in onda di alcuni brani dal vivo si alternerà a contributi di ospiti e a filmati realizzati per l'occasione.

tutti i numeri di un evento destinato a fare epoca...

220.000 biglietti venduti: È il nuovo record mondiale di spettatori paganti per un solo concerto. Il precedente (198.000) era degli A-Ha a Rio De Janeiro nel 1991.

140 cinema: Il concerto sarà proiettato in diretta (e in versione integrale) nei cinema sparsi in tutta Italia. L'elenco delle sale è sul sito vascorossi.net.

46.000 posti auto: Non mancheranno i parcheggi, anche se piuttosto lontani. Il mezzo migliore è il treno: la stazione dista solo un km dal Parco e ci saranno molti treni speciali. Tutte le info sul sito trenitalia.com.

1.200 addetti alla sicurezza: Le misure per la sicurezza saranno imponenti, con 1.200 addetti nei punti nevralgici e 55 telecamere con riconoscimento facciale. Saranno molti i controlli e altrettante le limitazioni: all'interno del parco non si potranno portare, tra le altre cose, zaini oltre i 10 litri, animali, bici, skateboard, tablet, strumenti musicali e «stick» per i selfie.

150 metri la larghezza del palco: La scenografia «esagerata e tecnologica» è firmata dallo studio Giò Forma di Milano. La struttura è alta come un palazzo di otto piani.

1500mq di schermi: Ci saranno cinque maxischermi, uno gigante al centro e altri quattro ai lati, e si muoveranno su dei binari. Oltre a questi ce ne saranno altri sparsi per il parco: tutti potranno vedere.

40 videoscenografie: Il regista Pepsy Romanoff cura la regia «live», alla guida di un team di un centinaio di persone. Sugli schermi verranno proiettate 40 «videoscenografie»: formano una sorta di film che coinvolgerà anche i fan di Vasco.

780 concerti di Vasco (fino a oggi): È il numero di volte in cui Vasco è salito su un palco dal 1977 a oggi. Curiosamente uno dei suoi primi concerti si tenne proprio a Modena, il 7 giugno 1977 all'Istituto Corni.

le sue canzoni in edicola

È partita una grande iniziativa di Sorrisi dedicata a Vasco Rossi. La collana «Vasco Non Stop - Reloaded edition» attraversa la storia della sua musica in 15 imperdibili uscite. Si inizia con 7 compilation in cd con i suoi brani più belli, in ordine cronologico inverso, a 9,99 euro ciascuna (rivista esclusa). Seguiranno due dvd con i suoi videoclip, il cd «L'altra metà del cielo», «Live Kom 015» e «Fronte del palco» entrambi in versione cd e dvd, e i documentari in dvd «Questa storia qua» e «Il decalogo di Vasco».